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sabato 22 ottobre 2016

Tapas a base di pesce per l'MTC n.60


Questo mese la sfida dell'MTChallenge ci riporta in Spagna e ci fa andare tutti de tapas. L'invito ce lo fa la grande Mai Esteve, del blog il colore della curcuma, che in qualità di catalana doc ci propone uno dei piatti più popolari della Catalogna e dell'intera Spagna: le Tapas.
Si tratta di spuntini o antipasti che si consumano abitualmente nei caffè spagnoli, generalmente in compagnia di amici prima della cena.

Ai fini della sfida le Tapas vengono distinte in tre categorie:
  1. Le Tapas propriamente dette, cioè piccole porzioni di un piatto intero che si mangiano in un piattino, usando le posate e stando seduti.
  2. I Pinchos, che sono finger food che si infilzano in uno stecchino e si mangiano in piedi, al bancone del bar.
  3. Infine i Montadito, che sono fettine di pane o panini mignon su cui viene assemblato ogni bendiddio.
La sfida consiste nel realizzare in un unico post tutti e tre i tipi di tapas, cioè una tapa, un pincho e un montadito, che devono essere collegati seguendo un unico filo conduttore, cioè un tema, a propria scelta.

Pensa e ripensa, decido che il filo conduttore che dovrà ispirare le mie tapas sarà il pesce, compresi naturalmente anche i crostacei e i molluschi.

Questo significa che per me sarà una sfida nella sfida.
Infatti da piccolo il pesce non l’ho visto cucinare quasi mai perché a mia madre piaceva poco. Di conseguenza mi mancano le conoscenze fondamentali, fatte di ricordi e sensazioni anche visive; mi manca cioè il 'background', il retroterra, ovvero la ‘cultura’ della cucina di pesce.
Ma siccome a me il pesce piace molto, con il blog ho cominciato a fare nuove esperienze provando a realizzare ricette semplici, ma sempre più sfiziose.

Questa è pertanto una buona occasione per fare ulteriori esperienze: preparare per la prima volta delle tapas e condirle usando diversi tipi di pesce.

Sempre all'insegna del facciamoci del male scelgo preparazioni piuttosto laboriose.

Vado in pescheria per vedere quello che c'è e torno a casa con un sacco di roba. Troppo tardi mi rendo conto che il pescivendolo ha esagerato un po' troppo nelle dosi e già penso che per pulire e preparare tutto quel pesce mi ci vorrà un bel po' (di fatica) di tempo.

Per evitare che l'ansia da prestazione salga troppo, comincio subito a preparare la mia prima ricetta.


1. - Tapas: ravioli di pesce con salsa all'olio extravergine di oliva e pistilli di zafferano


Ho proceduto come segue.


Per fare i ravioli

  • 270 g di farina 00
  • 30 g di semola di grano duro rimacinata
  • 3 uova bio

Setacciare le farine e disporle a fontana sul piano di lavoro. Disporre al centro le uova e cominciare a impastare. Lavorare energicamente fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.

Fare la palla e lasciar riposare avvolta nella pellicola per circa mezz'ora.



Per fare il ripieno di pesce

  • 400 g di Halibut
  • 200 g di scampi
  • 1 patata (100 g)
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 2 spicchi di aglio
  • Olio, sale, pepe e prezzemolo

Lessare la patata mettendola in acqua fredda e facendola bollire per circa 20 minuti. Sbucciare e ridurre a dadini.

Eliminare il carapace dagli scampi e ridurre la polpa a dadini insieme ai filetti di halibut.

Scaldare un poco d'olio extravergine d'oliva in una padella insieme all'aglio e al prezzemolo. Quando l'olio si è insaporito, togliere l'aglio e farvi rosolare la dadolata di pesce.



Salare e pepare secondo necessità. Dopo qualche minuto sfumare con il vino bianco e continuare a cuocere per pochi altri minuti. Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare un po'. Mettere nel mixer insieme alla patata lessa e frullare tutto fino ad ottenere un composto piuttosto cremoso.

Per fare la salsa
  • 30 g di burro
  • 50 ml (circa) di olio extravergine di oliva
  • 3-4 foglie di salvia
  • 1 g di pistilli di zafferano
In un pentolino sciogliere il burro a fuoco moderato, incorporare l'olio ed emulsionare i due grassi sbattendoli con una frusta. Aggiungere quindi le foglie di salvia sminuzzate grossolanamente a mano.
Fare rinvenire i pistilli di zafferano tenendoli per una decina di minuti in un poco di acqua calda.
Versare lo zafferano con il suo liquido nell'olio e burro caldi e continuare a mescolare.

