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mercoledì 11 maggio 2016

Pasta in bianco con zucchine e yogurt - il blog rallenta, ma non chiude

Da molto tempo mi sto chiedendo se sia opportuno chiudere il blog o continuare, magari riducendo la frequenza dei miei interventi.
Devo ammettere che i miei interessi sono abbastanza diversificati ed il blog non è l'unico che coltivo. D'altra parte l'età che avanza e gli impegni che non diminuiscono mi tengono troppo spesso lontano dal blog e dai fornelli.
Anche qualche piccolo problema di salute non contribuisce a sollevare l'umore ed a mantenere viva la voglia di stare in cucina.
Infatti recentemente ho dovuto operarmi per la seconda volta a causa di un piccolo male di cui ho parlato qualche tempo fa (qui). Purtroppo alla visita di controllo mi hanno detto che qualche cellula malata potrebbe essere rimasta e fra qualche mese, a mio comodo, dovrò sottopormi ad una terza operazione. Si tratta di cosa di poco conto, in day surgery, ma la notizia mi ha scocciato non poco. E vabbè, comunque non è niente di grave.

Ed ora veniamo alla ricetta che, rispettando il mio stile consueto, è facile da fare e buona da mangiare.
L'idea di questo piatto nasce dal desiderio di consumare qualche zucchina romanesca che giaceva da un po' di giorni in frigorifero, per farci un buon sughetto da usare per condire la pasta.
Durante la preparazione ho poi pensato di non usare i pomodori, che avrebbero troppo ammorbidito le zucchine col rischio di spappolarle, ma di fare una semplicissima preparazione in bianco, usando un po' di yogurt greco che avevo nel frigo.

Ingredienti (per 2 persone)
  • 2 cipolle di Tropea
  • 5 zucchine romanesche (o altro tipo, purché sode e non troppo grosse o succulente)
  • 2-3 cucchiai di yogurt greco
  • 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1 mazzetto di foglie di prezzemolo
  • 2-3 cucchiai di parmigiano reggiano
  • sale e pepe
  • 180 g di pasta a piacere, preferibilmente corta

Procedimento

Tritare le cipolle e farle ammorbidire al fuoco in un poco di olio. Io ho usato le cipolle di Tropea, che sono dolci e sono le uniche che mi piacciono, ma si possono usare altri tipi, magari in minore quantità.

Tagliare a rondelle sottili le zucchine ben lavate ed asciugate e metterle a cuocere in padella insieme alle cipolle ammorbidite. Salare e pepare.

 
A metà cottura versare mezzo bicchiere di vino bianco e far sfumare a fuoco vivace.
Verso la fine aggiungere un po' di prezzemolo tritato; lasciare insaporire e, quando le zucchine sono cotte ma ancora al dente, incorporare lo yogurt. Subito dopo spegnere il fuoco.


Nel frattempo lessare la pasta e scolarla molto al dente.
Versarla nella padella con il condimento e farla insaporire bene.

Disporre nei piatti e aggiungere per guarnizione qualche fiocco di yogurt, ed ancora un po' di prezzemolo. Spolverare con del parmigiano reggiano di ottima qualità e servire.









venerdì 15 aprile 2016

Torte Salate, il 4° libro dell'MTC

Continuando il tour in ben dodici città per la presentazione del nuovo libro dell'MTChallenge, ieri è stata la volta di Roma.
All'evento era naturalmente presente Alessandra Gennaro, curatrice dei testi ed infaticabile colonna portante dell'MTC, insieme ad Eleonora Cozzella, valente giornalista gastronomica, che ha provveduto alla presentazione del libro.


Alla manifestazione ha partecipato un pubblico molto ampio, composto non solo da foodblogger. Naturalmente ero presente anch'io, che in tal modo ho potuto cogliere l'occasione di conoscere finalmente 'dal vivo' la nostra carissima Van Pelt.

Torte salate è un libro molto bello ed istruttivo: contiene oltre 100 ricette (tra cui ce n'è anche una mia) tratte da una delle sfide più affollate dell'MTChallenge, insieme alla descrizione di basi, glossari, storie, complementi e spiegazioni, tutte raccontate nello stile di chi fa le cose sul serio, ma senza prendersi troppo sul serio. 

