sabato 24 settembre 2016

Gnocchi di patate con la pomarola

Dopo la pausa estiva riprendono le sfide dell'MTC con una ricetta di antica tradizione: gli gnocchi di patate.



Ce la propone Annarita Rossi del blog Il Bosco di Alici, che con la sua pizza "diversamente" Margherita ha vinto la scorsa sfida.

Nonostante i miei interventi sul blog siano divenuti per ragioni varie sempre meno frequenti, la sfida dell'MTC continua ad attirare la mia attenzione, soprattutto per il piacere di mettermi in gioco in una competizione che spero sempre di non vincere mai.

Dal momento che tra gli ospiti destinati ad assaggiare i miei gnocchi ci sarebbero stati il mio genero vegetariano ed il mio nipotino, che ha poco più di un anno ma ha sempre una gran voglia di mangiare, ho pensato che il condimento, che non può contenere né carne né pesce, dovesse essere molto semplice e leggero, ma anche appetitoso.
Ho quindi pensato alla "pomarola" che fa talvolta mia moglie quando vuole condire la pasta con una salsa leggera e gustosa.

Prima degli gnocchi, comincio quindi a preparare la

Pomarola.

Ingredienti:
  • 1 kg di pomodori da sugo tipo San Marzano
  • 1 cipolla medio-piccola
  • 2 spicchi d'aglio
  • 1 carota
  • 1 costola di sedano
  • qualche foglia di basilico
  • 3 cucchiai d'olio extravergine
  • sale
Mettere in un tegame tutti gli ingredienti, ben lavati e tagliati a pezzi, salvo gli spicchi d'aglio che devono essere lasciati interi per poter essere eliminati facilmente.


Far cuocere tutto a fiamma moderata, mescolando di tanto in tanto, per circa un'ora. Quindi togliere l'aglio e passare tutto con il passa verdure raccogliendo la pomarola in un altro pentolino.



Mettere da parte e procedere alla

Preparazione degli Gnocchi

Ingredienti:


  • 700 g di patate Rossana, var. Cherie (7 patate)
  • 190 g di farina 00 (circa)
  • sale
Essendo la prima volta che faccio gli gnocchi, seguo scrupolosamente le istruzioni di Annarita.
Lavare le patate e metterle intere e con la buccia a cuocere in acqua fredda. Dopo neanche mezz'ora da quando hanno cominciato a bollire le ho tolte dall'acqua e le ho subito cominciate a sbucciare, cercando di salvare i polpastrelli lavorando con forchetta e coltello.


Schiacciare quindi con lo schiacciapatate direttamente sul piano di lavoro. Allargare le patate schiacciate in modo da far uscire tutto il vapore residuo.
Aggiungere una presa di sale e la farina un poco per volta, cominciando a impastare. Non lavorare troppo a lungo per evitare che gli gnocchi diventino duri; inoltre evitare di infarinarli troppo per non renderli appiccicosi.
Una volta formata la pagnotta, tagliarne dei pezzi con i quali ricavare dei filoncini dello spessore di circa 1,5 cm; tagliare quindi in pezzi di un paio di cm e passarli sui rebbi di una forchetta, facendoli scorrere dal basso verso l'alto, per formare la tipica rigatura dello gnocco.



Cuocerli subito in acqua bollente salata, pochi per volta, e scolarli poco dopo, non appena risalgono a galla.
Condirli bene con la pomarola che nel frattempo avremo scaldato e disporre nei piatti da portata insieme a un'abbondante spolverata di parmigiano grattugiato.



Considerazioni.
Essendo la prima volta che faccio i gnocchi, sono stato in ansia per tutto il tempo della cottura, temendo che qualcosa potesse andare storto, magari con irreparabili spappolamenti in acqua. Invece tutto è andato per il verso giusto ed il risultato è stato molto apprezzato dagli ospiti. Più di tutti dal nipotino, che se ne è scofanato 2 piatti.



Sicuramente questo piatto verrà replicato altre volte, magari con un maggiore quantitativo di patate.

Grazie Annarita e grazie MTC per la bella opportunità che mi avete dato.




martedì 30 agosto 2016

Fare lo Tzatziki col Philadelphia?

