martedì 30 ottobre 2012

La Sicilia dei record

Non sono una persona impegnata politicamente, ma le recenti elezioni in Sicilia lasciano molto da pensare.

Ai politici per il record di astensionismo registrato, per i risultati eclatanti registrati dal Movimento 5 stelle e, infine, per la vittoria di Crocetta, icona antimafia e gay dichiarato nella machissima Sicilia.
Ai comuni cittadini come noi, perché ci dice che il mondo è cambiato veramente e forse non ce ne siamo nemmeno accorti!

Ma torniamo alle nostre ricette. Ho in programma di postare un primo molto semplice e saporito, ma devo fare ancora qualche foto. A presto!

lunedì 29 ottobre 2012

Bucatini con pancetta e pistacchi

Oggi all'ora di pranzo ero ancora indeciso su cosa mangiare, però sentivo di avere una gran voglia di pastasciutta (toglietemi tutto, ma non la pasta). Ma non volevo la solita pastasciutta con il solito pomodoro o il solito (ottimo) aglio olio e peperoncino come faccio ogni volta che è tardi.
Così mi viene in mente una ricetta facile e veloce che ho provato a fare qualche tempo fa con ottimi risultati. Mi accorgo però che non ho tutti gli ingredienti necessari, ma fa niente, farò qualche piccola modifica.

Gli ingredienti per 2 persone sono:
1 confezione di pancetta a dadini (70 g); 1 cipolla piccola; 30 g di burro; 2 cucchiai di pistacchi tritati; 2 cucchiai di pecorino romano; 1 cucchiaio di parmigiano reggiano (o grana); sale e pepe; 200 g di bucatini (o altra pasta lunga e grossetta, tipo vermicelli o spaghetti).

A me mancavano i pistacchi tritati, che ho sostituito con la stessa quantità di pinoli; inoltre, dovendo tenere sotto controllo il colesterolo, ho diminuito la dose di burro ed ho aggiunto un paio di cucchiai di olio evo (che è un grasso vegetale e contiene 0 colesterolo). Infine, come pasta, sarebbero richiesti i bucatini, ma io li ho sostituiti con i vermicelli che mi piacciono di più.

Questa la preparazione.
Si scioglie il burro in una padella (oppure burro e olio, come ho fatto io); quando è caldo unisco la cipolla tagliata abbastanza finemente, aggiungo un bel pizzico di sale e la lascio imbiondire a fuoco medio.


Quando la cipolla comincia a prendere colore, unisco la pancetta a dadini e la faccio rosolare per qualche minuto a fuoco medio-alto, poi abbasso la fiamma e continuo a cuocere fin quando la cipolla risulti quasi completamente sciolta e la pancetta comincia a diventare croccante. 




Intanto metto a bollire la pasta in una pentola contenente abbondante acqua non troppo salata (la pancetta e il pecorino sono già abbastanza saporiti). Quando è ancora molto al dente (un paio di minuti circa prima del tempo di cottura previsto), la scolo velocemente e la verso ancora molto umida nella padella con la pancetta (conservare un po' di acqua di cottura in caso di bisogno).



Aggiungere i pistacchi tritati (o i pinoli tritati grossolanamente) e spolverizzare con pecorino e parmigiano.










Amalgamare bene tutti gli ingredienti, continuando a cuocere per un altro minuto o due ed aggiungendo, se necessario, un poco di acqua di cottura per mantenere l'insieme piuttosto cremoso.
Aggiungere infine una spolverata di pepe macinato al momento (se gradito) e servire ben caldo completando con un'altra spolverata di parmigiano o di pecorino.


A proposito di pistacchi. Da recenti studi sembrerebbe che l'inclusione dei pistacchi in una dieta sana ed equilibrata, grazie al loro buon contenuti di grassi "buoni" (mono e polinsaturi) ed alla presenza significativa di sostanze antiossidanti, possa agire positivamente contro l'ipertensione arteriosa e gli stress della vita quotidiana.
Si deve tuttavia tenere presente che contengono 590 kcal/100 g   e sono quindi da evitare nelle diete ipocaloriche.



sabato 27 ottobre 2012

Scusate lo sfogo

Oggetto: Berlusconi resta in campo

I lettori mi scuseranno per la digressione dal tema, ma proprio non riesco a tacere.
Leggo infatti sui giornali che Berlusconi non si ripresenterà come candidato premier, ma resterà in campo per continuare l'opera di modernizzazione e cambiamento del Paese. In particolare resterà per riformare il pianeta giustizia affinché ad altri cittadini non capiti ciò che è capitato a lui.
Bè ora mi sento più rassicurato! Non si sa mai ... se in futuro dovessi comprare diritti TV per un miliardo di dollari e poi dovesse uscire qualcuno a dire che su quella cifra ci sarebbero costi fittizi per svariati milioni di dollari, magari servendomi di società offshore ... Basterebbe allora dire che non è vero niente e sicuramente tutto finirebbe lì!
... e qui mi fermo.

mercoledì 24 ottobre 2012

Budino di riso

I dolci a base di riso mi piacciono tantissimo.
Questo budino lo faceva mia nonna quando ero bambino, praticamente un secolo fa. Io ho provato a rifarlo, ottenendo risultati più che lusinghieri.
Questi gli ingredienti per 5- 6 persone.


