Care amiche ed amici, avrete notato che da un po' di tempo frequento pochissimo il blog.
Il motivo è molto semplice: la settimana prossima si sposa mia figlia!
Potete quindi ben immaginare che in questo periodo i miei pensieri siano rivolti quasi esclusivamente a questa felice circostanza e non abbia avuto il tempo necessario a pensare o a dedicarmi alla cucina.
Non voglio però perdere l'occasione di esprimere a tutti voi che mi seguite con tanto affetto i miei migliori auguri di
Ricette sperimentate da uno come me, che ha sempre amato mangiare bene, accontentandosi però della cucina preparata dagli altri. E poi ricordi, news, informazioni e fatti di vita quotidiana.
sabato 19 aprile 2014
domenica 6 aprile 2014
Penne con zucchine e asparagi
Oggi propongo un primo piatto tutto vegetariano.
Ingredienti (per 4 persone):
Ingredienti (per 4 persone):
- Un mazzetto di asparagi selvatici (200 g ca.)
- 6 zucchine medio piccole (preferibilmente di tipo romanesco)
- 1 cipolla piccola
- 1/2 bicchiere di vino bianco
- olio, sale, pepe
- 360 g di penne rigate (o altro tipo di pasta corta)
Procedimento
Lavare e pulire gli
asparagi, eliminando la base più dura. Lessarli mettendoli
verticalmente in una asparagiera o in un tegame alto, riempiendolo d'acqua fino a 3/4, in modo che le punte si possano cuocere al vapore.
Quando sono cotti, dopo
circa un quarto d'ora, scolarli, mettere da parte le cime che serviranno poi come guarnizione e tagliare a pezzetti i gambi, eliminando la parte terminale che è più dura.
Intanto pulire le zucchine
e tagliarle a rondelle.
Tagliare a pezzetti una cipolla
piccola e farla soffriggere in un poco di olio. Farvi rosolare le zucchine, salare e pepare. Quando sono quasi pronte, versare un po' di vino bianco, fare sfumare e poi aggiungere i gambi di asparago tagliati a pezzetti.
Mescolare bene, ma delicatamente, per amalgamare i sapori e regolare di sale e di pepe (se piace).
Passare il condimento al
mixer, fino a
formare una specie di cremina che verseremo in un’ampia insalatiera.
Per guarnire il piatto si può conservare qualche pezzo di zucchina che metteremo insieme alle punte di asparago.
Siccome le zucchine avevano dei bei fiori, li ho rosolati nella stessa padella e li ho poi aggiunti come guarnizione.
Intanto cuocere la pasta, scolarla al dente e condirla con la salsa.
Aggiungere abbondante parmigiano grattugiato, mescolare bene e impiattare (se la pasta si asciuga troppo, aggiungere qualche cucchiaiata di acqua di cottura).
Sopra ogni piatto, per guarnizione, disporremo le cime di asparago, le zucchine ed i loro fiori che avevamo messo da parte.
Consiglio di tenere al caldo le parti vegetali che useremo come guarnizione (es. tenendoli a bagnomaria) per evitare di raffreddare troppo rapidamente il piatto che invece va mangiato ben caldo.
mercoledì 2 aprile 2014
Un altro premio diverso dagli altri
Ricevo dalla cara zia Consu del blog i biscotti della zia questo nuovo insolito premio
Questo premio è stato ideato da Hell che asserisce che il blog è il nostro 'Bastone di Tuono' ed il Boomstick è un premio per soli vincenti, per di più orgogliosi di esserlo.
Il Boomstick non si assegna per meriti, ma per pretesti, o scuse.
Per conferirlo, è assolutamente necessario seguire queste semplici e inviolabili regole:
1 - i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore
2 – i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione
3 – i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto
4 – è vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come io le ho concepite
Qualora una di esse venga disattesa, il Boomstick Award sarà annullato d’ufficio, su questo blog, e in sostituzione, verrà assegnato il:
che, al contrario, porta grande sfiga e disonore sul malcapitato.
Non avendo nessuna intenzione di attirare su di me la jella, procedo con l'assegnazione del premio.
L'elenco dei 7 premiati è questo:
![]() |
| Boomstick award |
Il Boomstick non si assegna per meriti, ma per pretesti, o scuse.
Per conferirlo, è assolutamente necessario seguire queste semplici e inviolabili regole:
1 - i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore
2 – i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione
3 – i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto
4 – è vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come io le ho concepite
Qualora una di esse venga disattesa, il Boomstick Award sarà annullato d’ufficio, su questo blog, e in sostituzione, verrà assegnato il:
![]() |
| Bitch, please award |
Non avendo nessuna intenzione di attirare su di me la jella, procedo con l'assegnazione del premio.