Dopo un bel periodo di riposo torno sul blog con una provocazione.
Lo tzatziki, si sa, è un antipasto tipico greco (ma anche bulgaro e albanese) a base di yogurt e cetrioli. Fare questa salsa sostituendo (parzialmente) lo yogurt con un formaggio spalmabile come il Philadelphia può sembrare addirittura blasfemo.
Io però ho voluto osare, spinto dalla mia innata curiosità di provare cose insolite.
Le cose sono andate così.

Ieri, dopo aver preparato una quiche di verdure, mi è avanzato mezzo vasetto di yogurt greco, sì e no 100 grammi.
Oggi, per evitare che lo yogurt invecchiasse dentro il frigo, ho pensato di utilizzarlo e farci un po' di salsa tzatziki.
Un paio di cetrioli ce li avevo, ma lo yogurt greco era veramente poco. La soluzione era trovare un altro tipo di formaggio che potesse essere aggiunto senza rovinare l'equilibrio dei vari sapori. Subito ho pensato al Philadelphia.
Proviamo!




Il procedimento che ho usato è il seguente.

Spremere un limone, filtrare il succo e versarlo in una ciotola. Aggiungere in pizzico di sale, qualche foglia di menta spezzettata a mano, uno spicchio di aglio ridotto in poltiglia con lo schiaccia aglio, quindi lasciare macerare tutto per 15-20 minuti.



Aggiungere infine 6-7 cucchiai d'olio extravergine di oliva, un pizzico di pepe tritato fresco col mulinello ed emulsionare bene con una frusta. Lasciare riposare per qualche tempo.

Nel frattempo andiamo a preparare i due cetrioli.
Dopo averli lavati accuratamente, tagliare le due estremità di ciascun cetriolo e strofinare ogni cappuccio sull'ortaggio fin quando comincia a fuoriuscire una spuma bianca, che bisognerà eliminare insieme alla prima fettina perché è molto amara.

Sbucciarli quindi con un pelapatate e poi tagliarli nel senso della lunghezza in 4 parti.
Togliere eventualmente i semini dalla parte centrale, tagliarli ancora a striscioline molto fini, quindi tagliarle di traverso fino a ridurle a dadini molto piccoli, che disporremo su un colino per far perdere un po' della loro acqua di vegetazione.





A questo punto unire i cetrioli ridotti a cubettini insieme all'emulsione preparata in precedenza.
Aggiungere lo yogurt greco (quello che avevo era 100 g circa), altri 100 g di Philadelpia e amalgamare bene con un cucchiaio fino ad avere una salsa densa e cremosa.




Questo tipo di salsa è stata consumata come secondo piatto, spalmata su qualche fetta di pane tostato.
Forse non è lecito chiamarla tzatziki, ma in ogni caso questa salsa è risultata molto fresca e saporita ed è stata molto apprezzata non solo da me, ma anche da mia moglie e da mia figlia che proprio oggi è venuta a casa per sbrigare un po' di lavoro col mio pc.





martedì 12 luglio 2016

Insalata di farro

Forse sarò ripetitivo, ma questa ricetta assomiglia molto alla precedente. In particolare questi piatti sono accomunati dalla semplicità della preparazione e dalla freschezza che li rendono particolarmente graditi d'estate.

Ingredienti (per 4 persone)
  • 250 g di farro
  • 160 g di tonno all'olio d'oliva (sgocciolato)
  • 80 g di provolone dolce Auricchio (o altro tipo) tagliato a cubetti
  • 80 g di olive verdi denocciolate e sgocciolate
  • 1 cucchiaio di capperi dissalati
  • 150 g (una scatoletta) di piselli e carotine cotte al vapore
  • 5 pomodorini pachino
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 1 cucchiaio di aceto bianco di vino
  • 1 pizzico di sale + il necessario per lessare il farro
  • 1 uovo sodo (per guarnizione)

Ridurre il tonno a pezzetti, unirvi le olive tritate grossolanamente, i capperi dissalati e tritati ed il formaggio a cubetti; quindi ridurre a spicchi e poi a cubetti i pomodorini. Aggiungere infine la confezione di piselli e carotine cotte al vapore.
Mescolare tutti gli ingredienti in un'ampia insalatiera, condire con un poco d'olio extravergine, un filo d'aceto (se piace) e un pizzico di sale.