 80 g di riso a pasta tenera (es. Originario)
mezzo litro di latte
70 g di zucchero
40-50 g di uva sultanina fatta rinvenire per almeno venti minuti in acqua tiepida
20 g di cedro candito (facoltativo)
2 uova intere e 2 tuorli + 2 albumi montati a neve
una noce di burro
½ bicchierino di brandy (facoltativo)
2-3 cucchiai di zucchero a velo vaniglinato
una scorzetta di limone possibilmente bio
un pizzico di sale
un poco di burro e farina o pangrattato per foderare lo stampo


In un tegame d’acciaio abbastanza largo, mettere a scaldare il latte con una scorza di limone ben lavato (prelevare solo la parte gialla, usando un pela patate). Prima che inizi a bollire, aggiungere il riso e un pizzicotto di sale. Fare sobbollire dolcemente girando frequentemente con una paletta di legno.
A metà cottura (dopo circa una decina di minuti), togliere la scorza di limone e aggiungere lo zucchero, un poco di burro, l'uva sultanina ben strizzata e il cedro candito a pezzettini (se non piacciono i canditi, sostituirli mettendo più uva sultanina).



Continuare a girare spesso e, quando il riso sarà cotto ma al dente (nel frattempo il composto dovrebbe essersi addensato abbastanza), togliere il recipiente dal fuoco e lasciare intiepidire (ciò per evitare che poi, aggiungendo le uova, queste possano rapprendersi).


Mentre il riso si raffredda, montare a neve le chiare e accendere il forno. Per facilitare la montatura degli albumi, conviene usare la frusta elettrica alla massima velocità, aggiungendo un pizzico di sale; sembra che con la frusta elettrica il tempo di montatura si riduca se le chiare sono molto fredde. In ogni caso negli albumi non ci devono essere tracce di tuorlo e le fruste devono essere asciutte e ben pulite, perché se solo c'è una gocciolina di qualcos'altro le chiare non si monteranno mai.

Quindi aggiungere al riso tiepido le uova (2 intere + 2 tuorli), un poco di brandy (da evitare se il dolce è destinato ai bambini, in alternativa si può usare un goccio di marsala o anche niente), 2 o 3 cucchiai di zucchero a velo vaniglinato e infine le chiare montate a neve; amalgamare bene tutti gli ingredienti muovendo dolcemente l’impasto dal basso verso l’alto per non correre il rischio di smontare la spuma delle chiare.




Versare infine il composto in uno stampo da budino unto di burro e spolverizzato con farina o pangrattato (io ho utilizzato uno stampo in silicone che facilita il distacco del dolce dalle pareti).





Mettere il dolce in forno già caldo (180°, non di più) tenendolo per 30 minuti circa.
Quando la superficie si è imbrunita (ma non bruciata), togliere dal forno e lasciare raffreddare per qualche ora. Quindi togliere il budino dallo stampo e servire appena tiepido o freddo.

Ed ecco il mio budino!

Budino di riso



lunedì 22 ottobre 2012

Pasta al pomodoro con le zucchine

Non è niente di che, però è un piatto che si prepara in poco tempo e alla fine è pure buono.


Per 3 persone ho usato
  • 3 zucchine romanesche (io preferisco questo tipo di zucchine perché mi sembrano più saporite e meno acquose di altri tipi);
  • un barattolo di polpa di pomodoro da 200 g di ottima qualità (non dico la marca), ma se avete un po' di pomodorini tipo pachino o ciliegino è anche meglio (però vanno spellati e tagliati a dadini);
  • 1 cipolla piccola o 1/2 grande (se piace, anche di più);
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato (o di pecorino);
  • 2-3 cucchiai di olio;
  • sale e pepe secondo i propri gusti;
  • 280 g di pasta corta a piacere.
La preparazione è la seguente.
Si lavano e si asciugano le zucchine, si spuntano sui due lati e si tagliano a rondelle piuttosto sottili (non troppo, altrimenti si possono rompere durante la cottura).

