mercoledì 21 agosto 2013

Riso venere con zucchine e frutti di mare (surgelati)

Eccomi di nuovo qui dopo un bel periodo di latitanza. Il gran caldo e la forte voglia di non fare niente mi hanno tenuto lontano dal blog e dal pc per un bel po' di giorni.
Tra l'altro mia figlia, prima di partire per la sua vacanza in Giappone, mi ha chiesto in prestito la mia macchina fotografica ... e così, per il momento, no photo no blog! Speriamo almeno che me la riporti...

Poco prima che partisse avevo giusto fatto qualche foto di questo piatto che ho preparato con l'ambizione di fare qualcosa di buono  stando ai fornelli il meno possibile. La ricetta è stata ripresa, con piccole modifiche e semplificazioni, dal blog di Giovanna Bianco.

Gli ingredienti per 2-3 persone sono:



250 g di riso venere (mezza confezione);
2 zucchine;
250 g di vongole sgusciate, precotte e surgelate;
250 g di code di gambero sgusciate, precotte e surgelate;
1/2 bicchiere di vino bianco;
1 spicchio di aglio; 1 cipolla piccola;
sale; pepe (facoltativo);
olio extra vergine d'oliva;
prezzemolo.

Del riso venere e delle sue pregevoli proprietà ho già parlato in un mio precedente post  (qui) e non mi ripeto. Per questa ricetta ho usato un tipo di riso parboiled che richiede 'soltanto' 18 minuti di cottura in acqua normalmente salata (come per la pasta).

Per la preparazione ho dapprima tritato finemente uno spicchio d'aglio insieme a una cipolla piccola che ho poi messo a soffriggere in un poco di olio evo.
Prima che prendessero colore ho aggiunto due zucchine (di tipo romanesco, che a me piacciono di più perché le trovo più saporite) tagliate a rondelle molto sottili con una mandolina.

Quando sono diventate leggermente dorate, ho aggiunto le vongole ancora surgelate, insieme al loro liquido, tenendo la padella chiusa con un coperchio perché si scongelassero più rapidamente.


Allo stesso modo, quando le vongole si erano completamente scongelate, ho aggiunto i gamberetti che ho lasciato cuocere per pochi minuti a padella coperta.



Ho poi aggiunto mezzo bicchiere di vino bianco previamente riscaldato in un pentolino.
Dopo averlo fatto sfumare per pochi minuti ho quindi unito il riso venere lessato giusto il tempo indicato nella confezione (18 minuti) ed ho lasciato insaporire il tutto, insieme a una manciata di prezzemolo tritato, per pochissimi minuti. Se piace, si può aggiungere una spolverata di pepe macinato al momento (ma io non ce l'ho messo).




L'uso dei molluschi surgelati, che peraltro sono molto sicuri dal punto di vista igienico-sanitario, mi ha consentito di ottenere un buon piatto, abbastanza insolito ed appetitoso, riducendo considerevolmente il tempo di permanenza  vicino ai fornelli. Certo, il sapore dei prodotti freschi è ben diverso, ma non sempre si può avere il massimo, e questo mi è sembrato un buon compromesso.

Ed ecco il piatto finito.





p.s. - E' probabile che la prossima ricetta (ma non so ancora quale potrebbe essere) vedrà la luce fra un bel po' di giorni, quando cioè rientrerò in possesso (si spera) della mia macchina fotografica.




venerdì 2 agosto 2013

Un Giveaway da promuovere

Girando su internet ho scoperto il blog di Silvia (rumoredifusa.blogspot.it) che parla di gatti e altri animali.
Silvia è promotrice di questo bellissimo giveaway, che ha saggiamente chiamato "Storie che illuminano la vita", cui molto volentieri partecipo anch'io.


Con questo giveaway Silvia intende promuovere un bel libro che parla di Alessandra e Lulù. La recensione del libro la trovate qui.
E' la storia vera di Alessandra, costretta a vivere su una sedia a rotelle a seguito di un incidente stradale, e di Lulù, cucciola di labrador incrociata con un pastore tedesco, che entra all'improvviso nella vita di Alessandra e riesce a stabilire con lei un rapporto speciale.
Con Lulù, Alessandra riuscirà a ridurre il suo handicap non solo per la grande intesa che si stabilisce tra i due, ma anche  per l'incredibile aiuto che riceve nello svolgimento delle attività quotidiane: l'animale infatti imparerà a riportarle oggetti caduti, aprire e chiudere le porte, chiamare i famigliari in caso di difficoltà, portarle il cellulare quando suona e addirittura ad aiutarla a caricare la lavatrice e a stendere.