Preparazione dei ravioli
Stendere la pasta all'uovo e ricavare delle strisce sottili e larghe una decina di cm.
Adagiarvi sopra l'impasto di pesce, disponendolo a mucchietti sufficientemente distanziati tra di loro.


Piegare poi la sfoglia chiudendola sul lato opposto e sigillarla bene, premendo sia sui bordi, sia tra un mucchietto e l'altro.
Con la rotella formare quindi i ravioli tagliandoli alle dimensioni di 4-5 cm per lato.
Lessare i ravioli in acqua bollente leggermente salata. Quando sono pronti, raccoglierli in una terrina e condirli con la salsa all'olio extravergine e zafferano.




2. - Pinchos di pesce

Tipi di pesce (per 4 porzioni)

  • 1 filetto di pangasio
  • 1 trancio di tonno pinna gialla
  • 1 trancio di salmone
  • 1 trancio di pesce spada
  • 4 anelli di totano
  • 4 gamberoni




Inoltre 


  • zucchine
  • pangrattato, olio, prezzemolo, aglio e sale


Pulire i pesci in acqua corrente, asciugarli bene e tagliarli a dadini.
Sgusciare i gamberoni e lasciarli interi.
Lavare ed asciugare le zucchine, spuntare le estremità e tagliarle a rondelle.

Ora preparare i pinchos infilando in uno spiedino un dischetto di zucchina, poi tre tipi di pesce, un'altro pezzo di zucchina ed infine altri tre tipi di pesce. Chiudere lo spiedino con una zucchina.

Preparare la panatura mescolando il pangrattato con il prezzemolo e l'aglio tritati, un pizzico di sale ed infine un poco di olio extravergine d'oliva fino ad ottenere un miscuglio più denso, ma ancora piuttosto sciolto.

Rotolare i pinchos nella panatura pressando bene per farla aderire sul pesce e disporli in una teglia rivestita con carta da forno.



Versarci sopra ancora qualche goccio d'olio e mettere in forno caldo a 180° per 30 minuti circa (regolare il tempo di cottura in base alla grandezza dei pezzi di pesce).





3. - Montadito con gamberetti, salsa cocktail e insalata 








Ingredienti per la salsa cocktail

  • 2 rossi d'uovo
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di senape
  • 200 ml (ca.) di olio di semi di girasole
  • 1 cucchiaio di succo di limone filtrato
  • 1 cucchiaio di salsa worchestershire
  • 2 cucchiaini di doppio concentrato di pomodoro
  • ½ cucchiaino di tabasco
  • ½ bicchierino di brandy

Inoltre

  • 300 g di gamberi di paranza
  • 50 g di insalata misticanza (lattughino biondo, lattughino rosso, spinacino, valerianella)
  • panini mignon (quantità a piacere)



Sciacquare i gamberi in acqua corrente e asciugarli bene. Togliere la testa e il carapace ed eliminare l'intestino, cioè il filo nero presente sul dorso.
Bollire in abbondante acqua per 2-3 minuti, quindi scolarli e farli raffreddare.

Nel frattempo preparare la salsa cocktail (o salsa rosa).

Per preparare questa salsa è necessario partire da una maionese molto densa, perché a questa vanno aggiunti vari componenti liquidi.



Comincio a preparare la maionese.

Mettere in una terrina i tuorli d'uovo, il sale e la senape (tutto deve essere a temperatura ambiente). Con una frusta cominciare a mescolare i vari ingredienti e poi aggiungere l'olio, dapprima goccia a goccia e poi a filo finché l'emulsione diventa molto densa. Per ultimo aggiungere il succo di limone.



Per preparare la salsa cocktail incorporare alla maionese ben soda la salsa worchestershire, un po' di doppio concentrato di pomodoro (per dare più colore), un altro poco di senape, mezzo cucchiaino di tabasco, un poco di limone e un goccio di brandy.

Mescolare dolcemente tutti gli ingredienti fino ad ottenere una salsa di un bel colore rosato, molto buona e delicata.


Versare la salsa nella terrina contenente i gamberetti e mescolare tutto con delicatezza.