L'elenco dei 7 premiati è questo:
- Claudia del blog My Ricettarium perché anche lei è di Roma e non manca mai di commentare le mie ricette
- Sonia Conte di Gioca Sorridi Mangia perché mi ha appena conferito un altro graditissimo premio
- Vaty di A Thay Pianist perché ci propone delle splendide ricette Thay Style, sempre accompagnate da foto che sono capolavori d'arte
- Francesca di Colazione da Frankie perché anche lei è di Roma e mi è simpatica a prescindere da tutto
- Patty del blog Andante con Gusto cui sono particolarmente affezionato perché con la sua ricetta dei Pici mi ha fatto decidere di unirmi alla schiera di pazzoidi che partecipano alle sfide dell'MTChallenge
- Stefania di Cardamomo & Co. che, essendo celiaca, ha avuto il coraggio di proporre, come ricetta per la sfida n. 27 dell'MTC (febbraio 2013), niente meno che una Red Velvet Cake gluten free! Per me fu un vero impazzimento, però riuscii lo stesso a fare una torta fantastica (Stefania, ti voglio bene)
- Manuela di Pensieri in Viaggio perché con il suo blog mi fa vedere parti di mondo che altrimenti difficilmente potrei conoscere.
lunedì 31 marzo 2014
Un premio del tutto inaspettato
In attesa di conoscere il vincitore dell' MTC di marzo, ricevo da Sonia del blog giocasorridimangia questo inaspettato premio. Ti ringrazio tantissimo carissima per avere pensato anche a me.
Intendiamoci, ricevere questi piccoli riconoscimenti mi fa tanto piacere, ma non altrettanto potrei dire per una eventuale, impossibile, vincita all'MTC.
Infatti partecipo molto volentieri a questo contest pazzesco perché è una scuola molto stimolante che mi 'costringe' a fare cose che mai mi sognerei di fare. In quanto a vincere, spero vivamente di NON vincere mai perché le conseguenze di una improbabile vincita all' MTC sarebbero per me veramente difficili da gestire.
Ma veniamo al premio di oggi. Queste sono le regole del gioco
Buon premio a tutti!
Intendiamoci, ricevere questi piccoli riconoscimenti mi fa tanto piacere, ma non altrettanto potrei dire per una eventuale, impossibile, vincita all'MTC.
Infatti partecipo molto volentieri a questo contest pazzesco perché è una scuola molto stimolante che mi 'costringe' a fare cose che mai mi sognerei di fare. In quanto a vincere, spero vivamente di NON vincere mai perché le conseguenze di una improbabile vincita all' MTC sarebbero per me veramente difficili da gestire.
Ma veniamo al premio di oggi. Queste sono le regole del gioco
- Mostrare il logo sul proprio blog
- Ringraziare le blogger che ti hanno premiata
- Scrivere 7 cose di te
- Premiare altri 15 blogger
- Informare le blogger premiate
- Sono molto sincero e non sono capace di dire ciò che non penso; al limite preferisco non dire nulla.
- Sono abbastanza ottimista, o quanto meno possibilista, nel senso che spero sempre che se si chiude una porta potrebbe aprirsi un portone.
- Per fare le cose voglio avere il mio tempo: non mi piace perdere tempo, ma neanche dovere correre troppo col rischio di fare qualche pasticcio.
- Ne consegue che sono anche un perfezionista e questo comporta un po' di fatica in più; però si tratta di un perfezionismo molto elastico, perché so accontentarmi di ciò che faccio e da me non pretendo l'impossibile.
- Sono molto curioso e mi piace fare prove ed esperimenti per vedere come va a finire (ho fatto il ricercatore per diversi anni).
- Non avendo avuto grandi risorse da giovane, ora mi piace vivere comodamente senza dover fare troppi sacrifici (se possibile).
- Se non ho nulla da dire preferisco stare zitto e ascoltare gli altri, con la speranza di sentire discorsi sensati. In ogni caso non sopporto le persone che invece di parlare strillano, e non le sopporto neanche se dicono cose condivisibili (Grillo docet).
Buon premio a tutti!
giovedì 27 marzo 2014
Soufflé al formaggio Bergader con salsa rosata di mortadella
Questo mese, per vari motivi, temevo proprio di saltare il consueto appuntamento con l'MTC.
Innanzi tutto, tra malfunzionamenti del pc ed un periodo di soggiorno in Toscana, sono stato senza computer per quasi 3 settimane e non ho avuto il tempo di aggiornarmi.
Inoltre stavolta la ricetta proposta dalla bravissima Fabiana del blog Tagli e Intagli è un piatto di alta cucina che richiede notevoli abilità ed esperienza.