Anche per questo libro resta immutato il fine benefico e l'ente al quale vengono destinati parte dei proventi delle vendite, vale a dire Piazza dei Mestieri (www.piazzadeimestieri.it). Si tratta di un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica, che si propone di insegnare loro i mestieri più o meno dimenticati, fra i quali trovano spazio anche la cucina, la panificazione, l'arte del cioccolato, la produzione della birra artigianale e il servizio in sala.

Torte salate è in vendita in tutte le librerie italiane, oltre che sui siti di Feltrinelli (www.feltrinellieditore.it/gribaudo).
Per l'interesse dei contenuti e per le motivazioni benefiche che lo sottendono, è un libro che merita di essere acquistato; sarà un piacere leggerlo ed anche regalarlo.
Il prezzo di copertina è di soli € 14,90.






mercoledì 27 gennaio 2016

Superinternet a fibra ottica ... e le nozze coi fichi secchi

Per la Befana di quest'anno avevo deciso di regalarmi un nuovo sistema di collegamento ad internet e di passare alla più veloce fibra ottica.
Mi interessava in particolare l'offerta promozionale di TIM che, ad un costo leggermente superiore a quello che avevo, mi avrebbe consentito di navigare alla velocità "fino" a 100 Mbps.


la mia postazione di lavoro

Il 14 gennaio viene il tecnico a istallarmi il nuovo modem fibra e a fare tutti i collegamenti necessari. Mi precisa comunque che la fibra ottica arriva fino alla cabina armadio vicino casa, mentre dalla cabina alla mia postazione avrei continuato a servirmi del vecchio doppino di rame.
A lavoro finito comincia a fare i test di navigazione e si accorge subito che c'è qualcosa che non va.
La velocità di download è variabilissima e va da 10 a 30 Mbps, con qualche picco fino a 60 per poi tornare a una media di 15. Il PING (Packet Internet Grouper), che misura il ritardo della trasmissione dati ed è uno degli indicatori della qualità dell'accesso a internet, dava valori di parecchie centinaia di millisecondi, mentre dovrebbe essere di poche decine.
Non soddisfatto dell'esito dei test, il tecnico comunica alla centrale il suo parere negativo e mi ripristina la vecchia linea.

Evidentemente affidarsi alle nuove tecnologie continuando a basarsi su strutture molto datate (il vecchio filo di rame) è come fare le nozze coi fichi secchi: si pretende di fare qualcosa d'importante senza disporre dei mezzi adeguati; inevitabilmente i risultati non potranno mai essere quelli che uno si attende di ottenere.


immagine da internet di un vecchio telefono

Ma le mie disavventure non finiscono qui!
Dopo qualche giorno di navigazione regolare, improvvisamente sul modem si spegne il led della linea internet e cade il collegamento.
Segnalo il malfunzionamento alla TIM e mi rispondono che in 24-48 ore avrebbero risolto il problema.
Passano i 2 giorni, ma non cambia nulla: la lucetta del collegamento internet rimane spenta e non è possibile navigare.
Nuova telefonata e nuova risposta dilatoria.
Dopo varie altre telefonate mi dicono che risulta in corso il processo per l'istallazione della fibra e non possono intervenire finché la pratica non viene chiusa.
Alle mie rimostranze in cui spiegavo che il tecnico era già venuto da diversi giorni ed aveva dato parere negativo, mi rispondono che per chiudere la pratica ci vuole qualche giorno.
Nonostante le mie continue telefonate, dopo ben 9 giorni mi telefona un tecnico e mi avvisa che sta lavorando per risolvere il mio problema.

Ora finalmente sembra tutto sistemato. Ma che fatica... e che nervi!







giovedì 15 ottobre 2015

Insalata di ceci piccini delle crete senesi

No, non sono morto e non ho neanche abbandonato il blog. Ho solo diradato la mia presenza per una serie di circostanze che mi hanno tenuto parecchio occupato.
Tra queste, cito il battesimo del mio nipotino, celebrato domenica scorsa con una cerimonia semplice ma molto suggestiva.
Dopo c'è stato il rinfresco a casa di parenti, che nella loro grande casa sono riusciti ad ospitare quasi una cinquantina di persone.
Non so come abbiano fatto, ma la mia consuocera, sua sorella ed un'altra loro amica hanno preparato espressamente per tutti un menu che comprendeva 9 antipasti, 6 primi piatti, 7 secondi e 10 contorni. Inoltre, frutta, torta, tiramisù e biscotti fatti in casa. Io ho contribuito molto modestamente facendo dei petti di pollo arrosto su letto di cipolle di Tropea (qui la ricetta) ed un arrosto di arista di maiale con gravy (grazie Maria Pia).