Il ricavato della vendita del libro servirà per rendere “a misura di disabile” la struttura di ChiaraMilla, oltre che per addestrare cani da supporto per disabili.

Mi sembra una motivazione molto valida e invito pertanto i miei lettori a partecipare a questa bella iniziativa. Le regole per partecipare le trovate qui.



E giacché parliamo di animali, queste sono le due gatte di mia figlia che ospiterò presto a casa mia per qualche settimana


Tempesta


Isotta














E questi sono alcuni degli animali che ho fotografato qualche anno fa al gattile di Monteverde (Roma)





Buon giveaway a tutti!

mercoledì 31 luglio 2013

Carpaccio di verdure, ovvero il mio Tzatziki

Questa è una preparazione particolarmente adatta per l'estate: lontano dai fornelli per un risultato gradevolissimo e molto rinfrescante!

Lo Tzatziki è una salsa molto diffusa in Grecia, ma anche in altri paesi dove può prendere nomi diversi. E' usato generalmente come accompagnamento di molti piatti, soprattutto a base di carne, ma si può anche consumare come salsa da mangiare da sola oppure come antipasto o come contorno, potendosi spalmare su crostini di pane o su pancarré tostato e ridotto a quadratini o a piccoli triangoli.

Gli ingredienti di base della salsa greca sono lo yogurt, i cetrioli, l'aglio, e l'olio d'oliva; vengono in genere poi aggiunti un po' di aceto e qualche erba aromatica (menta).

La mia preparazione, che italianamente preferisco chiamare carpaccio di verdure, prevede i seguenti ingredienti (per 4 persone):


3 cetrioli
1 zucchina piccola
2-3 rametti di menta romana
300 g di yogurt greco
2 cucchiai di succo di limone filtrato
7-8 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 spicchio di aglio
sale
pepe
4 olive verdi per guarnizione




Preparazione della salsa alla menta
Spremere un limone, filtrare il succo e versarne un paio di cucchiai in una ciotola; sciogliervi poi un buon pizzico di sale.
Con le mani sminuzzare una decina di foglie di menta (io avevo la menta romana) e metterle a macerare nel limone per un quarto d'ora circa.



Aggiungere poi uno spicchio di aglio, eventualmente privato del germoglio se troppo verde ed evidente, che avremo ridotto in poltiglia usando un mortaio o uno spremiaglio.
Versare infine 7-8 cucchiai d'olio extravergine (il rapporto olio/ limone deve essere circa 4/ 1, es. 8 cucchiai d'olio e 2 di limone). Incorporare quindi un po' di pepe tritato al mulinello e fare l'emulsione con una frusta o una forchetta, lasciando macerare il tutto per il tempo della...

Preparazione del carpaccio
Scegliere il cetriolo più grosso dei tre, lavarlo, spuntarlo, sbucciarlo grossolanamente con un pelapatate, grattugiarlo e lasciare la polpa in un colino in modo che possa perdere tutta l'acqua di vegetazione.



Lavare e spuntare gli altri 2 cetrioli (se non sono troppo grossi ed acquosi è meglio), sbucciarli grossolanamente e tagliarli in 4 spicchi nel senso della lunghezza. Togliere eventualmente i semini dalla parte centrale, tagliarli ancora a striscioline abbastanza fini, quindi tagliarle di traverso fino a ridurle a dadini molto piccoli.



Procedere allo stesso modo con la zucchina che, se ben lavata e soda, si può anche non sbucciare. Lasciare riposare le verdure per qualche minuto in un contenitore ed eliminare il liquido che potrebbe depositarsi sul fondo.

Raccogliere quindi la polpa di cetriolo disidratata (per favorire la perdita di liquido, si può agire con il dorso di un cucchiaio) e unirla alle altre verdure tritate. Salare e pepare secondo il proprio gusto e condire con la salsa alla menta.
Unire infine lo yogurt greco (o altro tipo di yogurt, purché bianco e denso) lasciandone da parte qualche cucchiaio per fare la decorazione del top.



Mescolare bene e disporre il carpaccio in ciotoline monoporzione, oppure in una terrina più capiente.

