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venerdì 24 marzo 2017

Terrina di verdure

Mi sa che questa volta la mia ricetta per l'MTC non me l'accettano. Ma io la propongo lo stesso, anche se forse le regole non le ho rispettate proprio tutte al cento per cento, o forse sì.

Dicevo dell'MTC. Questo mese Giuliana Fabris del blog la gallina vintage , vincitrice della scorsa tornata, propone per la sfida dell'MTC n.64 una ricetta di ampio respiro che si può realizzare in un'infinità di modi ed ingredienti diversi: le terrine.




Preso da un sacco di impegni, non ultimo il festeggiamento del mio settantesimo compleanno, mi sono ridotto all'ultimo momento per realizzare un piatto tutt'altro che semplice. L'alternativa sarebbe rinunciare, ma non se ne parla nemmeno.

Nel poco tempo che mi rimane prendo alcune decisioni che dovrebbero semplificarmi la vita: proverò a fare la terrina che preparai qualche tempo fa per il mio genero vegetariano che, nella sua semplicità, piacque molto anche a me che non sono un grosso amante di verdure; anzi, quelle che mandano odori troppo forti quando si cuociono non mi piacciono per niente.
Quindi la mia sarà una terrina vegetariana ma non vegana, con patate, zucchine, melanzane e peperoni; inoltre, niente uso di verdure in foglia per il rivestimento perché non mi piacciono, ma farò una specie di crosta con pezzetti di pane in cassetta; poi niente gelatina (in genere si fa con parti di animale); infine niente coperchio sul recipiente perché non ce l'ho (userò un foglio di alluminio bucherellato).

Come accompagnamento decido di preparare una salsa a base di aglio ed una di pomodoro crudo.




Terrina alle verdure

Ingredienti

3 patate di media pezzatura, 4 zucchine romanesche, 1 melanzana viola, 1 peperone giallo;
3 uova bio, 3 cucchiai di parmigiano reggiano, 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere;
8 fette di pane in cassetta private del bordo scuro;
olio, sale;
burro (per ungere la terrina).

Preparazione

Lessare le patate per non più di 15 minuti in modo che rimangano piuttosto sode. Tagliarle a metà nel senso della lunghezza e poi a fettine dello spessore di 1 cm circa.

Lavare, asciugare e poi tagliare a metà le zucchine. Con una mandolina ridurle a fette piuttosto sottili e grigliarle su una bistecchiera. Salare quando sono pronte.



Sbucciare parzialmente la melanzana riducendola a strisce bianche e viola; tagliarla a fette e cuocerla alla griglia come le zucchine.



Pulire il peperone, eliminare i semini e le parti bianche e tagliarlo a strisce. Quindi cuocerlo in padella con un poco d'olio extravergine d'oliva. Salare verso fine cottura.




In una ciotola sbattere 3 uova con 3 cucchiai di parmigiano reggiano, mezzo cucchiaino di ginger ed un pizzico di sale.

Prendere 7-8 fette di pane in cassetta, eliminare i bordi scuri, tagliarle a cubetti e metterli in una pirofila. Condire con 2-3 cucchiai di olio extravergine e lasciare riposare per qualche minuto.




Composizione della terrina

Spalmare un poco di burro sulle pareti e sul fondo della terrina.
Cominciare a distribuire le patate a fette, poi le zucchine grigliate, quindi le melanzane ed infine i peperoni.




Con un cucchiaio distribuire sulla superficie il composto di uova e parmigiano in modo che bagni bene tutte le verdure ed il fondo della terrina.

Proseguire facendo altri strati con le zucchine, le melanzane ed i peperoni, quindi versare ancora il composto di uovo e parmigiano.

Rivestire tutto con il pane in cassetta a cubetti.




Coprire la terrina con un foglio di carta stagnola su cui sono stati praticati alcuni fori con uno stecchino.




Mettere in forno caldo a 180° e cuocere per circa un'ora.
Passato questo tempo, togliere la copertura di alluminio, accendere il grill e completare la gratinatura del pane.




Raffreddare bene prima di tagliarla.