Oggi invece parlo molto semplicemente di un'insalata di ceci che qualche tempo fa ho propinato come secondo piatto al mio genero vegetariano.
Questi ceci sono un regalo di mia sorella, che li ha trovati nei pressi di S. Quirico d'Orcia (SI).


Si tratta di un cece particolare coltivato da tempo immemore nelle colline del Chianti, del Valdarno e del Pratomagno. Sono di piccole dimensioni, ma di grande sapore; hanno inoltre la buccia molto sottile e reggono molto bene la cottura che deve avvenire dopo una notte di ammollo.

Io li ho lessati come si fa normalmente per i legumi, cioè li ho ho messi in una pentola insieme ad una carota, una cipolla, un gambo di sedano ed una foglia di alloro. Quando cominciano a bollire, abbasso la fiamma e li faccio sobollire molto dolcemente per circa 45 minuti, aggiungendo un po' di sale soltanto verso fine cottura.

Nel frattempo taglio a cubetti piuttosto piccoli delle carote crude e dei gambi teneri di sedano,  cui unisco un po' di pomodorini pachino tagliati a spicchi. Aggiungo i ceci lessati, ma ancora piuttosto al dente, e condisco tutto con poco sale, una spolverata di pepe ed abbondante olio extravergine d'oliva.
Sul fondo del piatto dispongo un letto d'insalatina tenera, anch'essa condita con un filo d'olio.


Questo piatto è stato molto gradito da mio genero che ne ha fatto una grande scorpacciata.

I ceci avanzati li ho conditi in maniera classica con olio, poco pepe e qualche foglia di basilico sminuzzata a mano.






sabato 13 giugno 2015

Pesce spada alla piastra ...e la nuova padella

Torno a scrivere sul blog dopo un lungo periodo di riposo.
Ma stravolta, più che della ricetta, voglio parlare della mia nuova padella che è andata a sostituire la precedente che cominciava a mostrare evidenti segni di invecchiamento e a perdere pezzetti di teflon (potenzialmente cancerogeno).
Su consiglio del rivenditore di casalinghi, dove compro usualmente molte attrezzature di cucina, compro una padella di granito Risolì, un marchio dell'eccellenza Made in Italy, divenuta ben presto un'azienda leader nella produzione di strumenti di cottura.





Le caratteristiche salienti di questa padella tutta italiana sono costituite dalla realizzazione in alluminio pressofuso ad alto spessore (almeno 6 mm) e dal rivestimento con nuovo antiaderente Hard Stone ad alta performance, privo di PFOA (uno dei componenti del teflon, potenzialmente pericoloso per la salute).
Nell'uso quotidiano questa padella risulta maneggevole, perché abbastanza leggera, e molto efficiente per la cottura dei cibi, assicurando una diffusione molto uniforme del calore, anche a fiamma bassa, e capacità di anti aderenza molto elevate (non c'è bisogno di aggiungere grassi).
Tutto ciò si traduce in una cucina sana, leggera, economica e senza la produzione di odori sgradevoli.
Io ci ho cotto di tutto: dalle bistecche al pesce, facendoci perfino la frittata di zucchine. I risultati sono sempre stati molto positivi e non si  è mai attaccato nulla, pur senza avere aggiunto alcun tipo di grasso.
C'è inoltre da dire che la pulizia è molto agevole perché non si attacca davvero nulla e basta pochissimo detersivo. Uniche avvertenze: non lavarla quando è ancora calda, ed evitare di usare la lavastoviglie.

E dopo questa lunga sviolinata, veniamo alla ricetta di oggi, che è molto semplice come di consueto secondo il mio stile.

(Per 2 persone)


Prendere 2 tranci di pesce spada (650 g circa) e metterli a marinare per almeno mezz'ora nel succo di un limone.


Asciugare con carta da cucina e mettere a cuocere nella padella già calda.

Eliminare l'eventuale liquido in eccesso che potrebbe formarsi e girare dopo 5-6 minuti.


Continuare a cuocere (a fiamma media) da entrambe le parti, aggiungendo un po' di sale (se gradito, anche del pepe).