Per migliorare l'impatto visivo, si può decorare la superficie con qualche riccio di yogurt ottenuto con una siringa da pasticcere.
Se si ha tempo, lasciare riposare in frigorifero per almeno mezz’ora coperto con una pellicola trasparente.


Ritirare dal frigo poco prima di servire, ponendo in superficie, per guarnizione, un'oliva verde snocciolata ed una foglia di menta.



Noi lo abbiamo mangiato come secondo, dopo un abbondante piatto di pasta al sugo, spalmandolo su quadratini di pancarré tostati.

Mia figlia ed il suo compagno vegetariano lo hanno molto gradito, trovandolo fresco, delicato e molto gradevole specialmente in una giornata di gran caldo. E se lo dicono loro...

sabato 27 luglio 2013

Cocktail analcolico al pompelmo, arancia e zenzero

Ebbene sì, la vacanza è finita e finalmente ho di nuovo internet per tornare a sfogliare questo blog.
Il rientro dalla Sardegna, come immaginavo, è stato molto shockante: lì il caldo era sempre mitigato da una gradevole ventilazione che ti impedisce di sudare, qui a Roma caldo, poca aria e soprattutto tanta umidità.
Ovviamente di cucinare neanche a parlarne.
Ho così pensato di fare una bevanda fresca e tonificante, senza alcol e senza bollicine, per contrastare l'afa e la perdita di liquidi a causa dell'eccessiva sudorazione.



La preparazione è molto semplice.
Per 4 persone servono: 3 pompelmi rosa, 3 arance, 2-3 cm di radice di zenzero grattugiata, 3-5 cucchiai di zucchero; 2-3 bicchieri di acqua di fonte.




Spremere i pompelmi e le arance e versare il succo in un mixer o in un frullatore. Se si vuole (io l'ho fatto), nel succo si può aggiungere un po' della polpa rimasta nel filtro dello spremiagrumi: è la parte più ricca di fibre e sali minerali ed è un peccato buttarla via; bisogna però fare bene attenzione che non ci siano semi.


Con un pelapatate sbucciare un po' di zenzero e tritarlo con una grattugia, oppure ridurlo a pezzettini molto piccoli con un coltello affilato.



Unire lo zenzero al succo spremuto e lasciarlo macerare per qualche tempo (mezz'ora o anche più).
Frullare poi tutto con il frullatore o il mixer per omogeneizzare gli ingredienti, filtrare il liquido con un colabrodo e versarlo direttamente in una brocca.
Aggiungere quindi 2-3 o anche più bicchieri d'acqua naturale per diminuire la concentrazione del succo e almeno 2-3 cucchiai di zucchero per stemperare il sapore amaro del pompelmo e mitigare l'aroma forte dello zenzero.
Girare bene il cocktail con un cucchiaino a manico lungo, coprire la brocca e metterla in frigo per qualche ora (ma se si ha fretta si può raffreddare aggiungendo qualche cubetto di ghiaccio).



Servire freddo su bicchieri da bibita; è tuttavia altrettanto gradevole, e forse ancor più dissetante, se bevuto soltanto fresco o anche a temperatura ambiente.

E' ottimo come bibita dissetante, non contiene alcol né bollicine, e può essere consumato sia come aperitivo sia come digestivo.

Osservazione: se il cocktail è destinato ai bambini suggerisco di usare poco zenzero, un po' più di acqua e soprattutto più zucchero: loro in genere non gradiscono le bibite amare o troppo speziate.

Nota: Lo zenzero che si usa in cucina come aromatizzante e stimolante della digestione è il rizoma (cioè il fusto sotterraneo, comunemente ritenuto una radice) dello Zinziber officinalis, pianta di origine asiatica dalle molteplici proprietà medicinali. Il profumo ricorda quello del limone e della noce moscata ed il sapore è piuttosto piccante, ma gradevole. Favorisce la digestione, riduce il gonfiore intestinale ed è utile contro il mal d’auto, la nausea e il vomito (però è sconsigliato per le donne in gravidanza). Le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti si sono dimostrate utili contro reumatismi, gastrite e ulcera, mal di testa, ed anche per contrastare la formazione dei radicali liberi.



giovedì 4 luglio 2013

Buone vacanze, Buona estate ... e la Frittata di zucchine

Avrete forse notato che ultimamente la mia presenza sul blog si è notevolmente diradata.
Nei giorni scorsi sono stato impegnato per alcuni lavori di ristrutturazione che sto facendo sulla vecchissima (ma grandissima, purtroppo) e poco abitabile casa di mia moglie in Toscana (vicino Cortona).
Tornato a Roma ho avuto un po' di beghe per alcuni lavori  condominiali, poi ci sono da fare i conteggi per i contributi e le ferie della colf, quindi, finalmente, la settimana prossima me ne andrò in Sardegna a San Teodoro, ospite per una quindicina di giorni da mio fratello.
Presagendo un periodo piuttosto prolungato senza computer, sin da ora auguro a tutti buone vacanze e buona estate!