Coprire con una pellicola e mettere in frigorifero a raffreddare.

Nel frattempo lessare il farro in abbondante acqua salata. Scolarlo quando è ancora al dente e raffreddarlo mettendolo sotto un getto di acqua corrente.

Unire il farro al condimento che avevamo preparato e mescolare bene.
Aggiungere, se necessario, un altro poco d'olio d'oliva e, per guarnizione, un uovo sodo tagliato a spicchi.



Essendo un piatto molto ricco, può tranquillamente essere consumato come piatto unico a tutto pasto.







domenica 3 luglio 2016

Insalata di pomodori, couscous e tonno

Questa è una ricetta molto adatta per l'estate, che si può consumare come antipasto, come contorno o anche come piatto unico, magari da portare al mare per essere mangiato sotto l'ombrellone.



Ingredienti (per 4 persone):
  • 160 g di couscous
  • 200 g di acqua
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 noce di burro
  • 160 g di tonno all'olio sgocciolato
  • 100 g di olive verdi denocciolate e sgocciolate
  • 1 cucchiaio di capperi dissalati
  • 80 g di formaggio Asiago tagliato a cubetti
  • 4 pomodori da insalata

Ridurre il tonno a pezzetti, unirvi le olive tritate grossolanamente, i capperi dissalati e tritati ed il formaggio a cubetti.


Preparare il couscous seguendo le istruzioni riportate sulla confezione. Io ho proceduto nel seguente modo (tenere presente che per ottenere un couscous morbido la quantità di acqua deve essere circa il 15-20% superiore a quella della semola).

In un tegame sufficientemente ampio portare a ebollizione 200 ml di acqua, quindi aggiungere un cucchiaio d'olio extravergine e un pizzico di sale. Togliere dal fuoco e versare a pioggia 160 g di couscous, girando delicatamente.
Lasciare gonfiare per 4 minuti circa, quindi aggiungere una noce di burro e rimettere sul fuoco a fiamma molto dolce per altri 3-4 minuti, mescolando regolarmente con una forchetta.
A questo punto il couscous dovrà risultare ben sgranato e a giusta cottura, cioè dovrà essere piuttosto morbido ma ancora al dente.

Unire il couscous al condimento che avevamo precedentemente preparato. Aggiungere un cucchiaio d'olio e mescolare bene.

Nel frattempo aprire i pomodori, togliere i semi, salare leggermente l'interno e metterli capovolti su un piatto per favorire l'eliminazione dell'acqua.

Riempire i pomodori con l'insalata di couscous; per guarnizione si può sistemare sulla loro superficie un'oliva ed un capperetto.



Con le dosi indicate avanzerà sicuramente un po' di condimento al couscous, ma non dovrebbe essere un problema finirlo in una successiva occasione.



venerdì 24 giugno 2016

Pizza al piatto tipo napoletana per l'MTChallenge n. 58


Questo mese la sfida dell'MTChallenge ci vede tutti impegnati a fare la pizza, uno dei piatti italiani più conosciuti e apprezzati al mondo. Ce la propone Antonietta del blog la trappola golosa che, non contenta di avere già vinto una volta, è stata capace di vincere anche una seconda volta realizzando una Caprese Cheese Cake da sballo.

Io con i lievitati vado poco d'accordo perché entrano in gioco troppi fattori (tipo di lievito e di farina, temperatura, tempi, manualità, ecc.) che non è facile controllare completamente. Per fortuna le istruzioni di Antonietta sono molto precise e dettagliate e riescono a levarmi, almeno in parte, l'ansia da prestazione.

E così eccomi trasformato in un pizzaiolo quasi provetto che, per entrare meglio nel ruolo, durante la lavorazione ho anche indossato una T-shirt bianca.



Ingredienti per una pizza al piatto, tipo napoletana, metodo diretto

- 450 g di farina Manitoba di grano tenero 00 (proteine 12%)
- 250 ml di acqua oligominerale naturale
- 12 g di sale
- 1 cucchiaino raso da caffè di lievito di birra disidratato Mastro Fornaio (0,3 g ca.)