Ed è inutile che la cara 'giudichessa' Alessandra tenti di rinfrancarci dicendo che questo soufflé è molto meno difficile di quanto possa sembrare perché tanto non ci credo. Infatti la ricetta da realizzare non è quella classica del sufflé a base di una normale besciamella, bensì nientemeno che quella di Cyril Lignac, ex enfant prodige della ristorazione francese.
Ben conscio di non essere all'altezza del compito, in questi pochi giorni che mi rimangono mi metto a studiare i vari trucchi e segreti che molto carinamente vengono svelati da Fabiana o che si possono leggere nelle apposite sezioni del sito dell' MTC.
Dopo attenta lettura, non sono ancora sicuro di avere capito bene la differenze tra un fondo e un roux o quella tra salsa madre, salsa base e salsa derivata...
Rendendomi conto che più approfondisco questi argomenti, più aumentano i dubbi e le incertezze, decido di fare a modo mio secondo il mio istinto.
Ed eccomi alle prese con il mio primo soufflé.
Comincio a preparare una salsa rosata a base di mortadella usando questi ingredienti:
- 200 g di mortadella tagliata spessa e ridotta a cubettini;
- 300 dl di latte;
- 1 spicchio di aglio;
- 1 foglia di alloro;
- 1 cucchiaino di noce moscata in polvere;
- 1 cucchiaino di doppio concentrato di pomodoro;
- 1 pizzico di sale.
Inoltre, per fare il roux, ho usato 100 g di burro chiarificato e 100 g di farina.
Metto a macerare nel latte la mortadella tagliata a dadini insieme a uno spicchio d'aglio e a una foglia di alloro, che lascio riposare per alcune ore.
Quando è il momento, metto tutto a scaldare sul fuoco ma senza far bollire, in modo da sciogliere il grasso e favorire il rilascio degli aromi. Lascio raffreddare un poco, tolgo l'aglio e la foglia di alloro, aggiungo la noce moscata e un po' di sale e frullo tutto nel mixer. Per dare più colore alla salsa incorporo anche un cucchiaino colmo di concentrato di pomodoro.
Poiché la salsa rimaneva un po' troppo fluida, ho pensato di addensarla un poco versandola in un roux biondo che ho preparato facendo leggermente tostare un po' di farina in una identica quantità di burro chiarificato ben caldo.
E adesso procedo con la preparazione del soufflé al formaggio.
Per non sbagliare troppo seguo le istruzioni di Fabiana, diminuendo leggermente le dosi per riempire 4 - 5 stampini monoporzione.
Come ingredienti ho usato:
- 20 g di burro;
- 20 g di maizena;
- 200 g di panna;
- 150 g di formaggio erborinato Bergader;
- 4 uova medie.
Inoltre: burro e parmigiano reggiano grattugiato per il rivestimento degli stampini.
Comincio subito a imburrare gli stampini e a cospargere il fondo e le pareti di parmigiano grattugiato, senza mai toccare l'interno. Quindi li ripongo nel frigorifero in attesa di preparare tutto il resto. Quando si sono ben freddati ripasso ancora i bordi con del burro a pomata e li ripongo nuovamente in frigo.
Fuori fuoco mescolo in una ciotolina la maizena con un poco di panna.
Porto a ebollizione la restante panna, quindi unisco il mix di panna e maizena continuando a mescolare con una frusta. Abbasso il fuoco e continuo a cuocere girando con la frusta, fino ad ottenere una crema spessa.
Tolgo dal fuoco ed aggiungo il burro continuando sempre a lavorare.
A questo punto rompo le uova separando i tuorli dagli albumi. Unisco i tuorli all'impasto, uno alla volta, incorporandoli molto bene prima di introdurre il successivo.
Aggiungo quindi il formaggio Bergader ridotto a pezzetti; ho scelto questo tipo di formaggio perché è un erborinato piuttosto cremoso e non troppo forte.
Nel frattempo monto gli albumi a neve stabile, ma non fermissima, che incorporo delicatamente nella massa fino a che questa risulti bene omogenea.
Verso l'impasto negli stampi riempiendoli per 2/3 dell'altezza e poi cospargo la superficie con una spolverata di parmigiano.
Metto subito nel forno caldo a 200°, lasciandoli per 16-17 minuti senza mai aprirlo.
Passato questo tempo, i soufflé sono risultati notevolmente rigonfiati e con la superficie molto colorita.