Preparare i montadito usando dei panini mignon all'olio.
Con un coltello affilato aprirli a metà e disporvi i gamberi con la loro salsina rosa e qualche ciuffo di insalatina fresca.


(per motivi salutistici consiglio di mangiarne con moderazione)


Non credevo di arrivare in fondo, ma alla fine anche stavolta ce l'ho fatta!

Con queste tapas partecipo alla sfida di ottobre dell'MTC








martedì 30 agosto 2016

Fare lo Tzatziki col Philadelphia?

Dopo un bel periodo di riposo torno sul blog con una provocazione.
Lo tzatziki, si sa, è un antipasto tipico greco (ma anche bulgaro e albanese) a base di yogurt e cetrioli. Fare questa salsa sostituendo (parzialmente) lo yogurt con un formaggio spalmabile come il Philadelphia può sembrare addirittura blasfemo.
Io però ho voluto osare, spinto dalla mia innata curiosità di provare cose insolite.
Le cose sono andate così.

Ieri, dopo aver preparato una quiche di verdure, mi è avanzato mezzo vasetto di yogurt greco, sì e no 100 grammi.
Oggi, per evitare che lo yogurt invecchiasse dentro il frigo, ho pensato di utilizzarlo e farci un po' di salsa tzatziki.
Un paio di cetrioli ce li avevo, ma lo yogurt greco era veramente poco. La soluzione era trovare un altro tipo di formaggio che potesse essere aggiunto senza rovinare l'equilibrio dei vari sapori. Subito ho pensato al Philadelphia.
Proviamo!




Il procedimento che ho usato è il seguente.

Spremere un limone, filtrare il succo e versarlo in una ciotola. Aggiungere in pizzico di sale, qualche foglia di menta spezzettata a mano, uno spicchio di aglio ridotto in poltiglia con lo schiaccia aglio, quindi lasciare macerare tutto per 15-20 minuti.



Aggiungere infine 6-7 cucchiai d'olio extravergine di oliva, un pizzico di pepe tritato fresco col mulinello ed emulsionare bene con una frusta. Lasciare riposare per qualche tempo.

Nel frattempo andiamo a preparare i due cetrioli.
Dopo averli lavati accuratamente, tagliare le due estremità di ciascun cetriolo e strofinare ogni cappuccio sull'ortaggio fin quando comincia a fuoriuscire una spuma bianca, che bisognerà eliminare insieme alla prima fettina perché è molto amara.

Sbucciarli quindi con un pelapatate e poi tagliarli nel senso della lunghezza in 4 parti.
Togliere eventualmente i semini dalla parte centrale, tagliarli ancora a striscioline molto fini, quindi tagliarle di traverso fino a ridurle a dadini molto piccoli, che disporremo su un colino per far perdere un po' della loro acqua di vegetazione.





A questo punto unire i cetrioli ridotti a cubettini insieme all'emulsione preparata in precedenza.
Aggiungere lo yogurt greco (quello che avevo era 100 g circa), altri 100 g di Philadelpia e amalgamare bene con un cucchiaio fino ad avere una salsa densa e cremosa.




Questo tipo di salsa è stata consumata come secondo piatto, spalmata su qualche fetta di pane tostato.
Forse non è lecito chiamarla tzatziki, ma in ogni caso questa salsa è risultata molto fresca e saporita ed è stata molto apprezzata non solo da me, ma anche da mia moglie e da mia figlia che proprio oggi è venuta a casa per sbrigare un po' di lavoro col mio pc.





martedì 12 luglio 2016

Insalata di farro

Forse sarò ripetitivo, ma questa ricetta assomiglia molto alla precedente. In particolare questi piatti sono accomunati dalla semplicità della preparazione e dalla freschezza che li rendono particolarmente graditi d'estate.

Ingredienti (per 4 persone)
  • 250 g di farro
  • 160 g di tonno all'olio d'oliva (sgocciolato)
  • 80 g di provolone dolce Auricchio (o altro tipo) tagliato a cubetti
  • 80 g di olive verdi denocciolate e sgocciolate
  • 1 cucchiaio di capperi dissalati
  • 150 g (una scatoletta) di piselli e carotine cotte al vapore
  • 5 pomodorini pachino
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 1 cucchiaio di aceto bianco di vino
  • 1 pizzico di sale + il necessario per lessare il farro
  • 1 uovo sodo (per guarnizione)

Ridurre il tonno a pezzetti, unirvi le olive tritate grossolanamente, i capperi dissalati e tritati ed il formaggio a cubetti; quindi ridurre a spicchi e poi a cubetti i pomodorini. Aggiungere infine la confezione di piselli e carotine cotte al vapore.
Mescolare tutti gli ingredienti in un'ampia insalatiera, condire con un poco d'olio extravergine, un filo d'aceto (se piace) e un pizzico di sale.