Nel frattempo preparare il condimento.
Tritare finemente una manciata di foglie di prezzemolo, uno spicchio di aglio e mettere tutto in una ciotola con il succo di mezzo limone. Aggiungere un bel pizzico di sale, una girata di pepe macinato fresco e quindi 3-4 cucchiai d'olio extravergine; girare bene tutto per fare l'emulsione.



Quando i filetti di pesce sono cotti a puntino, trasferirli nei piatti di portata e condire con la salsa al limone.




mercoledì 27 maggio 2015

Sono diventato nonno

Ieri mia figlia mi ha fatto un regalo bellissimo: mi ha dato uno splendido nipotino. Eccolo appena nato



E qui c'è il nonno, la mamma ed il bambino che ha neanche un giorno di vita.






martedì 27 gennaio 2015

Buon compleanno Alessandra!



Mi unisco anch'io alla schiera dei sostenitori per dire

Buon Compleanno Alessandra!

Anche se sei andata a stare dall'altra parte del mondo, sei sempre vicino a noi e continuerai a dirigere l'MTChallenge come hai sempre fatto!
Tuo affezionatissimo


martedì 16 dicembre 2014

Dolci Regali

Oggi 16 dicembre alle 18,00, al Caffé Cambi in vico Falamonica di Genova, si terrà la presentazione ufficiale di Dolci regali, il terzo libro della collana dell' MTChallenge.



Il volume prende ispirazione da una delle gare dell'MTC, quella dello scorso maggio sul babà, per poi ampliare il raggio di indagine attorno ad un'epoca che segna un momento fondamentale nella storia della gastronomia, vale a dire gli anni compresi fra la fine del XVII e gli inizi del XIX secolo, che videro la nascita e il trionfo della pasticceria, intesa come arte autonoma.

Come s'intuisce dal titolo, il libro è dedicato principalmente ai dolci da re (regali, infatti, va inteso come aggettivo), ma racchiude anche un'ampia sezione di dolci dei poveri, perché anche questi ultimi avevano escogitato altrettante ricette per poter godere qualche volta di quel piacere del superfluo che, nel loro caso, prende il nome di krapfen, di graffe, di buchteln, di buns, di torta delle rose e di molte altre ricette, altrettanto gustose.

Ideatrice e curatrice del libro è la grande e infaticabile Alessandra Gennaro, che si è avvalsa del valido contributo della community, fatta di persone tanto brave quanto generose, di cui anch'io mi onoro di far parte.

Il libro è diviso in sezioni: c'è quella dello zucchero, con sciroppi e bagne aromatiche, quella delle creme, con una raccolta di oltre 50 ricette, che spaziano dalle versioni base alle variazioni sul tema e, in ultimo, “la Dispensa del Castello”, con una raccolta di liquori, conserve, acque profumate, praline ed altre golose risorse, da tenere a portata di mano per arricchire con un tocco personale e raffinato le nostre creazioni, per un totale di oltre 130 ricette, da combinare fra loro in una sequenza infinita.





Ma c'è un motivo in più per comprare questo libro, infatti...

Acquistando una copia di Dolci Regali, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.


Mi auguro che anche questo terzo libro, come i precedenti, abbia il successo che merita, sia per l'interesse derivante dal tema, sia perché acquistandolo faremo del bene a noi stessi ed anche alla onlus che lo sostiene.


Buona lettura!

DOLCI REGALI
Collana “I libri dell'MTChallenge”
SAGEP Editori- Genova
Prezzo di copertina: 18,00 euro
Foto: Paolo Picciotto
Illustrazioni: Mai Esteve
Editor: Fabrizio Fazzari
Impaginazione: Barbara Ottonello



 
 



 
 



mercoledì 30 luglio 2014

Le Bacche di Goij

Quando qualche giorno fa sono andato al mercato di Campo de' Fiori (vedere qui) ho comprato un po' di frutta secca, che a me piace molto. Per arrotondare il prezzo, al momento di pagare il venditore mi propone di comprare anche un etto di bacche di Goij a soli 3 euro invece che a 4. Per invogliarmi maggiormente nell'acquisto, mi dice che in Tibet le chiamano 'i frutti della salute' perché hanno numerosissime proprietà benefiche, tra cui un contenuto di vitamina C che supera di 500 volte quello delle arance.
Mi dice inoltre che in cucina le bacche di Goij si possono usare nelle insalate, nei piatti di carne o di pesce ed anche nei primi piatti, oltre naturalmente per la preparazione di molti dolci, in sostituzione dei più tradizionali frutti rossi.
Visti gli effetti salutari e la grande versatilità di questi frutti insoliti, ne compro un etto per provarli in qualche nuova ricetta.