Disporre nei piatti ed accompagnare con le salsine.

Se si preferisce consumarla calda o tiepida, basta passarla pochi minuti al forno prima di impiattare.





Salsa di aglio


Ingredienti

4 spicchi di aglio, 1 bicchiere di latte, 3 fette di pane in cassetta, 1 cucchiaio di aceto di mele, 1/2 bicchiere (circa) di olio extravergine d'oliva, sale rosa dell'Himalaya, pepe, 1 pizzico di curry.

Preparazione

Spellare gli spicchi di aglio, dividerli a metà ed eliminare il germoglio interno.
In un tegamino fare macerare l'aglio in un bicchiere di latte per un'ora circa.
Mettere sul fuoco, aggiungere un po' di sale rosa e fare sobollire dolcemente per una decina di minuti finché l'aglio si sarà ammorbidito.
Versare tutto nel mixer insieme a qualche fetta di pane in cassetta privata della scorza scura. Aggiungere l'aceto ed un poco di pepe macinato al momento. Frullare tutto aggiungendo a filo un poco d'olio di oliva.
Regolare la quantità di pane e di olio in modo da ottenere una salsa della giusta consistenza (né troppo densa, né troppo fluida).
Versare in una ciotola e spolverare con un pizzico di curry (o di paprica dolce).





Salsa di pomodoro crudo

Ingredienti

4 pomodori a grappolo maturi e sodi, 1 cucchiaio di aceto bianco, olio extravergine d'oliva, sale, pepe, basilico in polvere.

Preparazione

Sbollentare i pomodori per 1-2 minuti. Scolarli e raffreddarli in acqua ghiacciata. Togliere la buccia, aprirli ed eliminare i semini e l'acqua di vegetazione.
Passarli al mixer aggiungendo l'aceto, un poco d'olio, il sale ed un po' di pepe.
Versare in una ciotolina e cospargere con un pizzico di foglie di basilco essiccate.







Ovviamente, con questa ricetta partecipo alla sfida n.64 dell'MTChallenge.






sabato 22 ottobre 2016

Tapas a base di pesce per l'MTC n.60


Questo mese la sfida dell'MTChallenge ci riporta in Spagna e ci fa andare tutti de tapas. L'invito ce lo fa la grande Mai Esteve, del blog il colore della curcuma, che in qualità di catalana doc ci propone uno dei piatti più popolari della Catalogna e dell'intera Spagna: le Tapas.
Si tratta di spuntini o antipasti che si consumano abitualmente nei caffè spagnoli, generalmente in compagnia di amici prima della cena.

Ai fini della sfida le Tapas vengono distinte in tre categorie:
  1. Le Tapas propriamente dette, cioè piccole porzioni di un piatto intero che si mangiano in un piattino, usando le posate e stando seduti.
  2. I Pinchos, che sono finger food che si infilzano in uno stecchino e si mangiano in piedi, al bancone del bar.
  3. Infine i Montadito, che sono fettine di pane o panini mignon su cui viene assemblato ogni bendiddio.
La sfida consiste nel realizzare in un unico post tutti e tre i tipi di tapas, cioè una tapa, un pincho e un montadito, che devono essere collegati seguendo un unico filo conduttore, cioè un tema, a propria scelta.

Pensa e ripensa, decido che il filo conduttore che dovrà ispirare le mie tapas sarà il pesce, compresi naturalmente anche i crostacei e i molluschi.

Questo significa che per me sarà una sfida nella sfida.
Infatti da piccolo il pesce non l’ho visto cucinare quasi mai perché a mia madre piaceva poco. Di conseguenza mi mancano le conoscenze fondamentali, fatte di ricordi e sensazioni anche visive; mi manca cioè il 'background', il retroterra, ovvero la ‘cultura’ della cucina di pesce.
Ma siccome a me il pesce piace molto, con il blog ho cominciato a fare nuove esperienze provando a realizzare ricette semplici, ma sempre più sfiziose.

Questa è pertanto una buona occasione per fare ulteriori esperienze: preparare per la prima volta delle tapas e condirle usando diversi tipi di pesce.