Li tolgo dal forno e li dispongo rapidamente sui piatti di portata su cui dispongo un paio di cucchiai di salsa rosata. E questo è ciò che ho ottenuto
Contrariamente a quanto temevo, l'estrazione dei soufflé dai loro contenitori è risultata molto agevole. Peccato che dopo neanche un minuto hanno cominciato a sgonfiarsi inesorabilmente.
Naturalmente con questa ricetta partecipo alla competizione dell'MT Challenge di questo mese.
Innanzi tutto, tra malfunzionamenti del pc ed un periodo di soggiorno in Toscana, sono stato senza computer per quasi 3 settimane e non ho avuto il tempo di aggiornarmi.
Inoltre stavolta la ricetta proposta dalla bravissima Fabiana del blog Tagli e Intagli è un piatto di alta cucina che richiede notevoli abilità ed esperienza.
Ed è inutile che la cara 'giudichessa' Alessandra tenti di rinfrancarci dicendo che questo soufflé è molto meno difficile di quanto possa sembrare perché tanto non ci credo. Infatti la ricetta da realizzare non è quella classica del sufflé a base di una normale besciamella, bensì nientemeno che quella di Cyril Lignac, ex enfant prodige della ristorazione francese.
Ben conscio di non essere all'altezza del compito, in questi pochi giorni che mi rimangono mi metto a studiare i vari trucchi e segreti che molto carinamente vengono svelati da Fabiana o che si possono leggere nelle apposite sezioni del sito dell' MTC.
Dopo attenta lettura, non sono ancora sicuro di avere capito bene la differenze tra un fondo e un roux o quella tra salsa madre, salsa base e salsa derivata...
Rendendomi conto che più approfondisco questi argomenti, più aumentano i dubbi e le incertezze, decido di fare a modo mio secondo il mio istinto.
Ed eccomi alle prese con il mio primo soufflé.
Comincio a preparare una salsa rosata a base di mortadella usando questi ingredienti:
- 200 g di mortadella tagliata spessa e ridotta a cubettini;
- 300 dl di latte;
- 1 spicchio di aglio;
- 1 foglia di alloro;
- 1 cucchiaino di noce moscata in polvere;
- 1 cucchiaino di doppio concentrato di pomodoro;
- 1 pizzico di sale.
Inoltre, per fare il roux, ho usato 100 g di burro chiarificato e 100 g di farina.
Metto a macerare nel latte la mortadella tagliata a dadini insieme a uno spicchio d'aglio e a una foglia di alloro, che lascio riposare per alcune ore.
Quando è il momento, metto tutto a scaldare sul fuoco ma senza far bollire, in modo da sciogliere il grasso e favorire il rilascio degli aromi. Lascio raffreddare un poco, tolgo l'aglio e la foglia di alloro, aggiungo la noce moscata e un po' di sale e frullo tutto nel mixer. Per dare più colore alla salsa incorporo anche un cucchiaino colmo di concentrato di pomodoro.
Poiché la salsa rimaneva un po' troppo fluida, ho pensato di addensarla un poco versandola in un roux biondo che ho preparato facendo leggermente tostare un po' di farina in una identica quantità di burro chiarificato ben caldo.
| salsa rosata di mortadella |
E adesso procedo con la preparazione del soufflé al formaggio.
Per non sbagliare troppo seguo le istruzioni di Fabiana, diminuendo leggermente le dosi per riempire 4 - 5 stampini monoporzione.
Come ingredienti ho usato:
- 20 g di burro;
- 20 g di maizena;
- 200 g di panna;
- 150 g di formaggio erborinato Bergader;
- 4 uova medie.
Inoltre: burro e parmigiano reggiano grattugiato per il rivestimento degli stampini.
Comincio subito a imburrare gli stampini e a cospargere il fondo e le pareti di parmigiano grattugiato, senza mai toccare l'interno. Quindi li ripongo nel frigorifero in attesa di preparare tutto il resto. Quando si sono ben freddati ripasso ancora i bordi con del burro a pomata e li ripongo nuovamente in frigo.
Fuori fuoco mescolo in una ciotolina la maizena con un poco di panna.
Porto a ebollizione la restante panna, quindi unisco il mix di panna e maizena continuando a mescolare con una frusta. Abbasso il fuoco e continuo a cuocere girando con la frusta, fino ad ottenere una crema spessa.
Tolgo dal fuoco ed aggiungo il burro continuando sempre a lavorare.
A questo punto rompo le uova separando i tuorli dagli albumi. Unisco i tuorli all'impasto, uno alla volta, incorporandoli molto bene prima di introdurre il successivo.
Aggiungo quindi il formaggio Bergader ridotto a pezzetti; ho scelto questo tipo di formaggio perché è un erborinato piuttosto cremoso e non troppo forte.