Procedimento

Per fare l'impasto seguo scrupolosamente le istruzioni di Antonietta.


Misurare l’acqua, versarla in una ciotola, prelevarne una piccola quantità in due tazzine differenti: in una sciogliere il sale, nell’altra il lievito di birra.

Versare il contenuto con il lievito di birra nella ciotola con l’acqua e iniziare ad aggiungere gradualmente e lentamente la farina setacciata a parte, incorporandola man mano all’acqua.





Finita la farina, aggiungere il sale sciolto in acqua e continuare ad amalgamare fino a raggiungere il “punto di pasta”.
Il disciplinare dice che questa fase deve durare 10 minuti; non sapendo bene cosa si intenda per punto di pasta, io ho continuato a lavorare qualche minuto in più.



Quindi ribaltare sul piano da lavoro e lavorare ancora per 20 minuti. Non sottovalutare questo tempo: è estremamente necessario per ottenere un impasto non appiccicoso, morbido ed elastico e una pizza soffice e asciutta.
Piegare e schiacciare ripetutamente, poi all’avvicinarsi dei 20 minuti l’impasto diventerà morbido e sempre più cedevole e infine avrà un aspetto setoso.
A questo punto riporlo in una ciotola di vetro o porcellana, coprire con pellicola e lasciare lievitare per 2 ore.

l'impasto prima e dopo la lievitazione


Procedere alla staglio a mano.
Il disciplinare consiglia di ottenere dei panetti da un peso compreso tra i 180 e 250 g che corrispondono a tre panetti da 30 cm circa di diametro o quattro panetti da 22 cm circa di diametro. Io ho ricavato 3 panetti da 240 - 250 g circa ognuno.
Riporli su un telo non infarinato, perché essendo un impasto ben incordato, non si attaccherà durante la lievitazione, e lasciare quindi lievitare per altre 4/6 ore a una temperatura di 25°C (come previsto dal disciplinare), coprendolo con i lembi del telo e poggiandoci sopra un altro canovaccio ben inumidito per evitare che la superficie dei panetti possa essiccarsi.




Durante la lievitazione ho visto che i singoli panetti, crescendo, tendevano ad attaccarsi gli uni agli altri; per evitare inconvenienti, ne ho trasferito uno in un altro contenitore.




Una volta che i panetti sono lievitati stenderne uno alla volta su un ripiano spolverato con farina di semola, senza usare il mattarello ma allargandolo con le mani, dal centro verso il bordo e poi, come fanno i pizzaioli veri, facendolo debordare roteandolo, in modo che avvenga un’estensione più delicata.

Durante la lavorazione ho visto però che qualcosa non andava come doveva. I panetti invece di allargarsi tendevano a restringersi e a riprendere la forma primitiva. Per fare un disco di 24 cm ho faticato non poco, anche perché tendeva a strapparsi al centro.

Per cuocere ho adottato il metodo della doppia cottura, che produce subito il classico 'cornicione' alto, tipico della pizza napoletana.




Prima si riscalda il forno alla massima temperatura insieme alla teglia che servirà per la cottura, senza mai aprire lo sportello.
Contemporaneamente si scalda sul fornello una padella di pietra o di ghisa o comunque dal fondo spesso, fino a vederla “fumare”.



padella e teglia di pietra usate per la cottura della pizza

Trasferire il disco di pizza nella padella senza condire e lasciare cuocere sul fornello per 2 minuti.
Subito dopo estrarre la teglia dal forno, trasferirci la pizza, condirla velocemente e rimettere in forno, nella parte più alta, per 4/5 minuti e comunque finché non risulti bella dorata.


Con i 3 panetti ho fatto 3 pizze con condimenti diversi.