Trito la cipolla abbastanza finemente e la metto ad ammorbidire in una padella con un poco di olio ed un bel pizzico di sale. Non so se è vero, ma siccome non amo il sapore della cipolla (specialmente se mi capita sotto i denti qualche pezzo intero), mi sono autoconvinto che, se aggiungo il sale  durante la rosolatura, la cipolla diventa più morbida e assume un sapore meno deciso (e quindi più gradito al mio palato).

Poco dopo aggiungo le zucchine, un pizzico di sale, una macinata di pepe e le lascio cuocere, girando di tanto in tanto, fin quando cominciano a prendere un po' di colore.


Aggiungo quindi il pomodoro (per fare prima ho usato quello in scatola e devo dire che era molto buono), continuando a cuocere a fiamma dolce ancora per una decina di minuti.


Intanto metto a lessare la pasta per poi scolarla quando è ancora molto al dente. La trasferisco subito ancora molto umida nella padella con il sugo, aggiungo un paio di cucchiai di formaggio grattugiato (parmigiano, o pecorino che dà più sapore), mantecando il tutto a fiamma vivace per uno o due minuti ancora.
Ora la pasta è pronta! Servire ben calda aggiungendo, a richiesta dei commensali, un'altra spolverata di formaggio.

Le mie penne al pomodoro con zucchine

sabato 20 ottobre 2012

Filetto di maiale alle erbe aromatiche e aceto balsamico


E' un piatto saporitissimo, facile da fare e di sicuro successo.
Per 3 persone serve un filetto di maiale da almeno 6oo grammi (i filetti di maiale non sono tanto grandi e raramente superano i 6-700 grammi); se del caso, prendere 2 filetti. Servono inoltre le foglie delle seguenti 4 erbe aromatiche: salvia, rosmarino, timo e origano (un cucchiaio per tipo). Poi 1 cucchiaio di senape, 3 cucchiai di aceto balsamico, olio, sale e pepe. Infine un po' di insalatina tenera e dolce per guarnizione.

Si prepara nel seguente modo.




 


Si prende qualche rametto di rosmarino, timo, salvia ed origano (quest'ultimo l'ho preso dal barattolo); si separano le foglie dai fusticini più legnosi e si tritano abbastanza finemente.






 

Disporre le erbe tritate su un piatto ovale, aggiungere abbondante pepe macinato al mulinello, una presa di sale e mescolare tutto bene.








Cospargere la superficie del filetto con un sottile strato di senape di Digione (mostarda).









Rotolare il filetto sulla marinata di erbe, facendo un po' di pressione per farle aderire bene sulla superficie.


Passare il filetto su una padella antiaderente contenente poco olio già caldo, facendolo rosolare per alcuni minuti a fiamma vivace e rigirandolo spesso, finché si sia formata una sottile crosticina su tutti i lati. 




Trasferire quindi il filetto su una pirofila (o in una teglia) unta con l'olio rimasto nella padella, aggiungere ancora un paio di cucchiai di olio e mettere in forno già caldo a 180° per circa mezz'ora (il tempo dipende dalla grandezza del filetto).







Girarlo dopo una ventina di minuti e bagnare la superficie con il condimento depositato sul fondo.








 




Quando è cotto a puntino, raccogliere il liquido di cottura e versarlo in un tegame non tanto grande; aggiungervi 3 cucchiai di aceto balsamico, un pizzico di sale e una spolverata di pepe. 







Scaldare il tegame a fuoco dolce, girando il contenuto con una frusta per far sciogliere il sale nell'aceto; aggiungere quindi 4-5 cucchiai di olio e.v. di oliva, mantenendo il tegame a fuoco basso ancora un po' e continuando a mescolare gli ingredienti con la frusta per fare l'emulsione.





Quando il filetto si è alquanto raffreddato, tagliarlo a fettine abbastanza sottili. Mettere su ciascun piatto di portata un sottile letto di insalatina tenera (ottimo il songino, chiamato anche valerianella o gallinella), disporvi sopra 6-7 fettine di carne e cospargere ciascuna fettina con il condimento di aceto balsamico ancora caldo.


Il filetto è pronto, buon appetito!


Suggerimenti.

  • Il letto di insalata, che si può anche non fare, non va condito perché serve a dare una nota dolce e fresca all'insieme molto speziato.
  • Se non si ha la senape, sostituirla ungendo la superficie del filetto con un poco di olio.
  • Il piatto può essere servito tiepido, o anche freddo, ma la salsa deve essere calda.

mercoledì 17 ottobre 2012

IL DIAVOLETTO IN CUCINA

Ieri una vicina di casa mi ha regalato un mazzetto di peperoncino “diavoletto” e non ho resistito alla curiosità di assaggiarlo, tanto - pensavo - queste bacche così piccole appena colte dalla pianta non saranno poi così forti; non faccio in tempo a poggiarci sopra la bocca e subito sento un fuoco violentissimo sulla lingua e attorno alle labbra. È veramente un diavolo!