Arrivato a casa, ne assaggio subito qualcuna. La consistenza di queste bacche rosse è alquanto carnosa, a metà tra l'uva passa ed i fichi secchi; purtroppo anche questi frutti tendono ad attaccarsi ai denti. Il sapore è piuttosto dolce, ma non troppo, e ricorda un po' quello del lampone e del mirtillo.


Bacche di Goij
Su internet scopro che queste bacche hanno veramente notevoli proprietà benefiche. Sono particolarmente ricche di beta-carotene, vitamina C, B1 e B2 nonché di sali minerali, aminoacidi e sostanze dalle specifiche proprietà anti-invecchiamento e antiossidanti, che aiutano l’organismo a combattere con efficacia i radicali liberi. Pertanto questi frutti contribuiscono a tenere sotto controllo il colesterolo e i trigliceridi, la pressione sanguigna, il metabolismo, il tono muscolare e la resistenza fisica.

Si possono acquistare nei mercatini etnici, in alcune erboristerie o anche su internet, prestando però attenzione a rivolgersi a rivenditori qualificati per evitare di acquistare prodotti scadenti o contaminati da pesticidi.
La cosa migliore potrebbe essere quella di coltivarle in casa, come siamo abituati a fare con il pomodoro o la melanzana (anche il goij è una solanacea): si semina a fine inverno e poi si trapianta in vasi grossi o in piena terra (peraltro, essendo originaria delle regioni cinesi e tibetane, è anche molto resistente al freddo).

E finalmente viene il momento di provarle in cucina, scegliendo 3 diverse preparazioni, naturalmente tutte molto semplici com'è nel mio stile.

1 - Pasta fredda con bacche di goij, zucchine e primo sale

La ricetta base l'ho trovata su internet, io ho solo apportato lievi modifiche. Questi gli ingredienti che ho usato (per 2 persone):
  • 1 cipolla rossa di Tropea
  • 1 zucchina romanesca
  • 3 cucchiai di bacche di goij
  • 80 g di formaggio primo sale
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe rosso
  • 180 g di pasta corta (radiatori)
Pongo subito ad ammorbidire le bacche di goij in un bicchiere di acqua tiepida.


Nel frattempo metto ad imbiondire in un poco di olio la cipolla tagliata abbastanza finemente. Subito dopo aggiungo la zucchina tagliata a rondelle, un bel pizzico di sale ed un po' di pepe rosso (per rispettare il colore del piatto); il pepe invece di macinarlo ho preferito schiacciarlo con il batticarne per conservarne meglio la fragranza.

Per facilitare la cottura della zucchina senza bruciare la cipolla, ho versato anche qualche cucchiaio di acqua (rosata) usata per l'ammollo del goij.
Quando la zucchina è quasi cotta, aggiungo le bacche di goij ben sgocciolate.



Lascio cuocere ancora per qualche minuto, regolo di sale, quindi spengo il fuoco e lascio raffreddare ponendo tutto in una insalatiera.

Nel frattempo metto a lessare la pasta in abbondante acqua salata. Quando è cotta al dente (1-2 minuti prima del tempo indicato nella confezione), la scolo, la raffreddo passandola velocemente sotto l'acqua corrente e poi la condisco nel sugo.
Distribuisco la pasta condita nel piatto di portata, versandoci sopra un po' di formaggio primo sale ridotto a cubettini.
Se piace, si può aggiungere ancora un filo d'olio ed un altro po' di pepe.



Il sapore di questo piatto è risultato piuttosto particolare, alquanto insolito, ma fresco e gradevole. Le bacche di goij, inoltre, si erano notevolmente ammorbidite e ben si armonizzavano con tutto il resto.