Ma prima di lasciarvi, voglio postare questa ricetta semplice e velocissima (e forse anche banalissima) che ho preparato per consumare parte delle uova che mia moglie ha avuto in regalo prima di ripartire dalla Toscana:
la Frittata di zucchine (per due persone).

Le uova erano veramente freschissime (fatte il giorno prima), non molto grandi ma con il tuorlo grande e bello sodo (a Roma uova così neanche ce le sogniamo): ne ho usate quattro, invece delle solite tre.



Aggiungo un paio di cucchiai di parmigiano reggiano, un pizzico di sale e una spolverata di pepe macinato fresco; sbatto quindi le uova per pochi secondi fino a che i vari ingredienti risulteranno ben incorporati.


Nel frattempo affetto finemente 4 zucchine romanesche con una mandolina.
Metto poi a scaldare un po’ di olio in una padella non tanto grande (più è piccola la padella, più alta viene la frittata) e poi ci verso le zucchine. Insaporisco con un bel pizzico di sale e lascio cuocere, girando di tanto in tanto, fino a che cominciano a diventare colorite.




A questo punto possiamo procedere in due modi abbastanza diversi: versare l'uovo nella padella con le zucchine, oppure, come preferisco fare io, togliere le zucchine dalla padella, lasciarle freddare un poco e versarle nella terrina con l'uovo.




Mescolare bene; quindi togliere l'eventuale eccesso di olio dalla padella, scaldarla bene di nuovo e versarci l'uovo con le zucchine.




Cuocere a fuoco medio-basso tenendo la padella coperta. Con una paletta di nailon mescolare dolcemente la superficie ed alzare i bordi per permettere all'uovo di distribuirsi in maniera uniforme in ogni punto della padella.
Quando il fondo comincia ad imbrunirsi e la superficie esterna a rapprendersi, capovolgere la frittata con l’aiuto di un piatto o di un coperchio leggermente più grandi della padella (i più temerari possono girarla al volo).
Continuare a cuocere ancora per qualche minuto a fuoco moderato, scuotendo la padella con movimenti decisi per evitare che il fondo possa attaccarsi o bruciarsi.
A cottura ultimata (il fondo dovrà essere ben colorito ma non scuro), adagiare la frittata su un piatto, tenendola coperta con una scodella se non viene servita subito (ma la frittata è buona anche fredda).





Come promesso rispondo alla cara zia Consu (i biscotti della zia) che nel dare il benvenuto all'estate mi ha 'taggato'!


Io non credo di avere capito bene cosa significhi, ma penso comunque che sia una buona cosa.
Comunque, benvenuta estate!



E queste sono 10 cose che mi piacciono dell'estate:

  1. Le giornate sono lunghissime e c'è molta luce
  2. Si va in vacanza, non importa se al mare o altrove
  3. Si viaggia di più e si vedono posti nuovi
  4. Posso fare lunghe nuotate nella piscina condominiale
  5. Il traffico in città è molto ridotto
  6. A tavola predominano i piatti freschi e le belle insalatone
  7. Tanti gelati, magari anche a colazione
  8. Tanta frutta fresca e succosa, le ciliegie e le albicocche
  9. Ci si veste sempre meno con capi molto informali
  10. Finalmente le signore lasciano scoperte ampie superfici del loro corpo!
E qui mi fermo per evitare di combinare qualche pasticcio!