Sempre all'insegna del facciamoci del male scelgo preparazioni piuttosto laboriose.

Vado in pescheria per vedere quello che c'è e torno a casa con un sacco di roba. Troppo tardi mi rendo conto che il pescivendolo ha esagerato un po' troppo nelle dosi e già penso che per pulire e preparare tutto quel pesce mi ci vorrà un bel po' (di fatica) di tempo.

Per evitare che l'ansia da prestazione salga troppo, comincio subito a preparare la mia prima ricetta.


1. - Tapas: ravioli di pesce con salsa all'olio extravergine di oliva e pistilli di zafferano


Ho proceduto come segue.


Per fare i ravioli

  • 270 g di farina 00
  • 30 g di semola di grano duro rimacinata
  • 3 uova bio

Setacciare le farine e disporle a fontana sul piano di lavoro. Disporre al centro le uova e cominciare a impastare. Lavorare energicamente fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.

Fare la palla e lasciar riposare avvolta nella pellicola per circa mezz'ora.



Per fare il ripieno di pesce

  • 400 g di Halibut
  • 200 g di scampi
  • 1 patata (100 g)
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 2 spicchi di aglio
  • Olio, sale, pepe e prezzemolo

Lessare la patata mettendola in acqua fredda e facendola bollire per circa 20 minuti. Sbucciare e ridurre a dadini.

Eliminare il carapace dagli scampi e ridurre la polpa a dadini insieme ai filetti di halibut.

Scaldare un poco d'olio extravergine d'oliva in una padella insieme all'aglio e al prezzemolo. Quando l'olio si è insaporito, togliere l'aglio e farvi rosolare la dadolata di pesce.



Salare e pepare secondo necessità. Dopo qualche minuto sfumare con il vino bianco e continuare a cuocere per pochi altri minuti. Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare un po'. Mettere nel mixer insieme alla patata lessa e frullare tutto fino ad ottenere un composto piuttosto cremoso.

Per fare la salsa
  • 30 g di burro
  • 50 ml (circa) di olio extravergine di oliva
  • 3-4 foglie di salvia
  • 1 g di pistilli di zafferano
In un pentolino sciogliere il burro a fuoco moderato, incorporare l'olio ed emulsionare i due grassi sbattendoli con una frusta. Aggiungere quindi le foglie di salvia sminuzzate grossolanamente a mano.
Fare rinvenire i pistilli di zafferano tenendoli per una decina di minuti in un poco di acqua calda.
Versare lo zafferano con il suo liquido nell'olio e burro caldi e continuare a mescolare.

Preparazione dei ravioli
Stendere la pasta all'uovo e ricavare delle strisce sottili e larghe una decina di cm.
Adagiarvi sopra l'impasto di pesce, disponendolo a mucchietti sufficientemente distanziati tra di loro.


Piegare poi la sfoglia chiudendola sul lato opposto e sigillarla bene, premendo sia sui bordi, sia tra un mucchietto e l'altro.
Con la rotella formare quindi i ravioli tagliandoli alle dimensioni di 4-5 cm per lato.
Lessare i ravioli in acqua bollente leggermente salata. Quando sono pronti, raccoglierli in una terrina e condirli con la salsa all'olio extravergine e zafferano.




2. - Pinchos di pesce

Tipi di pesce (per 4 porzioni)

  • 1 filetto di pangasio
  • 1 trancio di tonno pinna gialla
  • 1 trancio di salmone
  • 1 trancio di pesce spada
  • 4 anelli di totano
  • 4 gamberoni




Inoltre 


  • zucchine
  • pangrattato, olio, prezzemolo, aglio e sale


Pulire i pesci in acqua corrente, asciugarli bene e tagliarli a dadini.
Sgusciare i gamberoni e lasciarli interi.
Lavare ed asciugare le zucchine, spuntare le estremità e tagliarle a rondelle.

Ora preparare i pinchos infilando in uno spiedino un dischetto di zucchina, poi tre tipi di pesce, un'altro pezzo di zucchina ed infine altri tre tipi di pesce. Chiudere lo spiedino con una zucchina.