Nel frattempo monto gli albumi a neve stabile, ma non fermissima, che incorporo delicatamente nella massa fino a che questa risulti bene omogenea.
Verso l'impasto negli stampi riempiendoli per 2/3 dell'altezza e poi cospargo la superficie con una spolverata di parmigiano.
Metto subito nel forno caldo a 200°, lasciandoli per 16-17 minuti senza mai aprirlo.
Passato questo tempo, i soufflé sono risultati notevolmente rigonfiati e con la superficie molto colorita.
Li tolgo dal forno e li dispongo rapidamente sui piatti di portata su cui dispongo un paio di cucchiai di salsa rosata. E questo è ciò che ho ottenuto
| soufflé al formaggio Bergader con salsa rosata di mortadella |
Contrariamente a quanto temevo, l'estrazione dei soufflé dai loro contenitori è risultata molto agevole. Peccato che dopo neanche un minuto hanno cominciato a sgonfiarsi inesorabilmente.
Naturalmente con questa ricetta partecipo alla competizione dell'MT Challenge di questo mese.
martedì 25 marzo 2014
Fettine di carne con funghi champignon: come cuocere i funghi
Qualche tempo fa ho visto in televisione, non ricordo a quale programma, un metodo semplicissimo per cuocere i funghi senza che questi rilasciassero la loro acqua di vegetazione.
Il segreto sta tutto nel metodo di cottura: in una padella molto calda, contenente un filo d'olio, bisogna distribuire i funghi uniformemente sul fondo e lasciarli cuocere alcuni minuti senza mai girarli. Soltanto quando la parte inferiore dei funghi si è ben cotta a contatto della padella ed ha formato una crosticina impermeabile, allora si possono girare facendoli saltare sulla padella evitando, per quanto possibile, di usare palette o cucchiai.
Siccome al supermercato compro abbastanza frequentemente i funghi champignon, che notoriamente sono molto ricchi di acqua, ho voluto provare questo sistema di cottura per preparare delle fettine di carne ai funghi.
Per fare questo piatto ho usato (dosi per 2 persone):
- una confezione di funghi champignon da 300 g tagliati a fettine;
- 200 g (ca.) di fettine di vitella;
- uno spicchio di aglio;
- un ciuffetto di prezzemolo;
- olio, sale e pepe.
Ungo leggermente una padella con un poco di olio evo insieme a uno spicchio di aglio spellato. Quando l'aglio comincia a prendere colore lo elimino e, a padella molto calda, verso i funghi, curando che coprano bene il fondo.
Continuo a cuocere a fiamma vivace per 5 - 6 minuti circa senza mai muoverli, finché comincio a vedere che la parte inferiore comincia a scurirsi. Aggiungo quindi qualche foglia di prezzemolo e comincio a girare i funghi facendoli saltare nella padella.
Continuo a cuocere ancora per qualche tempo regolandomi a occhio (credo per una ventina di minuti in tutto) finché i funghi risultino ben coloriti ma non abbrustoliti.
A cottura pressoché ultimata aggiungo un po' di sale ed un poco di pepe. Quindi trasferisco i funghi in una terrina.
Con grande soddisfazione, vedo che il fondo della padella non contiene acqua ed i funghi risultano morbidi ma molto asciutti.
Procedo quindi a cuocere la carne usando la stessa padella, cui aggiungo un altro filo d'olio.
Quando la carne è quasi pronta, unisco i funghi e lascio insaporire tutto nella padella per omogeneizzare i sapori.
A questo punto è tutto pronto per essere trasferito nei piatti da portata.
Il piatto è semplicissimo, facile e veloce da fare, ma molto gradevole al palato.
Il segreto sta tutto nel metodo di cottura: in una padella molto calda, contenente un filo d'olio, bisogna distribuire i funghi uniformemente sul fondo e lasciarli cuocere alcuni minuti senza mai girarli. Soltanto quando la parte inferiore dei funghi si è ben cotta a contatto della padella ed ha formato una crosticina impermeabile, allora si possono girare facendoli saltare sulla padella evitando, per quanto possibile, di usare palette o cucchiai.
Siccome al supermercato compro abbastanza frequentemente i funghi champignon, che notoriamente sono molto ricchi di acqua, ho voluto provare questo sistema di cottura per preparare delle fettine di carne ai funghi.
Per fare questo piatto ho usato (dosi per 2 persone):
- una confezione di funghi champignon da 300 g tagliati a fettine;
- 200 g (ca.) di fettine di vitella;
- uno spicchio di aglio;
- un ciuffetto di prezzemolo;
- olio, sale e pepe.