Buona estate e buone vacanze a tutti!




mercoledì 26 giugno 2013

Filetti di tonno con cipolle di Tropea

Ancora non ci credo, ma ho mangiato le cipolle!
Chi mi conosce sa bene che non ho mai sopportato il loro sapore e quando proprio le dovevo usare, ad esempio per fare un sugo saporito, ho sempre cercato di camuffarne il sapore tagliandole molto finemente e sciogliendole nell'olio ben caldo insieme a un'abbondante spolverata di sale che ne smorzasse la forza.
Per questo devo ringraziare Alessandro, il cugino di mia moglie, che ospitandoci a casa sua in Toscana ci ha proposto per pranzo questo piatto.
All'inizio ho avuto grossissime perplessità mentre  lo vedevo tagliare un numero spropositato di cipolle, ma alla prova assaggio ho scoperto che le cipolle di Tropea sono veramente tutt'altra cosa rispetto a quelle comuni.

Tornato a casa ho voluto provare a ripetere la ricetta che ho visto fare. La preparazione è molto semplice.

Per 2 persone servono:
4-6 cipolle rosse di Tropea (dipende dalla grandezza)
5-6 filetti di acciughe sott'olio (anche più, se piacciono)
1-2 cucchiai di capperi dissalati
2 filetti di tonno (i miei erano surgelati)
olio extravergine di oliva




Preparazione



Pulisco le cipolle togliendo le brattee esterne, che sono più coriacee; poi le taglio a metà e quindi a fettine molto sottili.




In una padella unta con un poco di olio extravergine metto 5-6 filetti d'acciuga sott'olio e poi un paio di cucchiai (scarsi) di capperi ben dissalati (ma si possono usare anche quelli in salamoia). Dopo qualche minuto, quando i filetti d'acciuga si sono disfatti, aggiungo le cipolle che lascio cuocere a fiamma media tenendole coperte e girando di tanto in tanto.



Quando le cipolle si sono ammorbidite e cominciano ad imbiondirsi (dopo circa 15-20 minuti), aggiungo i filetti di tonno. I miei filetti erano surgelati e li ho messi in padella ancora ghiacciati. Ho coperto la padella e lasciato cuocere inizialmente a fiamma medio alta; poi, quando si sono completamente scongelati, ho abbassato un po' il fuoco e li ho fatti cuocere per un altro quarto d'ora circa.



A cottura ultimata trasferisco i filetti su un piatto di portata e li guarnisco coprendoli con queste dolcissime e saporitissime cipolle di Tropea.


Grazie Alessandro per avermi 'costretto' a fare questa incredibile piacevolissima scoperta!




venerdì 21 giugno 2013

Caesar salad alle Acciughe con Tartare di manzo

Preso da un insano inaspettato entusiasmo per la Caesar salad classica, oggi ho voluto provare una versione completamente differente: con le acciughe ed accompagnata da una Tartare di manzo.

Non ho mai preparato una tartare di carne, ma le numerose proposte apparse recentemente sul web mi hanno fatto venire voglia di provarla. E così ho pensato che avrei potuto utilizzarla per fare una Caesar salad personalizzata... Sì, incredibile ma vero, questo mese partecipo alla pazza sfida dell' MTC con due ricette: questa è la seconda!



Dunque procediamo con ordine.

Preparazione della Tartare di manzo
Come tipo di carne ho utilizzato una fettina di 'rosa', che è la parte della coscia da cui si ricavano le bistecche. L'ho fatta tagliare direttamente dal macellaio che prima l'ha ridotta a striscioline e poi a pezzetti abbastanza piccoli con successivi e ripetuti tagli trasversali.
Ho poi messo in una ciotola i seguenti ingredienti (dosi orientative):

  • il succo di 1 lime + 1/2
  • 1 cucchiaino di senape di Dijon
  • 1 cucchiaino di erba cipollina (presa dal barattolo, ma fresca è meglio)
  • 1 cucchiaino di sale rosa dell'Himalaya
  • un paio di cucchiai di olio extra vergine


Con una forchetta amalgamo tutti gli ingredienti e poi ci immergo la carne; la giro bene nella marinata e poi la metto a riposare in frigorifero per non più di mezz'ora (il tempo di preparare il resto).

Preparazione dei crostini e della loro salsa
Ho tagliato a fette un pezzo di filoncino sciapo; ho tostato 4 fette con un tostapane, le ho quindi tagliate a strisce e poi, con le mani, a cubotti.