1 - Pizza margherita con bufala campana DOP

Il condimento è stato fatto con mozzarella di bufala campana DOP, polpa di pomodoro (Mutti), 1 pizzico di sale, un filo d'olio extravergine e foglie di basilico.
Ho messo a scolare 250 g di mozzarella di bufala tagliata a fette spesse 1 cm circa e poi a pezzi di 2-3 cm.
Invece dei pomodori pelati ho usato la polpa di pomodoro Mutti che è prodotta in Italia ed è buonissima.
Nel pomodoro ho aggiunto un pizzico di sale ed una girata di olio extravergine italiano.
Per fare la tipica Margherita tricolore, poco prima di terminare la cottura ho disposto sulla superficie alcune foglie di basilico prelevate dai miei vasi.




2 - Pizza marinara

Questo condimento è stato fatto con la stessa polpa di pomodoro usata per la margherita. Ho aggiunto poi 2 spicchi d'aglio privati del germoglio e tritati finemente al coltello ed un cucchiaino di origano.
Questa pizza era destinata a mia moglie, che non ama troppo le pizze con la mozzarella.




3 - Pizza ai funghi champignon
Per condire questa pizza ho usato poca polpa di pomodoro residuata dalle precedenti preparazioni. Inoltre 150 g di funghi champignon tagliati a fettine sottili e una manciata di mozzarella di bufala campana DOP tagliata a cubetti.




Osservazioni

Devo confessare che stavolta la mia scarsa compatibilità con i lievitati è stata abbastanza evidente.
I condimenti sono risultati molto appetitosi, ma la pasta della pizza non aveva la fragranza e la sofficità tipica della pizza napoletana. A fine cottura l'impasto è risultato poco alveolato, quindi piuttosto coriaceo al morso, ed il cornicione poco evidente.
Per me è difficile individuare le possibili cause degli inconvenienti riscontrati. Probabilmente la farina Manitoba non è adatta per la pizza, ma potrebbe avere influito negativamente la temperatura quasi torrida dell'ambiente di lavoro (oggi a Roma siamo arrivati a 34°); o forse ha influito il tempo di lievitazione che per necessità contingenti ho dovuto prolungare un po' troppo (7-8 ore invece di 4-6), oppure la temperatura non adeguata del mio forno elettrico che arriva a un massimo di 240 °C.
La prossima volta cambierò tipo di farina e sceglierò un periodo della giornata non troppo caldo.

Sono comunque stato contento di partecipare anche questo mese all'MTC che ancora una volta mi ha dato l'opportunità di fare nuove interessanti esperienze.




sabato 18 giugno 2016

Tartellette ripiene

L'idea di provare a fare queste tartellette mi è venuta in occasione della presentazione del libro dell'MTChallenge "Torte salate", quando al termine dell'incontro sono state offerte al pubblico convenuto.
Naturalmente la ricetta è descritta nel libro (pag. 60) ed io l'ho seguita con qualche personalizzazione.



Mi sembrava anche una buona idea per valutare tempi e difficoltà qualora decidessi di prepararle in occasione della prima festa di compleanno del mio nipotino (qui a fianco).




Per prima cosa vado a preparare il 'guscio' di pasta frolla salata per poi cuocerlo 'in bianco', cioè senza farcia.



Preparazione della frolla salata
Ingredienti

  • 250 g di farina 00
  • 150  g di burro
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 pizzico di zucchero
  • 1 cucchiaio di latte freddo
Faccio la fontana con la farina, metto al centro il burro a pezzetti, l'uovo, il sale e lo zucchero e comincio a lavorare pizzicottando dapprima la farina col burro, continuando poi a incorporare gradualmente tutto il resto.




Quando l'impasto prende consistenza, rimanendo tuttavia 'bricioloso', aggiungo un goccio di latte e finisco di impastare velocemente fino ad ottenere una palla piuttosto liscia.
Schiaccio leggermente la palla, l'avvolgo nella pellicola e la metto in frigorifero a farla riposare per circa un'ora.
Passato il tempo, ritiro l'impasto dal frigorifero e lo comincio a distendere sul piano del tavolo leggermente infarinato, lavorando dapprima con la base della mano e poi con il mattarello fino a raggiungere uno spessore di 3 mm circa.

Per dare la giusta dimensione alle tartellette ho usato come coppapasta il coperchio di una zuccheriera. Ho quindi disposto i vari tondi di pasta nelle cavità di una teglia per muffins, che avevo previamente rivestite con carta da forno, bucherellando il fondo della sfoglia con i rebbi di una forchetta.