Preparare la panatura mescolando il pangrattato con il prezzemolo e l'aglio tritati, un pizzico di sale ed infine un poco di olio extravergine d'oliva fino ad ottenere un miscuglio più denso, ma ancora piuttosto sciolto.

Rotolare i pinchos nella panatura pressando bene per farla aderire sul pesce e disporli in una teglia rivestita con carta da forno.



Versarci sopra ancora qualche goccio d'olio e mettere in forno caldo a 180° per 30 minuti circa (regolare il tempo di cottura in base alla grandezza dei pezzi di pesce).





3. - Montadito con gamberetti, salsa cocktail e insalata 








Ingredienti per la salsa cocktail

  • 2 rossi d'uovo
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di senape
  • 200 ml (ca.) di olio di semi di girasole
  • 1 cucchiaio di succo di limone filtrato
  • 1 cucchiaio di salsa worchestershire
  • 2 cucchiaini di doppio concentrato di pomodoro
  • ½ cucchiaino di tabasco
  • ½ bicchierino di brandy

Inoltre

  • 300 g di gamberi di paranza
  • 50 g di insalata misticanza (lattughino biondo, lattughino rosso, spinacino, valerianella)
  • panini mignon (quantità a piacere)



Sciacquare i gamberi in acqua corrente e asciugarli bene. Togliere la testa e il carapace ed eliminare l'intestino, cioè il filo nero presente sul dorso.
Bollire in abbondante acqua per 2-3 minuti, quindi scolarli e farli raffreddare.

Nel frattempo preparare la salsa cocktail (o salsa rosa).

Per preparare questa salsa è necessario partire da una maionese molto densa, perché a questa vanno aggiunti vari componenti liquidi.



Comincio a preparare la maionese.

Mettere in una terrina i tuorli d'uovo, il sale e la senape (tutto deve essere a temperatura ambiente). Con una frusta cominciare a mescolare i vari ingredienti e poi aggiungere l'olio, dapprima goccia a goccia e poi a filo finché l'emulsione diventa molto densa. Per ultimo aggiungere il succo di limone.



Per preparare la salsa cocktail incorporare alla maionese ben soda la salsa worchestershire, un po' di doppio concentrato di pomodoro (per dare più colore), un altro poco di senape, mezzo cucchiaino di tabasco, un poco di limone e un goccio di brandy.

Mescolare dolcemente tutti gli ingredienti fino ad ottenere una salsa di un bel colore rosato, molto buona e delicata.


Versare la salsa nella terrina contenente i gamberetti e mescolare tutto con delicatezza.



Preparare i montadito usando dei panini mignon all'olio.
Con un coltello affilato aprirli a metà e disporvi i gamberi con la loro salsina rosa e qualche ciuffo di insalatina fresca.


(per motivi salutistici consiglio di mangiarne con moderazione)


Non credevo di arrivare in fondo, ma alla fine anche stavolta ce l'ho fatta!

Con queste tapas partecipo alla sfida di ottobre dell'MTC








domenica 2 ottobre 2016

Lasagne con le verdure

Questo piatto è ispirato a una ricetta che ho visto presentare da Marisa Laurito su AliceTV.
Essendo un piatto vegetariano, ho voluto provarlo, con alcune personalizzazioni, per quando viene a pranzo mio genero.



La realizzazione è stata piuttosto lunga e laboriosa, ma sicuramente alcuni passaggi possono essere ridotti e semplificati, magari usando prodotti già pronti che si trovano in commercio.

Comincio con la preparazione del

Sugo di pomodoro
Ingredienti: 1 kg di pomodori sodi e maturi tipo San Marzano; 1 cipolla medio-piccola; 2 spicchi d'aglio;1 carota; 1 costola di sedano; qualche foglia di basilico; 3 cucchiai d'olio extravergine; sale.

Mettere in un tegame tutti gli ingredienti, ben lavati e tagliati a pezzi, salvo gli spicchi d'aglio che devono essere lasciati interi per poter essere eliminati facilmente.