2 - Insalata mista con bacche di goij

Ho dapprima preparato una normalissima insalata a base di songino (valeriana), radicchio e spinacino, cui ho aggiunto un pomodoro maturo tagliato a pezzi.
Ho quindi aggiunto un cucchiaio abbondante di bacche di goij, condendo poi tutto con un poco di sale, un po' di aceto ed un cucchiaio abbondante di olio extravergine.
Ho infine lasciato riposare per una decina di minuti, girando l'insalata di tanto in tanto per favorire l'omogeneizzazione dei vari sapori.



Il gusto di quest'insalata è risultato molto piacevole, con leggere note di frutta speziata che ben si armonizzavano con il sapore più deciso dell'olio e dell'aceto. Ottima per un contorno salutare ed inconsueto.


3 - Yogurt bianco con bacche di goij

Questo yogurt è stato consumato come dessert.




In un vasetto di yogurt magro da 115 g versare un paio di cucchiaini di bacche di goij, girando poi questi piccoli frutti per distribuirli nella massa in maniera omogenea.
Aspettare qualche minuto prima di consumarlo in modo che le bacche di goij possano ammorbidirsi leggermente.





domenica 27 luglio 2014

A spasso per Campo de' Fiori

L'altro giorno sono andato a fare una passeggiata a Campo de' Fiori.
Si tratta di una caratteristica piazza al centro di Roma, dove dal 1869 si tiene un animato mercato.
La si può raggiungere da Via Arenula percorrendo via dei Giubbonari (la parola deriva  da gipponari, i tessitori di corpetti), ancora oggi ricca di negozi di abbigliamento e di biancheria, oppure da Corso Vittorio Emanuele, costeggiando il quattrocentesco Palazzo della Cancelleria.

Campo de' Fiori occupa la platea del tempio di Venere Vincitrice, annesso al vicino teatro di Pompeo. Il suo nome sembra derivare da Flora, amata da Pompeo (militare e politico romano), oppure dal fatto che nel XV secolo la piazza venne abbandonata trasformandosi in un prato ricco di fiori.
Ancora oggi è sede di un variopinto mercato molto frequentato dai residenti, ma ancor di più dai turisti che vi trovano ogni sorta di mercanzia.

Molte sono le bancarelle della verdura






Poi ci sono le bancarelle con i più svariati prodotti tipici romaneschi e italiani








Naturalmente ci sono gli articoli particolarmente destinati ai turisti






Al centro della piazza si erge, maestoso e lugubre, il monumento a Giordano Bruno, che qui venne bruciato come eretico nel 1600.
La scultura bronzea, realizzata da Ettore Ferrari nel 1887, riprende il filosofo incappucciato, con le mani strette sul libro delle sue teorie, che si erge sopra un alto basamento ornato di medaglioni di eretici.





Se al termine della passeggiata ci è venuta fame, può essere una buona idea fare un salto al piccolo ma accogliente ristorante Ditirambo a Piazza della Cancelleria, proprio dietro Campo de' Fiori, caratterizzato da una cucina tradizionale non solo romanesca, molto curata nella preparazione e nella scelta degli ingredienti.







domenica 13 luglio 2014

Un nuovo obiettivo per fotografare i miei cibi: Bocconcini di pollo

Nonostante il lieve incidente di percorso descritto nel precedente post (colgo l'occasione per ringraziare tutti per la solidarietà), la voglia di fare qualcosa di nuovo e la curiosità di fare nuove esperienze non è diminuita.

Da tempo sentivo il bisogno di ampliare il mio corredo fotografico per riprendere in maniera diversa, e possibilmente più creativa, i miei cibi. Dopo vari approfondimenti, ho pensato che un obiettivo macro potesse rispondere bene alle mie esigenze.
Tra i vari modelli presenti sul mercato la mia attenzione si è concentrata sul Nikkor AF-S Micro 60mm f/2,8 G ED perché sul mio corpo macchina DX la focale equivarrebbe a un medio tele da 90mm, il che mi consentirebbe di fotografare tenendomi abbastanza distante da pietanze fumanti.
Il prezzo un po' altino mi ha dapprima frenato, ma poi ho trovato una buona occasione da un privato che lo vendeva usato a Roma.

Una volta portato a casa l'obiettivo, non dovevo fare altro che provarlo su qualche mia preparazione. Per l'occasione ho fatto un piatto che, per la verità, ho già descritto qualche tempo fa (qui), ma lo ripropongo lo stesso perché, oltre ad avere in casa gli ingredienti necessari, ho anche apportato qualche modifica. Si tratta dei bocconcini di pollo alle olive.