Coprire con una pellicola e mettere in frigorifero a raffreddare.

Nel frattempo lessare il farro in abbondante acqua salata. Scolarlo quando è ancora al dente e raffreddarlo mettendolo sotto un getto di acqua corrente.

Unire il farro al condimento che avevamo preparato e mescolare bene.
Aggiungere, se necessario, un altro poco d'olio d'oliva e, per guarnizione, un uovo sodo tagliato a spicchi.



Essendo un piatto molto ricco, può tranquillamente essere consumato come piatto unico a tutto pasto.







domenica 3 luglio 2016

Insalata di pomodori, couscous e tonno

Questa è una ricetta molto adatta per l'estate, che si può consumare come antipasto, come contorno o anche come piatto unico, magari da portare al mare per essere mangiato sotto l'ombrellone.



Ingredienti (per 4 persone):
  • 160 g di couscous
  • 200 g di acqua
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 noce di burro
  • 160 g di tonno all'olio sgocciolato
  • 100 g di olive verdi denocciolate e sgocciolate
  • 1 cucchiaio di capperi dissalati
  • 80 g di formaggio Asiago tagliato a cubetti
  • 4 pomodori da insalata

Ridurre il tonno a pezzetti, unirvi le olive tritate grossolanamente, i capperi dissalati e tritati ed il formaggio a cubetti.


Preparare il couscous seguendo le istruzioni riportate sulla confezione. Io ho proceduto nel seguente modo (tenere presente che per ottenere un couscous morbido la quantità di acqua deve essere circa il 15-20% superiore a quella della semola).

In un tegame sufficientemente ampio portare a ebollizione 200 ml di acqua, quindi aggiungere un cucchiaio d'olio extravergine e un pizzico di sale. Togliere dal fuoco e versare a pioggia 160 g di couscous, girando delicatamente.
Lasciare gonfiare per 4 minuti circa, quindi aggiungere una noce di burro e rimettere sul fuoco a fiamma molto dolce per altri 3-4 minuti, mescolando regolarmente con una forchetta.
A questo punto il couscous dovrà risultare ben sgranato e a giusta cottura, cioè dovrà essere piuttosto morbido ma ancora al dente.

Unire il couscous al condimento che avevamo precedentemente preparato. Aggiungere un cucchiaio d'olio e mescolare bene.

Nel frattempo aprire i pomodori, togliere i semi, salare leggermente l'interno e metterli capovolti su un piatto per favorire l'eliminazione dell'acqua.

Riempire i pomodori con l'insalata di couscous; per guarnizione si può sistemare sulla loro superficie un'oliva ed un capperetto.



Con le dosi indicate avanzerà sicuramente un po' di condimento al couscous, ma non dovrebbe essere un problema finirlo in una successiva occasione.



lunedì 4 aprile 2016

Hummus di ceci

Torno sul blog dopo un bel po' di giorni di latitanza, a causa di vari piccoli impegni quotidiani, tra cui anche la necessità di fare il nonno babysitter quando il nipotino sta poco bene e non può andare al nido. Stare con il piccolino è per me un vero piacere, ma quando ha la tosse o il raffreddore è quasi inevitabile che i suoi piccoli malesseri vengano trasmessi anche agli adulti che gli stanno vicino.


Oggi parlerò dell'hummus di ceci, un piatto che ho fatto per la prima volta qualche giorno fa.
Si tratta di una sorta di paté dal caratteristico sapore delicato ed aromatico, molto usato nei paesi medio orientali, che può essere usato come antipasto spalmato sui crostini o su altro tipo di pane, per accompagnare verdure crude, carne o pesce, o anche insieme ai 'falafel'.