Far cuocere tutto a fiamma moderata, mescolando di tanto in tanto, per un'ora abbondante. Quindi togliere l'aglio e passare tutto con il passa verdure raccogliendo il sugo in un altro pentolino.

Procedo con la preparazione delle varie verdure da usare come farcitura.

Fagiolini
Lessare 300 g di fagiolini e scolarli quando sono ancora molto al dente.
Dopo averli fatti raffreddare un poco tagliarli a pezzetti di 1 cm circa di lunghezza.



Zucchine
Tagliare a metà, nel senso della lunghezza, 5-6 zucchine romanesche e poi farle a fettine piuttosto sottili.

Cuocere in padella con poco olio, uno spicchio di aglio e una presa di sale finché si sono ammorbidite.


Togliere l'aglio e aggiungere i fagiolini a pezzetti. Continuare a cuocere per pochi altri minuti, quindi mettere da parte in una ciotola.


Porro, carote e sedano

Tagliare a fettine sottili il porro e metterle nella stessa padella usata per le zucchine.

Tagliare a pezzetti piccoli 3 carote ben pulite e spellate e qualche costa di sedano molto tenero e spellato.


Mettere le verdure nella padella insieme al porro e cuocere finché si sono ammorbidite. Aggiungere un po' di sale, se necessario, e pepe se piace.


Piselli
Mettere 300 g di piselli surgelati in un ampio tegame; aggiungere un filo d'olio, pochissima cipolla tritata molto finemente e cuocere a fiamma vivace finché i piselli non si siano scongelati. Versare quindi mezzo bicchiere d'acqua calda e sciogliervi mezzo cucchiaino di granulato vegetale per brodo. Regolare di sale, se necessario.


Coprire il tegame e abbassare il fuoco, girando di tanto in tanto.
Quando sono pronti toglierli dal tegame e mettere da parte.


Una volta preparate le verdure, procedo alla


Preparazione delle lasagne
Ingredienti: 300 g di farina 00; 100 g di semola di grano duro rimacinata; 4 uova bio.

Setacciare le farine e disporle a fontana sul piano si lavoro. Disporre al centro le uova e cominciare a impastare. Lavorare energicamente fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
Fare la palla e lasciar riposare coperto con un canovaccio per circa mezz'ora.



Nel frattempo preparo la



Salsa Besciamelle
Fare un roux bianco sciogliendo in un tegame 75 g di burro; unire poi 75 g di farina 00 e mescolare bene con un cucchiaio di legno, togliendo il composto dal fuoco prima che cominci a prendere colore.
Versare quindi 750 ml di latte molto caldo, cui è stato aggiunto un pizzico di sale e mezzo cucchiaino di noce moscata. Girare bene e rimettere sul fuoco, continuando a mescolare per pochi altri minuti, fino a raggiungere la giusta densità.


Composizione delle lasagne
Riprendere la pasta all'uovo, suddividerla in panetti più piccoli e spianarli fino a formare delle sfoglie delle dimensioni pari a quelle della teglia che si userà per la cottura.
Per comodità io mi sono aiutato con la macchinetta nonna papera.


Mettere a lessare le lasagne due o tre per volta, tenendole per pochi minuti in abbondante acqua bollente leggermente salata.
Raccoglierle con una schiumarola e trasferirle in una bacinella contenente acqua ghiacciata. Quindi scolarle bene e lasciarle asciugare mettendole in un canovaccio pulitissimo.

Prendere una pirofila e ungerla con un sottilissimo strato di burro. Bagnare il fondo con uno strato di sugo mescolato con un po' di besciamelle, quindi adagiarvi sopra il primo rettangolo di sfoglia.
Coprire con un sottile strato di salsa di pomodoro e besciamelle, spargerci sopra tutte le verdure e finire con un'abbondante spolverata di parmigiano reggiano.
Continuare disponendo gli altri strati di lasagna che andranno conditi allo stesso modo.
L'ultimo strato di pasta andrà irrorata solo dalla salsa di pomodoro misto alla besciamelle e da un'abbondante spruzzata di parmigiano.