Ungo leggermente una padella con un poco di olio evo insieme a uno spicchio di aglio spellato. Quando l'aglio comincia a prendere colore lo elimino e, a padella molto calda, verso i funghi, curando che coprano bene il fondo.
Continuo a cuocere a fiamma vivace per 5 - 6 minuti circa senza mai muoverli, finché comincio a vedere che la parte inferiore comincia a scurirsi. Aggiungo quindi qualche foglia di prezzemolo e comincio a girare i funghi facendoli saltare nella padella.
Continuo a cuocere ancora per qualche tempo regolandomi a occhio (credo per una ventina di minuti in tutto) finché i funghi risultino ben coloriti ma non abbrustoliti.
A cottura pressoché ultimata aggiungo un po' di sale ed un poco di pepe. Quindi trasferisco i funghi in una terrina.
Con grande soddisfazione, vedo che il fondo della padella non contiene acqua ed i funghi risultano morbidi ma molto asciutti.
Procedo quindi a cuocere la carne usando la stessa padella, cui aggiungo un altro filo d'olio.
Quando la carne è quasi pronta, unisco i funghi e lascio insaporire tutto nella padella per omogeneizzare i sapori.
A questo punto è tutto pronto per essere trasferito nei piatti da portata.
Il piatto è semplicissimo, facile e veloce da fare, ma molto gradevole al palato.
sabato 22 marzo 2014
Zuppa di Farro e Fagiolina del Trasimeno con pistilli di zafferano
Dopo tantissimi giorni di assenza mi riaffaccio finalmente sul blog.
Per oltre 2 settimane ho avuto il computer in riparazione per vari malfunzionamenti; ora pare che tutto vada bene, ma per scaramanzia è meglio non dire niente.
Ho poi passato una settimana in Toscana, nei pressi di Cortona, per dare un po' d'aria alla vecchia (e mal messa) casa di mia moglie.
In uno dei miei giri turistici non ho mancato di fare un salto a Castiglione del Lago, dove ho nuovamente comprato la 'Fagiolina del Trasimeno', che è un legume tipico della zona intorno al lago, dove viene coltivato sin dall'epoca degli Etruschi.
Le proprietà di questo legume le ho già descritte in un mio precedente post (qui). Ricordo soltanto che questo caratteristico prodotto ha dimensioni più piccole dei comuni fagioli, ha un colore che varia dal bianco fino al nero ed ha qualità nutrizionali elevatissime. Avendo inoltre la buccia molto fine, non necessita di essere lasciata a bagno prima della cottura.
Dietro suggerimento della signora Alessandra, della Dispensa del lago, il negozio dove ho comprato questa fagiolina insieme a un barattolino di pistilli di zafferano, decido di preparare una zuppa di farro con fagiolina del Trasimeno e pistilli di zafferano.
Naturalmente per preparare questo tipico piatto umbro, anche gli altri ingredienti dovevano provenire da questa splendida regione. Ed infatti il farro era prodotto nei pressi di Foligno, mentre lo zafferano veniva da Città della Pieve. Come vino, infine, ho usato un Sangiovese dell'Umbria.
Anche il farro ha caratteristiche molto interessanti dal punto di vista nutrizionale, essendo povero di grassi ma ricco di fibre, vitamine e sali minerali. Ha inoltre importanti proprietà antiossidanti, che si oppongono alla formazione dei radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento della pelle e di diverse degenerazioni cellulari.
Essendo relativamente povero di aminoacidi essenziali, è adatto ad essere combinato con i legumi per ottenere piatti unici non troppo calorici.
E ora veniamo alla preparazione, che ho voluto fosse strettamente vegetariana (e vegana).
Ho cominciato a fare un brodo vegetale, mettendo in una pentola un paio di carote spellate e due gambi di sedano tagliati a pezzi, una cipolla non tanto grande, uno spicchio d'aglio incamiciato, una foglia di alloro e qualche grano di pepe nero. Ho poi aggiunto nell'acqua un pomodorino Piccadilly.
Sciacquo in acqua corrente la fagiolina per eliminare le eventuali impurità e la verso nella pentola con gli odori.
Lascio sobollire tutto molto dolcemente tenendo la pentola quasi completamente coperta. Prima di terminare la cottura aggiungo un pugnetto di sale quindi, dopo neanche 40 minuti, spengo il fuoco.
Dal brodo recupero il sedano e la carota e butto tutti gli altri odori. Scolo poi la fagiolina, la metto in una insalatiera, mentre il brodo lo recupero per cuocerci il farro.
Per preparare il farro ho fatto dapprima un soffritto tagliando al coltello una cipolla piccola, un gambo di sedano ed un paio di carote.