Ingredienti (dosi orientative per 6-8 persone)
  • 300 g di ceci
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 1/2 limone
  • 80 g di semi di sesamo
  • 3 cucchiai di olio di semi di sesamo (io di girasole)
  • 1 cucchiaio di olio d'oliva
  • 200 ml di acqua calda
  • 1 foglia di alloro (facoltativo)
  • sale e pepe
  • paprica

Preparazione

Mettere i ceci in acqua e tenerli a bagno per almeno 12 ore, cambiando l'acqua e sciacquandoli bene prima dell'uso.
Lessare i ceci in abbondante acqua insieme a una foglia di alloro, aggiungendo un pugnetto di sale a cottura inoltrata; scolarli quando sono ben cotti, dopo almeno un'ora e un quarto.
Frullare i ceci insieme al succo di mezzo limone, un grosso spicchio di aglio privato del germoglio, qualche foglia di prezzemolo e un poco di pepe.
Per ottenere una consistenza sufficientemente cremosa può essere utile aggiungere un po' d'acqua calda. Regolare di sale, se necessario.



Unire all'impasto di ceci 2-3 cucchiai di salsa tahini che si può facilmente preparare in casa nel seguente modo.
Tostare i semi di sesamo in una padella anti aderente fino a che il colore comincia a diventare più intenso.


Girare in continuazione per evitare che i semini possano bruciarsi divenendo molto amari e quindi inservibili. Il fuoco dovrà essere piuttosto moderato ed il tempo non dovrebbe superare i 4-5 minuti.
Lasciare raffreddare, quindi tritare con il mixer insieme a 3 cucchiai d'olio di semi ed un pizzico di sale.
Regolare la quantità di olio per ottenere un impasto burroso di giusta densità.


Mescolare bene il tahini con il frullato di ceci. Se l'impasto dovesse risultare troppo denso, aggiungere ancora un po' d'olio di semi o un cucchiaio di acqua calda.

Quando è pronto, decorare con una spolverata di paprica, qualche foglia sminuzzata di prezzemolo ed un giro d'olio (di oliva).





domenica 28 febbraio 2016

Salsa ketchup homemade

In genere sono poco propenso a fare uso di salse esotiche che non siano le comunissime maionese, besciamella o simili.
Questa volta, invece, ho voluto provare a fare il ketchup per condire delle crocchette di patate al forno.
Fidandomi poco dei prodotti in vendita, generalmente troppo ricchi di coloranti, dolcificanti artificiali ed altri additivi poco desiderabili, ho pensato di prepararlo in casa.

Il ketchup è una salsa agrodolce a base di pomodoro dalle origini molto antiche. Infatti, sebbene sia comunemente considerata un prodotto statunitense, in realtà è di derivazione cinese o malese dove nasce come una salamoia a base di pesce fermentato, principalmente di acciughe, chiamata kecap o kichap.
La ricetta moderna del ketchup inizia invece a svilupparsi alla fine del Settecento quando negli Stati Uniti alcuni cuochi cominciano a utilizzare il pomodoro per produrla.
Nel 1812 nasce il primo tomato ketchup (ketchup di pomodoro), ma solo nel 1872 Henry J. Heinz sviluppò la ricetta del ketchup che la sua azienda utilizza ancora oggi.


Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/ketchup.html

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/ketchup.html
Per fare questa salsa ho pensato di adottare un procedimento molto semplice, ma dal risultato pienamente soddisfacente.


Ingredienti

  • 400 ml di passata di pomodoro
  • 40 g di zucchero di canna
  • 40 ml di aceto di mele
  • 1/2 mela golden delicious (non sbucciata)
  • 1 cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro
  • 1 cucchiaino di paprica dolce
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaino di sale rosa dell'Himalaya
  • 3-4 gocce di tabasco



Preparazione


Mettere nel frullatore tutti gli ingredienti; inserire anche la mezza mela ridotta a cubetti, ma senza sbucciarla.


Frullare bene tutti gli ingredienti (io ho usato un frullatore ad immersione) fino ad ottenere un composto molto liscio ed omogeneo.
Versare la salsa in una casseruola e metterla a bollire a fuoco molto dolce per almeno un'ora, girando di tanto in tanto.




Quando la salsa si sarà sufficientemente addensata, toglierla dal fuoco e travasarla in un contenitore adatto.



Può essere usata con patatine fritte, hot-dog e hamburger, o comunque come condimento nell’ambito dei cosiddetti “street food”.
Io l'ho usata per condirci delle crocchette di patate cotte al forno.







domenica 22 novembre 2015

Cipolle di Cannara in agrodolce

Questo piatto nasce dal desiderio di finire le 5 cipolle piatte di Cannara, avanzate dalla preparazione descritta la settimana scorsa.