Mettere in forno già caldo a 180° e cuocere per circa mezz'ora.
Quando le lasagne sono pronte, lasciarle riposare per 5-10 minuti prima di consumarle.



Queste lasagne sono risultate molto gustose, ma come dicevo in premessa la preparazione è risultata molto laboriosa.
Per fare prima e faticare di meno si può agire in due direzioni:
- usare meno tipologie di verdure;
- comprare direttamente al mercato le lasagne già fatte e la besciamella.






martedì 12 luglio 2016

Insalata di farro

Forse sarò ripetitivo, ma questa ricetta assomiglia molto alla precedente. In particolare questi piatti sono accomunati dalla semplicità della preparazione e dalla freschezza che li rendono particolarmente graditi d'estate.

Ingredienti (per 4 persone)
  • 250 g di farro
  • 160 g di tonno all'olio d'oliva (sgocciolato)
  • 80 g di provolone dolce Auricchio (o altro tipo) tagliato a cubetti
  • 80 g di olive verdi denocciolate e sgocciolate
  • 1 cucchiaio di capperi dissalati
  • 150 g (una scatoletta) di piselli e carotine cotte al vapore
  • 5 pomodorini pachino
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 1 cucchiaio di aceto bianco di vino
  • 1 pizzico di sale + il necessario per lessare il farro
  • 1 uovo sodo (per guarnizione)

Ridurre il tonno a pezzetti, unirvi le olive tritate grossolanamente, i capperi dissalati e tritati ed il formaggio a cubetti; quindi ridurre a spicchi e poi a cubetti i pomodorini. Aggiungere infine la confezione di piselli e carotine cotte al vapore.
Mescolare tutti gli ingredienti in un'ampia insalatiera, condire con un poco d'olio extravergine, un filo d'aceto (se piace) e un pizzico di sale.


Coprire con una pellicola e mettere in frigorifero a raffreddare.

Nel frattempo lessare il farro in abbondante acqua salata. Scolarlo quando è ancora al dente e raffreddarlo mettendolo sotto un getto di acqua corrente.

Unire il farro al condimento che avevamo preparato e mescolare bene.
Aggiungere, se necessario, un altro poco d'olio d'oliva e, per guarnizione, un uovo sodo tagliato a spicchi.



Essendo un piatto molto ricco, può tranquillamente essere consumato come piatto unico a tutto pasto.







domenica 3 luglio 2016

Insalata di pomodori, couscous e tonno

Questa è una ricetta molto adatta per l'estate, che si può consumare come antipasto, come contorno o anche come piatto unico, magari da portare al mare per essere mangiato sotto l'ombrellone.



Ingredienti (per 4 persone):
  • 160 g di couscous
  • 200 g di acqua
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 noce di burro
  • 160 g di tonno all'olio sgocciolato
  • 100 g di olive verdi denocciolate e sgocciolate
  • 1 cucchiaio di capperi dissalati
  • 80 g di formaggio Asiago tagliato a cubetti
  • 4 pomodori da insalata

Ridurre il tonno a pezzetti, unirvi le olive tritate grossolanamente, i capperi dissalati e tritati ed il formaggio a cubetti.


Preparare il couscous seguendo le istruzioni riportate sulla confezione. Io ho proceduto nel seguente modo (tenere presente che per ottenere un couscous morbido la quantità di acqua deve essere circa il 15-20% superiore a quella della semola).

In un tegame sufficientemente ampio portare a ebollizione 200 ml di acqua, quindi aggiungere un cucchiaio d'olio extravergine e un pizzico di sale. Togliere dal fuoco e versare a pioggia 160 g di couscous, girando delicatamente.
Lasciare gonfiare per 4 minuti circa, quindi aggiungere una noce di burro e rimettere sul fuoco a fiamma molto dolce per altri 3-4 minuti, mescolando regolarmente con una forchetta.
A questo punto il couscous dovrà risultare ben sgranato e a giusta cottura, cioè dovrà essere piuttosto morbido ma ancora al dente.