Per preparare la salsa ho usato i seguenti ingredienti (le dosi sono sempre orientative perché vado spesso a occhio):

  • 1 uovo intero crudo
  • 1 spicchio di aglio schiacciato con lo spremiaglio
  • 1 cucchiaino di salsa Worchestershire
  • 1 cucchiaino di sale rosa dell'Himalaya
  • 1/2 cucchiaino di senape di Dijon
  • una girata di pepe nero
  • olio extra vergine d'oliva
  • 1 cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato
  • il succo di 1 lime
Metto l'uovo e gli altri condimenti in una ciotola (naturalmente se non si ha il sale rosa, va bene ugualmente il sale normale). Con una frusta comincio ad amalgamare tutto e poi aggiungo l'olio a filo come si fa per la maionese; quando l'emulsione è abbastanza ispessita aggiungo il parmigiano e, per ultimo, il succo spremuto di 1 lime. Continuo a girare con la frusta ed infine immergo i crostini di pane nell'emulsione.



Preparazione dell'insalata

Lavo ed asciugo molto accuratamente una decina di foglie di lattuga romana e le riduco con le mani in 3-4 pezzi.
Metto le foglie a pezzi in una insalatiera.
Aggiungo: un cetriolo ridotto a fettine sottilissime con una mandolina, 5-6 filetti di acciuga sott'olio ben scolati e ridotti a pezzi più piccoli, un cucchiaio di capperi sotto sale dissalati e tagliati grossolanamente.

Per insaporire ho poi incorporato:
1 cucchiaino di Gomasio e 1/2 cucchiaino di Sumak.


Per chi non lo sapesse, preciso che il Gomasio è un condimento composto da semi di sesamo tostati e poi macinati, mescolati con sale marino integrale nella proporzione di circa 10-12 parti di sesamo per ogni parte di sale.




Il Sumak (Sommaco), invece, è una spezia dal sapore leggermente agrumato che si ricava dai frutti di un arbusto della famiglia delle Anacardiacee; sono di colore rosso intenso e vengono normalmente raccolti prima della loro completa maturazione, lasciati essiccare e quindi macinati. E' facilmente reperibile nei mercatini mediorientali, ma noi lo possiamo trovare nei più importanti negozi di spezie.

Naturalmente, se non si hanno a disposizione, questi due ingredienti possono venire sostituiti con del comune sale da cucina mescolato con semi di sesamo od altro.

Aggiungo infine qualche scaglia di parmigiano reggiano tagliato sottilmente con un pelapatate  e condisco con uno o due cucchiai di olio extra vergine, evitando che l'insalata resti troppo unta.






Assemblaggio della Caesar salad



Preparo dapprima la Tartare di manzo mettendo in un coppapasta un primo strato di carne marinata che comprimo bene con il dorso del cucchiaio; ci metto sopra 1 o 2 fettine sottilissime di lime  e continuo quindi con un secondo strato di carne.
Comprimo ancora un po', quindi sfilo delicatamente la formina e guarnisco con altro lime, un paio di fettine di cetriolo ed una spolverata di gomasio.



Dispongo quindi tutto intorno l'insalata già condita con gli aromi e le scaglie di parmigiano.



Aggiungo infine i crostini di pane a completamento di questa particolare insalata.




Ed ecco qui sopra la mia personale Caesar salad alle Acciughe e Tartare di manzo.




domenica 16 giugno 2013

Caesar Salad classica

Questo mese la sfida dell'EmmeTiCi ci fa viaggiare nel tempo e ci porta al periodo della Grande Ristorazione della Belle Epoque, quando fare un'insalata era un trionfo di bravura ed un capolavoro di grandissima raffinatezza.
E poco importa se la Caesar Salad, che è il tema della sfida di questo mese, nasce un po' più in là, intorno alla metà degli anni '20 del secolo scorso, cioè in quegli anni ruggenti vissuti al ritmo indiavolato del fox-trot e immortalati da F. S. Fitzgerald nel suo capolavoro 'Il grande Gatsby', l'opera che poi è stata ripresa dal cinema e che in questi giorni possiamo rivedere sul grande schermo.



La Caesar Salad è stata creata dallo chef italiano Cesare Cardini quando emigrò con alcuni fratelli negli Stati Uniti. E' una ricetta abbastanza semplice, che può fare da piatto unico, in quanto contiene insalata, pane e petto di pollo, il tutto condito con una gustosa salsina. Per questo si è velocemente diffusa ed internazionalizzata, tanto che si contano numerose versioni.