Per 3 persone ho usato:

500 g di petti di pollo tagliati a dadini
1 manciata di farina
50-70 g di olive nere snocciolate
1 spicchio di aglio
1 cipolla piccola
½ bicchiere di vino bianco
1 dl di olio e.v.o.
3-4 foglie di basilico
sale e pepe
 
Infarinare leggermente i bocconcini di pollo.


Scuotere leggermente la carne per eliminare l'eccesso di farina e metterla a rosolare in un tegame con dell'olio ben caldo.



Lasciare rosolare a fuoco vivace, girando di tanto in tanto fin quando i bocconcini saranno ben dorati da tutte le parti. Durante la cottura aggiungere sale e pepe secondo i propri gusti, quindi toglierli dal fuoco e tenerli da parte al caldo.


Nello stesso tegame, con l'olio rimasto, fare appassire la cipolla e l'aglio che nel frattempo avremo tritato abbastanza finemente (se l'olio è poco, aggiungerne un altro poco).

Prima che la cipolla cominci a prendere colore, aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco secco e lasciarlo sfumare a fuoco vivace.

Unire quindi i bocconcini di pollo e finire di cuocerli, tenendoli coperti, per una quindicina di minuti circa, girando di tanto in tanto; se dovessero tendere ad attaccarsi sul fondo, si può aggiungere un poco di acqua calda.
A metà cottura regolare di sale e di pepe se necessario, aggiungere poi le olive tritate grossolanamente e, qualche minuto prima di spegnere il fuoco, unire qualche foglia di basilico spezzettata a mano.


Trasferire quindi i bocconcini su di un piatto di portata e condirli con il sughetto rimasto sul fondo del tegame.



L'aggiunta del basilico contribuisce a rendere il piatto più delicato e dai sapori molto equilibrati.






 

martedì 8 luglio 2014

Scoprirsi fragili

A 20 anni hai tutto il mondo davanti che aspetta solo di essere conquistato. A 40 pensi di essere il padrone del mondo e poter fare tutto, o quasi. A 60 ti accorgi che i giovani sono più veloci di te ed hanno maggiori competenze nell'uso di alcune nuove tecnologie che tu stenti a padroneggiare; però nel lavoro ti rispettano perché hai molta esperienza e sei prodigo nel dare saggi consigli.


Poi vai in pensione e ti si apre un mondo completamente nuovo. I tempi si dilatano e perdi la cognizione delle ore e dei giorni della settimana; ormai è sempre sabato: negozi aperti e niente lavoro! Puoi organizzarti seguendo i 'tuoi' tempi e dedicarti a qualche hobby.
Gli anni che passano quasi non li senti, però ti accorgi che non è proprio come prima e qualcosa comincia a cambiare.
Scopri di avere la pressione un po' troppo alta ed è meglio prendere una pasticchina tutte la mattine. Inoltre le analisi ti dicono che hai il colesterolo al limite ed anche gli zuccheri tendono a salire un po' troppo; quindi è meglio mangiare cibi leggeri e limitare il consumo dei dolci!

Poi decidi di farti vedere dal dermatologo per una crosticina sull'orecchio che da troppo tempo non si decide a rimarginare. E lì ti dicono che hai un cancro... una bella doccia fredda! Per fortuna non è di quelli che ti portano alla tomba, però è meglio eliminarlo al più presto.
E così la settimana scorsa sono andato a togliermi un pezzo di orecchio. L'intervento, fatto con anestesia locale e leggera sedazione, sembra sia andato bene.
Avendo l'orecchio bendato in gran parte, non sono ancora in grado di sapere come mi hanno ridotto, temo tuttavia di assomigliare un po' a Shrek, il gigante verde con le orecchie piccole e arricciate.

Il fatto che mi hanno messo le mani addosso e che hanno reciso una parte, seppur limitata, del mio corpo mi ha tuttavia fatto sentire molto fragile.
Certo, devo comunque considerarmi una persona fortunata perché sono sempre stato bene e non ho mai avuto importanti problemi di salute, a differenza di tante altre persone che invece hanno dovuto affrontare problemi ben più gravi, a volte anche esiziali.
Però questa esperienza mi ha fatto capire di essere molto fragile oltre che impotente di fronte alle avversità. Ma in fondo, pensandoci bene, siamo tutti molto fragili.