Unire il couscous al condimento che avevamo precedentemente preparato. Aggiungere un cucchiaio d'olio e mescolare bene.

Nel frattempo aprire i pomodori, togliere i semi, salare leggermente l'interno e metterli capovolti su un piatto per favorire l'eliminazione dell'acqua.

Riempire i pomodori con l'insalata di couscous; per guarnizione si può sistemare sulla loro superficie un'oliva ed un capperetto.



Con le dosi indicate avanzerà sicuramente un po' di condimento al couscous, ma non dovrebbe essere un problema finirlo in una successiva occasione.



venerdì 24 giugno 2016

Pizza al piatto tipo napoletana per l'MTChallenge n. 58


Questo mese la sfida dell'MTChallenge ci vede tutti impegnati a fare la pizza, uno dei piatti italiani più conosciuti e apprezzati al mondo. Ce la propone Antonietta del blog la trappola golosa che, non contenta di avere già vinto una volta, è stata capace di vincere anche una seconda volta realizzando una Caprese Cheese Cake da sballo.

Io con i lievitati vado poco d'accordo perché entrano in gioco troppi fattori (tipo di lievito e di farina, temperatura, tempi, manualità, ecc.) che non è facile controllare completamente. Per fortuna le istruzioni di Antonietta sono molto precise e dettagliate e riescono a levarmi, almeno in parte, l'ansia da prestazione.

E così eccomi trasformato in un pizzaiolo quasi provetto che, per entrare meglio nel ruolo, durante la lavorazione ho anche indossato una T-shirt bianca.



Ingredienti per una pizza al piatto, tipo napoletana, metodo diretto

- 450 g di farina Manitoba di grano tenero 00 (proteine 12%)
- 250 ml di acqua oligominerale naturale
- 12 g di sale
- 1 cucchiaino raso da caffè di lievito di birra disidratato Mastro Fornaio (0,3 g ca.)




Procedimento

Per fare l'impasto seguo scrupolosamente le istruzioni di Antonietta.


Misurare l’acqua, versarla in una ciotola, prelevarne una piccola quantità in due tazzine differenti: in una sciogliere il sale, nell’altra il lievito di birra.

Versare il contenuto con il lievito di birra nella ciotola con l’acqua e iniziare ad aggiungere gradualmente e lentamente la farina setacciata a parte, incorporandola man mano all’acqua.





Finita la farina, aggiungere il sale sciolto in acqua e continuare ad amalgamare fino a raggiungere il “punto di pasta”.
Il disciplinare dice che questa fase deve durare 10 minuti; non sapendo bene cosa si intenda per punto di pasta, io ho continuato a lavorare qualche minuto in più.



Quindi ribaltare sul piano da lavoro e lavorare ancora per 20 minuti. Non sottovalutare questo tempo: è estremamente necessario per ottenere un impasto non appiccicoso, morbido ed elastico e una pizza soffice e asciutta.
Piegare e schiacciare ripetutamente, poi all’avvicinarsi dei 20 minuti l’impasto diventerà morbido e sempre più cedevole e infine avrà un aspetto setoso.
A questo punto riporlo in una ciotola di vetro o porcellana, coprire con pellicola e lasciare lievitare per 2 ore.

l'impasto prima e dopo la lievitazione


Procedere alla staglio a mano.
Il disciplinare consiglia di ottenere dei panetti da un peso compreso tra i 180 e 250 g che corrispondono a tre panetti da 30 cm circa di diametro o quattro panetti da 22 cm circa di diametro. Io ho ricavato 3 panetti da 240 - 250 g circa ognuno.
Riporli su un telo non infarinato, perché essendo un impasto ben incordato, non si attaccherà durante la lievitazione, e lasciare quindi lievitare per altre 4/6 ore a una temperatura di 25°C (come previsto dal disciplinare), coprendolo con i lembi del telo e poggiandoci sopra un altro canovaccio ben inumidito per evitare che la superficie dei panetti possa essiccarsi.




Durante la lievitazione ho visto che i singoli panetti, crescendo, tendevano ad attaccarsi gli uni agli altri; per evitare inconvenienti, ne ho trasferito uno in un altro contenitore.