Per procedere alla cottura in bianco, ho dovuto preparare altri dischi di carta da forno con cui ho rivestito la sfoglia presente in ogni cavità, applicando dei pesi (fagioli secchi) all'interno per tenere schiacciato l’impasto ed evitare che si gonfi in maniera non uniforme.



Cuocere in bianco significa cuocere il guscio di pasta senza farcia in modo da ottenere un involucro compatto ma friabile, adatto a ricevere una farcitura più o meno liquida.
Per questa operazione ho messo le teglie in forno a 180° per circa 20 minuti. Ho poi sfornato, eliminato la carta e i pesi, quindi rimesso in forno per altri 7-8 minuti finché la superficie della sfoglia risulti sufficientemente asciutta e colorata.


Con le dosi indicate ho ottenuto 19 tartellette.
La preparazione non è risultata particolarmente difficile, ma ha richiesto molto tempo per la predisposizione di tutto il necessario per poter effettuare la cottura in bianco dei gusci.


Preparazione del ripieno

1. Spuma di mortadella e pistacchi.
Tritare molto finemente 250 g di mortadella di Bologna e mescolarla con 100 g di mascarpone ed un cucchiaio di parmigiano reggiano.
Frullare tutto fino ad ottenere un composto soffice e leggero, aggiungendo se necessario un poco di latte.
Riempire le tartellette con la spuma e decorare con pistacchi tritati.



2. Gorgonzola e noci.
Mescolare 250 g di gorgonzola dolce, 100 g di robiola e 100 g di formaggio caprino fino ad ottenere una cremina molto morbida ed omogenea.
Distribuire l'impasto sulle tartellette e decorare con mezzo gheriglio di noce.





mercoledì 25 maggio 2016

Cheesecake alle fragole

Questo mese avevo deciso di saltare l'appuntamento con l'MTC. Stavolta infatti per vari motivi, anche di salute (ne parlo qui e qui), mi sentivo particolarmente distante dallo spirito agonistico e un po' goliardico che per me ha sempre caratterizzato questo tipo di sfide.

Invece, a due giorni dalla scadenza, comincio a pensare che però un cheesecake semplice semplice potrei anche farlo; anzi, impegnarmi un po' per fare qualcosa di nuovo potrebbe essere un buon motivo di distrazione.
E allora eccomi qui, all'ultimo minuto, per realizzare la ricetta dell' MTChallenge di maggio che Annalù e Fabio del blog assaggi di viaggio hanno deciso di dedicare al cheesecake dolce o salato.
Devo dire che alla decisione di partecipare alla sfida ha contribuito anche mia figlia Caterina, che per l'occasione mi ha prestato la sua tortiera con cerniera, dandomi pure la ricetta di un cheesecake alle fragole da lei più volte collaudata.
Mi metto dunque all'opera, sperando di arrivare positivamente in fondo entro i tempi prescritti.


1. - Per prima cosa comincio a preparare lo sciroppo di fragole.


Servono (dosi indicative):

  - 750 g di fragole sode e mature;
  - 250 g di zucchero semolato;
  - il succo filtrato di 1 limone;
  - 1/2 bicchiere di acqua.

Tagliare a pezzetti piuttosto piccoli le fragole già lavate ed asciugate.
Metterle in un tegame di acciaio insieme al limone, allo zucchero ed a un poco d'acqua.
Lasciare insaporire per mezz'ora circa, quindi frullare tutto.
Mettere sul fuoco a fiamma dolce per circa 20 minuti, girando spesso con un cucchiaio di legno. Schiumare, se necessario.
Togliere dal fuoco quando lo sciroppo si è addensato e comincia a velare il cucchiaio.
Filtrare tutto in un colino per separare la parte liquida dai semini e dai frammenti di polpa.
Conservare lo sciroppo fino al momento dell'uso.


2. - Preparazione della base.

Ingredienti:
  - 200 g di biscotti Digestive;
  - 100 g di burro (circa).

Tritare i biscotti fin quando prendono una consistenza simile alla sabbia.