Cannara è un piccolo comune umbro, situato tra Spello ed Assisi, ed è conosciuto per la produzione di numerosi tipi di cipolle, diverse per forma e colore, ma molto apprezzate per la dolcezza, morbidezza e digeribilità.

Non essendo un amante delle cipolle, ho pensato di attenuare il loro caratteristico sapore facendo una preparazione agrodolce.


  • Pulire e lavare le cipolle mettendole in un tegame con burro e olio ben caldi.
  • Quando le cipolle si sono appena ammorbidite, aggiungere 2 cucchiai colmi di zucchero, facendolo sciogliere nei grassi girando in continuazione.
  • Poco prima che lo zucchero cominci a caramellare, versare due cucchiai di aceto balsamico, continuando a mescolare e regolando la fiamma per evitare che le cipolle possano bruciarsi.
  • Aggiungere quindi un grosso bicchiere di liquido composto per 2/3 di acqua ed 1/3 di aceto bianco di vino, facendo in modo che le cipolle rimangano coperte di liquido per almeno la metà.

  • Abbassare il fuoco, coprire il tegame e far cuocere per circa 3/4 d'ora, girando ogni tanto. Se si asciuga troppo, aggiungere altro liquido poco per volta.
  • Quando le cipolle sono quasi cotte, togliere il coperchio, alzare il fuoco e fare addensare il sughetto rimasto sul fondo.
  • Se le cipolle sono morbide e la glassa è diventata abbastanza densa, il piatto è pronto.
  • Trasferire tutto in una ciotola adatta e servire quando sono ancora calde, insieme alla salsa agrodolce.






venerdì 23 ottobre 2015

Pollo ripieno con noci e goji e contorno di riso basmati allo zafferano




Che quelli dell'MTC fossero poco sani di mente è cosa risaputa, e infatti anch'io vi faccio parte, ma stavolta la Patty del blog andante con gusto ha toccato punte di sadismo. Infatti, in qualità di vincitrice della precedente sfida, ha proposto di fare il pollo ripieno. Ma non si è accontentata di farci fare un semplice pollo farcito, bensì ha preteso che il pollo si dovesse comprare intero e poi disossarlo.
Inoltre la ricetta di questo mese deve comprendere l'intingolo per il condimento ed un contorno che ben si accompagni con il piatto.

Questa volta, più delle altre, l'ansia da prestazione è stata particolarmente elevata. Ma non perché io voglia fare bella figura o abbia desiderio di vincere, perché io partecipo esclusivamente per il gusto della sfida e per la voglia di imparare, però disossare un pollo non è uno scherzo da poco.
Per fortuna la Patty ci da delle spiegazioni dettagliatissime, accompagnate da un'ampia documentazione fotografica. Ma per me che sono di coccio, temo che tutto questo non basti.


Franco, il mio macellaio
Vado dal mio macellaio, che conosce bene le mie manie culinarie, e gliene parlo. Lui comincia a darmi dei suggerimenti, poi decide di passare dalle parole ai fatti: va nella cella frigorifero e ne esce tenendo in mano un gran pollo.
Guarda come si fa, mi dice, e comincia a disossarlo.
Con i miei occhi vedo che l'operazione è molto laboriosa, ma non impossibile.
Il suo procedimento è simile, ma non identico a quello descritto da Patty. In ogni caso capisco che il lavoro va fatto con calma e pazienza. E' anche fondamentale avere un coltello adatto e molto affilato.

Dopo la dimostrazione live torno a casa un po' più rinfrancato e comincio a pensare alla 'mia' ricetta.
Decido che la mia farcitura dovrà essere di sostanza, ma contenere anche un tocco di dolcezza per compensare l'acidità dei succhi che inevitabilmente vengono liberati durante la cottura al forno. Come base di carne userò un macinato misto di manzo, vitella e maiale, ma niente salsiccia; inoltre sarà arricchita con gherigli di noce tritati e bacche di goji.
Come contorno farò un riso basmati con pistilli di zafferano, uva sultanina ed altri aromi.

Il giorno dopo vado a rifornirmi degli ingredienti necessari. Il macellaio, insieme alla carne, mi da in prestito anche il suo coltello affilatissimo.


Disossatura del pollo 

Per questo lavoro ho proceduto come meglio mi veniva, discostandomi talvolta dalle indicazioni di Patty.
Dapprima tolgo con le mani i peulcchi residui e poi lo passo velocemente sulla fiamma.