Una volta che i panetti sono lievitati stenderne uno alla volta su un ripiano spolverato con farina di semola, senza usare il mattarello ma allargandolo con le mani, dal centro verso il bordo e poi, come fanno i pizzaioli veri, facendolo debordare roteandolo, in modo che avvenga un’estensione più delicata.

Durante la lavorazione ho visto però che qualcosa non andava come doveva. I panetti invece di allargarsi tendevano a restringersi e a riprendere la forma primitiva. Per fare un disco di 24 cm ho faticato non poco, anche perché tendeva a strapparsi al centro.

Per cuocere ho adottato il metodo della doppia cottura, che produce subito il classico 'cornicione' alto, tipico della pizza napoletana.




Prima si riscalda il forno alla massima temperatura insieme alla teglia che servirà per la cottura, senza mai aprire lo sportello.
Contemporaneamente si scalda sul fornello una padella di pietra o di ghisa o comunque dal fondo spesso, fino a vederla “fumare”.



padella e teglia di pietra usate per la cottura della pizza

Trasferire il disco di pizza nella padella senza condire e lasciare cuocere sul fornello per 2 minuti.
Subito dopo estrarre la teglia dal forno, trasferirci la pizza, condirla velocemente e rimettere in forno, nella parte più alta, per 4/5 minuti e comunque finché non risulti bella dorata.


Con i 3 panetti ho fatto 3 pizze con condimenti diversi.


1 - Pizza margherita con bufala campana DOP

Il condimento è stato fatto con mozzarella di bufala campana DOP, polpa di pomodoro (Mutti), 1 pizzico di sale, un filo d'olio extravergine e foglie di basilico.
Ho messo a scolare 250 g di mozzarella di bufala tagliata a fette spesse 1 cm circa e poi a pezzi di 2-3 cm.
Invece dei pomodori pelati ho usato la polpa di pomodoro Mutti che è prodotta in Italia ed è buonissima.
Nel pomodoro ho aggiunto un pizzico di sale ed una girata di olio extravergine italiano.
Per fare la tipica Margherita tricolore, poco prima di terminare la cottura ho disposto sulla superficie alcune foglie di basilico prelevate dai miei vasi.




2 - Pizza marinara

Questo condimento è stato fatto con la stessa polpa di pomodoro usata per la margherita. Ho aggiunto poi 2 spicchi d'aglio privati del germoglio e tritati finemente al coltello ed un cucchiaino di origano.
Questa pizza era destinata a mia moglie, che non ama troppo le pizze con la mozzarella.




3 - Pizza ai funghi champignon
Per condire questa pizza ho usato poca polpa di pomodoro residuata dalle precedenti preparazioni. Inoltre 150 g di funghi champignon tagliati a fettine sottili e una manciata di mozzarella di bufala campana DOP tagliata a cubetti.




Osservazioni

Devo confessare che stavolta la mia scarsa compatibilità con i lievitati è stata abbastanza evidente.
I condimenti sono risultati molto appetitosi, ma la pasta della pizza non aveva la fragranza e la sofficità tipica della pizza napoletana. A fine cottura l'impasto è risultato poco alveolato, quindi piuttosto coriaceo al morso, ed il cornicione poco evidente.
Per me è difficile individuare le possibili cause degli inconvenienti riscontrati. Probabilmente la farina Manitoba non è adatta per la pizza, ma potrebbe avere influito negativamente la temperatura quasi torrida dell'ambiente di lavoro (oggi a Roma siamo arrivati a 34°); o forse ha influito il tempo di lievitazione che per necessità contingenti ho dovuto prolungare un po' troppo (7-8 ore invece di 4-6), oppure la temperatura non adeguata del mio forno elettrico che arriva a un massimo di 240 °C.
La prossima volta cambierò tipo di farina e sceglierò un periodo della giornata non troppo caldo.

Sono comunque stato contento di partecipare anche questo mese all'MTC che ancora una volta mi ha dato l'opportunità di fare nuove interessanti esperienze.