Quando gli odori si sono ammorbiditi, aggiungo un pizzico di sale e 220 g di farro previamente sciacquato in acqua corrente per eliminare eventuali impurezze.
Lo lascio tostare per qualche minuto nel soffritto e poi lo copro con il brodo vegetale; aggiungo quindi qualche mestolata di fagiolina lessa ed un altro po' di legumi che ho schiacciato con una forchetta per ricavarne una sorta di purea.
Cuocio il farro insieme alla fagiolina per oltre 45 minuti, tenendo il tegame quasi completamente coperto e girando di tanto in tanto, finché il farro risulti abbastanza ammorbidito e la zuppa abbia assunto la giusta densità.
Verso quindi la zuppa in un piatto fondo, la insaporisco con un paio di ciuffetti di rosmarino, un poco di pepe tritato espressamente al mulinello, una girata di olio extravergine ed infine un bel pizzico di pistilli di zafferano.
Per completare il piatto ho infine aggiunto un paio di fette tostate di pane casareccio non salato.
Nota
La fagiolina avanzata è stata utilizzata come insalata, insieme alle carote recuperate dal brodo vegetale e ridotte a cubettini. L'insalata è stata poi condita con un poco di pepe nero ed olio extravergine di ottima qualità.
Per oltre 2 settimane ho avuto il computer in riparazione per vari malfunzionamenti; ora pare che tutto vada bene, ma per scaramanzia è meglio non dire niente.
Ho poi passato una settimana in Toscana, nei pressi di Cortona, per dare un po' d'aria alla vecchia (e mal messa) casa di mia moglie.
In uno dei miei giri turistici non ho mancato di fare un salto a Castiglione del Lago, dove ho nuovamente comprato la 'Fagiolina del Trasimeno', che è un legume tipico della zona intorno al lago, dove viene coltivato sin dall'epoca degli Etruschi.
Le proprietà di questo legume le ho già descritte in un mio precedente post (qui). Ricordo soltanto che questo caratteristico prodotto ha dimensioni più piccole dei comuni fagioli, ha un colore che varia dal bianco fino al nero ed ha qualità nutrizionali elevatissime. Avendo inoltre la buccia molto fine, non necessita di essere lasciata a bagno prima della cottura.
Dietro suggerimento della signora Alessandra, della Dispensa del lago, il negozio dove ho comprato questa fagiolina insieme a un barattolino di pistilli di zafferano, decido di preparare una zuppa di farro con fagiolina del Trasimeno e pistilli di zafferano.
Naturalmente per preparare questo tipico piatto umbro, anche gli altri ingredienti dovevano provenire da questa splendida regione. Ed infatti il farro era prodotto nei pressi di Foligno, mentre lo zafferano veniva da Città della Pieve. Come vino, infine, ho usato un Sangiovese dell'Umbria.
Anche il farro ha caratteristiche molto interessanti dal punto di vista nutrizionale, essendo povero di grassi ma ricco di fibre, vitamine e sali minerali. Ha inoltre importanti proprietà antiossidanti, che si oppongono alla formazione dei radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento della pelle e di diverse degenerazioni cellulari.
Essendo relativamente povero di aminoacidi essenziali, è adatto ad essere combinato con i legumi per ottenere piatti unici non troppo calorici.
E ora veniamo alla preparazione, che ho voluto fosse strettamente vegetariana (e vegana).
Ho cominciato a fare un brodo vegetale, mettendo in una pentola un paio di carote spellate e due gambi di sedano tagliati a pezzi, una cipolla non tanto grande, uno spicchio d'aglio incamiciato, una foglia di alloro e qualche grano di pepe nero. Ho poi aggiunto nell'acqua un pomodorino Piccadilly.
Sciacquo in acqua corrente la fagiolina per eliminare le eventuali impurità e la verso nella pentola con gli odori.
Lascio sobollire tutto molto dolcemente tenendo la pentola quasi completamente coperta. Prima di terminare la cottura aggiungo un pugnetto di sale quindi, dopo neanche 40 minuti, spengo il fuoco.
Dal brodo recupero il sedano e la carota e butto tutti gli altri odori. Scolo poi la fagiolina, la metto in una insalatiera, mentre il brodo lo recupero per cuocerci il farro.
Per preparare il farro ho fatto dapprima un soffritto tagliando al coltello una cipolla piccola, un gambo di sedano ed un paio di carote.
Quando gli odori si sono ammorbiditi, aggiungo un pizzico di sale e 220 g di farro previamente sciacquato in acqua corrente per eliminare eventuali impurezze.
Lo lascio tostare per qualche minuto nel soffritto e poi lo copro con il brodo vegetale; aggiungo quindi qualche mestolata di fagiolina lessa ed un altro po' di legumi che ho schiacciato con una forchetta per ricavarne una sorta di purea.