Non trovandolo, rinuncio a togliere subito l'osso a forcella. Disarticolo quindi le cosce e le ali lasciando però le ossa in loco.
Come un chirurgo, comincio ad incidere la schiena.



Con il coltello separo la polpa dalle costole; devo stare attento perché il coltello è affilatissimo e posso tagliare facilmente anche le ossa.
Apro delicatamente il pollo; tolgo due ossa che pensavo facessero parte della forcella, ma forse erano le clavicole.



Continuo ad incidere in profondità raschiando la carne delle costole fino a liberare la cassa toracica che tiro via.



Elimino lo sterno e le altre parti cartilaginee del petto. Trovo finalmente l'osso a forcella ed elimino anche questo.



Scarnifico l'osso della coscia e lo tolgo via.



Elimino eventuali schegge o altre parti dure rimaste fino ad ottenere un pollo completamente pulito e disossato.





Preparazione del pollo farcito con noci e goji

Gli ingredienti sono:
  • un pollo disossato (2,7 kg con le ossa)
  • 600 g di macinato misto di manzo, vitella e maiale (no salsiccia)
  • mollica di pane raffermo bagnata con acqua e latte
  • 40 g di burro
  • erbe aromatiche tritate (salvia, timo e maggiorana freschi)
  • 1 cucchiaino di menta essiccata
  • 80 g di gherigli di noce tritati grossolanamente
  • 2 cucchiai di bacche di goji (per informazioni sul goji vedere qui)
  • sale e pepe
  • 1 bicchiere di vino passito di Pantelleria
Per il fondo della pirofila:
  • 5 cucchiai d'olio
  • 1 grossa carota tagliata a rondelle
  • 1 gambo di sedano molto tenero tagliato e pezzetti
  • 4-5 rametti di rosmarino
  • foglie di salvia
  • qualche scaglia di burro
  • 4 cipolle piccole adatte per la cottura in forno (che io ho dimenticato di mettere)

In un'ampia ciotola mescolare il macinato misto di carne con il sale e con il burro ammorbidito a pomata.
Tritare le erbe aromatiche e unirle al macinato quando la carne si è ben amalgamata con il burro.


Aggiungere la mollica di pane strizzata e sbriciolata, quindi le noci triturate grossolanamente e le bacche di goji.
Mescolare bene tutto e fare riposare qualche minuto affinché le bacche di goji si ammorbidiscano nell'impasto umido.
Farcire il pollo, cominciando a riempire la cavità delle cosce e poi tutto il resto.



Terminata la farcitura, richiudere il pollo e procedere alla cucitura partendo dal collo. Legare anche le cosce.



Avvolgere il pollo in un foglio di carta da forno inumidita e poi in un foglio di alluminio. Legare il 'pacchetto' e farlo riposare in frigorifero per almeno un paio d'ore (io tutta la notte).

Dopo il riposo, riprendere il pollo, eliminare l'alluminio e la carta ed insaporirlo con sale e pepe, massaggiando la superficie con le mani.
Legarlo di nuovo e disporlo in una pirofila unta con un velo d'olio.
Cospargere la superficie del pollo con qualche scaglia di burro e disporre intorno le carote affettate, il sedano e le erbe aromatiche (le cipolline che avevo comprato sono rimaste nella dispensa).



Mettere in forno caldo a 180° e farlo cuocere per circa un'ora per ogni kg di pollo farcito. Il mio, disossato e farcito, pesava quasi 3 kg e l'ho tenuto in forno per oltre 2 ore e mezza. La temperatura del forno non deve essere troppo alta per evitare che si bruci in superficie e rimanga crudo all'interno.
Dopo 20 minuti di cottura irrorare il pollo con un bicchiere di vino passito.
Continuare a cuocere bagnando ogni 15-20 minuti la superficie del pollo con i succhi depositati sul fondo.
Girare il pollo 2 o 3 volte usando cucchiai o palette di legno, evitando di usare strumenti acuminati per non correre il rischio di bucare la superficie e far fuoriuscire i succhi dall'interno.



A cottura ultimata, trasferirlo in un vassoio e tenerlo al caldo.
Recuperare i liquidi e le verdure depositate sul fondo per la preparazione della salsina con cui condirlo.