Qui di seguito riporto alcune informazioni che ho trovato su questa solanacea.
Dopo il sale, risulta essere il condimento più usato nel mondo perché costa poco e si coltiva facilmente. Con il suo inconfondibile sapore piccante, è infatti largamente utilizzato per insaporire le vivande: ne basta un pizzico per dare brio a ogni piatto. A volte è infuocato, ma sempre generoso, anche di preziose virtù.
Il diavoletto migliora tutte le funzioni vitali: aumenta la resistenza alle infezioni, favorisce la funzionalità delle vie respiratorie, interviene a livello di pressione arteriosa, abbassa i livelli di colesterolo e favorisce la digestione; inoltre combatte il raffreddore e fluidifica il muco delle vie respiratorie, rinforza le pareti dei vasi sanguigni e migliora la circolazione sanguigna. Infine, dulcis in fundo, ha potere afrodisiaco. Alcuni medici, però, hanno definito questa spezia il “nemico” della prostata, ma non tutti sono d’accordo, e ci sono studi favorevoli sul suo uso ed altri invece contrari.

Io direi che comunque va usato con moderazione e, in caso d'incendio, non bisogna cercare refrigerio in un bicchiere d'acqua o, peggio, di vino; preferire invece della mollica di pane, un po' di yogurt o un bicchiere di latte. Maneggiatelo con cautela e dopo lavatevi le mani con la polpa di un pomodoro maturo perché l'acqua da sola non basta!

Naturalmente non ho resistito alla tentazione di provarlo. Ho così preparato, solo per me (oggi sono single), una pasta condita con olio insaporito con il diavoletto. Per fare presto, la preparazione è stata veramente essenziale, senza aglio, né pomodoro.




Ho frantumato alcune bacche, tolto un po’ semi (è la parte del peperoncino maggiormente piccante) e le ho lasciate per una mezz’ora circa in un tegamino con dell’olio e un pizzico di sale.






 




Mentre l'acqua della pasta si scalda, metto il tegamino sul fuoco per 5 o 6 minuti, girando un po' con una forchetta per diffondere meglio gli aromi, ma facendo attenzione a non bruciare la preziosa spezia.






Scolo la pasta, ci verso sopra l'olio aromatizzato (cercando di lasciare la polpa infuocata del peperoncino dentro il tegame), una spolverata di prezzemolo appena tritato e

 ... voilà



Un saporitissimo piatto di linguine "moderatamente" arrabbiate.




lunedì 15 ottobre 2012

Ricordo di quando ho fermato un treno ...

Racconto questa storia, tanto per interrompere la sequenza di ricette.

Da ragazzo ho fatto il boy scout e qualche volta la domenica facevamo qualche “uscita” nei dintorni di Roma.
Una volta andammo nei pressi di Bracciano e, tra le attività previste, c’era la trasmissione di un messaggio in morse, usando le bandierine che avevamo in dotazione. Come certamente saprete, ogni lettera dell’alfabeto morse è costituita da una precisa sequenza di punti e linee. Ad esempio, il mio nome

 a  /  n  /  d  /  r  /  e  /  a         in morse si traduce così
-  / -•  /-•• / •-•  /  •  / •-

Con le bandierine degli scout il punto viene segnalato con una bandierina alzando un solo braccio, mentre la linea viene segnalata con due bandierine, alzando contemporaneamente le due braccia.
Per rendermi maggiormente visibile, decisi di arrampicarmi sopra l’ingresso di una galleria della linea ferroviaria Bracciano-Roma.
L’esercitazione ebbe inizio ...
A un certo punto vedo avvicinarsi un treno. Io naturalmente continuo la mia esercitazione...
All'improvviso, sento una grande sferragliata di freni e piano piano vedo che il treno si ferma proprio davanti a me.


Esce il macchinista e mi chiede preoccupato cosa fosse successo.

A quel punto capisco che, vedendomi sventolare delle bandierine proprio sopra la galleria, il povero macchinista aveva pensato che ci fosse chissà quale pericolo dentro la galleria o sulla linea!
Con un po’ di apprensione, ho cercato di spiegare l’equivoco ...

Per fortuna tutto è finito bene ed il treno ricominciò a muoversi alla volta di Roma.

Quel giorno rinunciai a fare l'esercitazione in morse.