Il baldo Cozzaman, alias Leonardo, che ha vinto la sfida di maggio dopo aver pulito la bellezza di 7 chili di cozze in 7 giorni per fare la sua Taieddhra, ci propone la ricetta svelata a Julia Child da Rosa Cardini, la figlia di Cesare, che la stessa Child ricordava di avergli visto preparare quando, negli anni Cinquanta, fu ospite nel ristorante dello chef a Tijuana in Messico: senza acciughe e con la salsa preparata espressa, con l'uovo fatto bollire per un minuto.
In alternativa il buon Leo ci propone anche la ricetta classica con il pollo.

Dico la verità: sono un grande amante di insalate! Amo tanto le insalate fresche, quanto invece non mi piacciono quelle fatte con le verdure cotte. Ciononostante non conoscevo la Caesar Salad e questa è stata la mia prima preparazione. Per non sbagliare troppo faccio la versione classica con il pollo.

Leggo attentamente le istruzioni di Leo insieme a quelle del regolamento specificate da Ale e Dani e subito mi sorgono varie perplessità: ma come sarà mai un'insalata condita con uovo crudo ed arricchita con dei crostini di pane e pezzi di pollo? Per saperlo bisogna farla, ... e allora all'opera!

L'insalata
Preparo l'insalata, che è la materia prima di base, scegliendo le foglie migliori e più tenere di una pianta di lattuga romana freschissima, appena colta dal campo (niente supermercato). Le lavo con cura, le asciugo accuratamente e le dispongo su di un canovaccio pulitissimo.















Il condimento
In una terrina dispongo i seguenti ingredienti:

  • Il succo di 1 lime + 1/2;
  • 1 cucchiaino di salsa Worchestershire;
  • 1 uovo intero bollito per un minuto esatto + 1 tuorlo crudo;
  • 1 cucchiaino di sale rosa dell'Himalaya;
  • 1/2 cucchiaino di senape di Dijon;
  • una spolverata di pepe macinato al mulinello;
  • 1 cucchiaio colmo di parmigiano reggiano grattugiato.
Con una frusta comincio ad amalgamare tutto e poi aggiungo a filo l'olio come per una maionese fino a che la salsa risulti abbastanza densa ed omogenea.


I crostini
Per fare i crostini ho usato un tipo di pane che a Roma chiamiamo pane arabo, che è caratterizzato da una crosta soffice, bianca, sottile e rugosa.

L'ho tagliato a metà e poi a strisce non troppo lunghe, né troppo sottili.




Ho poi preparato il condimento per abbrustolirli.
Ho messo in un mortaio due spicchi d'aglio spellati, un cucchiaino di sale grosso ed una girata di pepe nero macinato al mulinello; ho schiacciato i vari ingredienti con il pestello fino a ridurli a crema ed ho poi aggiunto a filo qualche cucchiaio di olio extra vergine.

Riverso l'emulsione  in una padellina, lascio scaldare a sufficienza e ci faccio abbrustolire i pezzi di pane.



Nella stessa padellina ci abbrustolisco poi i petti di pollo già tagliati a striscioline abbastanza sottili.






Preparazione della Caesar salad
Con le mani taglio le foglie di lattuga a metà e le dispongo sul fondo di una ciotola.
Immergo i crostini di pane nella terrina contenente il condimento all'uovo e li dispongo poi sopra l'insalata. Lo stesso faccio con i pezzi di pollo abbrustoliti.
Con un pelapatate ricavo un certo numero di scaglie di parmigiano reggiano che dispongo sopra  gli altri ingredienti.
Con un cucchiaio verso sull'insalata il condimento rimasto e giro tutto molto dolcemente, mantenendo la lattuga sul fondo del piatto.
Ed ecco la mia Caesar salad




Osservazioni
Questa insalata è stata utilizzata come piatto unico per un pranzo estivo in terrazza ed è stata una vera piacevolissima sorpresa.
I sapori erano ben assortiti, con il lime che stemperava quello dell'uovo che non è mai risultato invadente. Il pepe e la senape davano la giusta piccantezza, esaltando e non coprendo il sapore dei crostini di pane e del pollo, mentre la lattuga romana dava freschezza all'insieme.
Le dosi sono risultate ottimali per un pranzo completo che alla fine ci ha saputo donare un piacevole senso di sazietà, ma non di pesantezza.
Questa insalata è stata accompagnata da un buon vino bianco toscano a base di Chardonnay e Pinot grigio.





Grazie Leo Cozzaman per averci dato l'opportunità di gustare un piatto così prelibato!


p.s. Ovviamente con questa ricetta partecipo alla sfida di giugno dell'MTChallenge.