Preparazione della salsina (gravy) al passito di Pantelleria

Prima di fare la salsina bisogna aver preparato il brodo.
Io l'ho fatto usando le ossa del pollo che ho messo in acqua fredda insieme a una grossa carota, un gambo di sedano fatti a pezzi e una cipolla su cui avevo infilzato 4-5 chiodi di garofano. Aggiungere un pugnetto di sale e fare bollire molto dolcemente per un'ora e mezza circa, eliminando la schiuma ogni volta che serve. Fare raffreddare ed eliminare il grasso che affiora.

Preparare la salsa che, per la verità, non so se possa chiamarsi gravy dal momento che ho alquanto personalizzato il procedimento.
Scolare i liquidi di cottura rimasti sul fondo della pirofila filtrandoli con un colino.
Frullare le parti solide (ma non la cipolla chiodata) con un po' di brodo.
Versare un grosso bicchiere di passito di Pantelleria nella pirofila usata per la cottura del pollo e farlo evaporare al fuoco, togliendo con una paletta di legno i residui di cottura.
Mettere una parte dei liquidi filtrati in una casseruola e scaldare a fuoco medio-basso. Aggiungere un po' di brodo e gli odori frullati. Unire anche il vino liquoroso rimasto nella pirofila. Mescolare bene con una frusta. Versare a pioggia un cucchiaio di farina facendola passare attraverso un setaccio.
Addensare la salsa a fuoco dolce, girando sempre con la frusta.
Aggiustare di sale, se necessario (a me non è servito).
Utilizzare la salsina quando è ancora ben calda.


Preparazione del contorno con riso basmati allo zafferano

Ingredienti
  • 250 g di riso basmati
  • un cucchiaino di pistilli di zafferano dell'Umbria
  • 100 g di uva sultanina ammorbidita in acqua tiepida
  • 6 capsule di cardamomo verde schiacciate
  • 4 chiodi di garofano
  • 1 stecca di cannella
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna
  • 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • sale
Lavare ripetutamente il riso basmati fino a quando l'acqua resta limpida. Poi lasciarlo in ammollo in 600 ml di acqua per mezz'ora.
Mettere i pistilli di zafferano in una tazzina e lasciarli macerare per qualche minuto versandoci sopra un poco di acqua bollente.
In una casseruola scaldare l'olio e farvi soffriggere la cannella, i chiodi di garofano ed il cardamomo.
Dopo 1 minuto aggiungere il riso ben scolato (conservare l'acqua di ammollo) e tostarlo per un paio di minuti. Aggiungere l'acqua di ammollo e poi lo zafferano con la sua acqua, l'uva sultanina ben strizzata, un cucchiaio di zucchero di canna ed una mezza manciata di sale grosso.


Portare ad ebollizione, abbassare la fiamma, mettere il coperchio e lasciare sobollire molto dolcemente per circa 15 minuti, fin quando il riso risulti molto tenero ed abbia assorbito tutta l'acqua. Durante la cottura girare pochissimo (un paio di volte al massimo).
Prima di servire eliminare la stecca di cannella e i chiodi di garofano.


Composizione del piatto

Per facilitare il taglio del pollo, eliminare dapprima tutti i fili della legatura e della cucitura.
Con un coltello affilato togliere le ali e le cosce dal corpo e cominciare a tagliarlo. Le fette inevitabilmente non potranno essere troppo sottili, pena la separazione della farcitura dalla carne del pollo.



Disporre le fette sul piatto di portata, irrorarle con la salsa al passito ben calda e guarnire con il contorno di riso basmati allo zafferano.





Portato in tavola, questo piatto aveva un'apparenza regale: la consistenza è risultata tenera ma solida, il gusto molto gradevole ed insolito con un contrasto di sapori agro-dolci avvertibile ma armonico e non preponderante.

Che altro dire alla fine di quest'impresa?

Il mio pensiero va alla carissima PATTY: cara Patrizia, nonostante ti sia particolarmente affezionato (sei tu che con la ricetta dei pici mi hai tirato dentro questa banda di matti), per un attimo ti ho odiata, ma ora ti ringrazio perché mi hai costretto a fare un lavoro che fino a ieri pensavo fosse per me impossibile.

Un altro ringraziamento particolare lo rivolgo a Franco Lepri (nomen omen), il mio macellaio di via della cellulosa, sia per il tutorial che ha avuto la bontà di svolgere nella sua bottega, sia per avermi prestato il suo specialissimo coltello, grazie al quale il lavoro di disossatura è risultato molto più agevole del previsto.

Con questa ricetta partecipo alla sfida n. 51 dell'MTChallenge.