Cuocio il farro insieme alla fagiolina per oltre 45 minuti, tenendo il tegame quasi completamente coperto e girando di tanto in tanto, finché il farro risulti abbastanza ammorbidito e la zuppa abbia assunto la giusta densità.
Verso quindi la zuppa in un piatto fondo, la insaporisco con un paio di ciuffetti di rosmarino, un poco di pepe tritato espressamente al mulinello, una girata di olio extravergine ed infine un bel pizzico di pistilli di zafferano.
Per completare il piatto ho infine aggiunto un paio di fette tostate di pane casareccio non salato.
| Zuppa di farro e fagiolina del Trasimeno con zafferano |
Nota
La fagiolina avanzata è stata utilizzata come insalata, insieme alle carote recuperate dal brodo vegetale e ridotte a cubettini. L'insalata è stata poi condita con un poco di pepe nero ed olio extravergine di ottima qualità.
| Insalata di fagiolina del Trasimeno |
domenica 2 marzo 2014
Pasta con aglio, olio, peperoncino, acciughe e pinoli
A Roma, ma anche altrove, la pasta all'aglio olio e peperoncino è un must. Quando hai ospiti inaspettati che arrivano in casa a tarda ora, ma anche se ti viene fame dopo una partitella a poker tra amici, questo è il piatto che ti leva dagli impicci: facile, veloce e sempre gradito.
Stavolta, mantenendo inalterata la semplicità della preparazione, ho voluto arricchire questo tipico piatto della tradizione romanesca aggiungendo qualche ingrediente che a casa in genere non manca mai.
Ingredienti (per 2 persone)
- 2 spicchi di aglio
- 1 bacca di peperoncino
- 3-4 cucchiai di pangrattato
- 25 g di pinoli sgusciati
- 2 acciughe sotto sale
- 1/2 cucchiaio di succo di limone
- un ciuffo di prezzemolo
- olio e sale (qb)
- 180 g di pasta lunga (spaghetti, vermicelli, ecc.)
Preparazione
Cominciamo a tostare il pangrattato mettendolo in una padellina insieme a un cucchiaio di olio evo. Mescolare spesso con un cucchiaio di legno in modo che l'olio venga assorbito bene. Appena il pangrattato comincia a prendere colore, toglierlo dal fuoco e metterlo da parte in un un recipiente.
Nella stessa padellina tostare brevemente i pinoli e, quando si sono appena dorati, aggiungerli al pangrattato.
Proseguiamo la preparazione mettendo un paio di spicchi d'aglio pelati e leggermente schiacciati in una padella, accendiamo il fuoco e poi aggiungiamo abbondante olio extravergine. Incorporare anche il peperoncino, regolando la quantità in base alla sua forza e al proprio gusto. Il mio era ancora piuttosto fresco e ci ho messo una bacca intera.
Aggiungere quindi 2 acciughe dissalate, diliscate e ridotte a pezzetti.
Lasciarle sciogliere a fuoco dolce e poi aggiungere un poco di succo di limone. Eliminare l'aglio quando si è ben rosolato. Non c'è bisogno di aggiungere sale, perché basta quello della pasta e delle acciughe.
Nel frattempo cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla molto al dente (un paio di minuti prima del tempo indicato nella confezione), recuperando parte dell'acqua di cottura che servirà per la mantecatura.
Versare la pasta molto umida nella padella con l'olio e aggiungere, un poco alla volta, il pangrattato con i pinoli, lasciandone però una piccola quantità da usare come guarnizione del piatto.
Mescolare bene, aggiungendo un po' di acqua di cottura per evitare che la pasta si asciughi troppo.
Quando ha preso bene il condimento, aggiungere il prezzemolo tritato e terminare la mantecatura a fuoco dolce.
Versare nei piatti di portata cospargendo la pasta con una spolverata di pangrattato e pinoli tostati ed un pizzico di prezzemolo tritato.
Note
- Siccome il pangrattato tende ad asciugare molto la pasta, aggiungerlo un po' per volta, insieme al liquido di cottura della pasta, per monitorarne la consistenza.
- Essendo pasta con aglio olio e peperoncino, il piccante si deve sentire e l'olio dev'essere ben presente e non deve essere assorbito completamente dal pangrattato.
-Il succo di limone, che va spremuto in piccola quantità sul condimento prima di versarvi la pasta, serve a togliere il gusto di unto e ad arrotondarne il sapore.
- Se non si hanno i pinoli, si può sostituirli con altra frutta secca (pistacchi, mandorle, ecc.).
Iscriviti a:
Post (Atom)