Sciogliere il burro e versarlo quando è liquido, ma non troppo caldo, sui biscotti polverizzati.
Amalgamare bene e versare sul fondo di una tortiera foderata con un cerchio di carta da forno.
Stendere accuratamente il composto e compattarlo bene per formare uno strato uniforme.



Mettere in frigorifero a rassodare per almeno mezz'ora.


3. - Preparazione del ripieno.

Ingredienti (tortiera da 20 cm):
  - 750 g di mascarpone;
  - 250 g di cream cheese (Philadelphia);
  - 1 baccello di vaniglia;
  - 60 g di zucchero a velo;
  - 150 g di fragole ridotte a cubettini;
  - 120 ml di sciroppo di fragole;
  -  4 g di colla di pesce (1 foglio).

Amalgamare il mascarpone con il formaggio; unire poi i semi di vaniglia e lo zucchero a velo.
Mettere a bagno la colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti.
Scaldare lo sciroppo in un pentolino e unire la colla di pesce ben strizzata, mescolando bene per farla sciogliere completamente.
Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare un poco.
Unire lo sciroppo ai formaggi, aggiungere le fragole tagliate a dadini piccoli e amalgamare tutto con cura.
Stendere il ripieno sulla base di biscotti tritati, livellando bene la superficie.



Mettere in frigo per almeno un paio d'ore.


4. - Preparazione della copertura.

Ingredienti:

  - 300 ml di sciroppo di fragole;
  - 10 g di colla di pesce;
  - qualche fragolina intera per decorazione;
  - 1 cucchiaio di limone e 1 di zucchero.

Versare lo sciroppo in un pentolino e scaldare a fuoco dolce. Unire la colla di pesce tenuta in precedenza in acqua fredda per 10 minuti e farla sciogliere bene girando a lungo.
Per guarnizione, disporre sulla superficie del dolce qualche fragolina bagnata con succo di limone e rotolata in un po' di zucchero.
Ricoprire con lo sciroppo e fare addensare in frigorifero per almeno un paio d'ore.

Fare attenzione al momento di sformare il dolce per evitare che il ripieno e il topping rimangano attaccati alle pareti della tortiera (che io non ho foderato con carta da forno, come avrei dovuto). Allo scopo consiglio di usare un coltellino a lama liscia e di passarlo delicatamente, ma con decisione, attorno alle pareti. Stessa precauzione per staccare il cheesecake dal fondo.


Tagliare con un coltello a lama liscia, premendo con decisione quando si arriva alla base di biscotto.


Il risultato?
Semplicemente favoloso anzi, fragoloso! Grazie Anna Luisa e Fabio per averci proposto questo bel dolce che io non avevo mai fatto.


Con questa ricetta partecipo alla sfida n. 57 dell'MTC



mercoledì 11 maggio 2016

Pasta in bianco con zucchine e yogurt - il blog rallenta, ma non chiude

Da molto tempo mi sto chiedendo se sia opportuno chiudere il blog o continuare, magari riducendo la frequenza dei miei interventi.
Devo ammettere che i miei interessi sono abbastanza diversificati ed il blog non è l'unico che coltivo. D'altra parte l'età che avanza e gli impegni che non diminuiscono mi tengono troppo spesso lontano dal blog e dai fornelli.
Anche qualche piccolo problema di salute non contribuisce a sollevare l'umore ed a mantenere viva la voglia di stare in cucina.
Infatti recentemente ho dovuto operarmi per la seconda volta a causa di un piccolo male di cui ho parlato qualche tempo fa (qui). Purtroppo alla visita di controllo mi hanno detto che qualche cellula malata potrebbe essere rimasta e fra qualche mese, a mio comodo, dovrò sottopormi ad una terza operazione. Si tratta di cosa di poco conto, in day surgery, ma la notizia mi ha scocciato non poco. E vabbè, comunque non è niente di grave.

Ed ora veniamo alla ricetta che, rispettando il mio stile consueto, è facile da fare e buona da mangiare.
L'idea di questo piatto nasce dal desiderio di consumare qualche zucchina romanesca che giaceva da un po' di giorni in frigorifero, per farci un buon sughetto da usare per condire la pasta.
Durante la preparazione ho poi pensato di non usare i pomodori, che avrebbero troppo ammorbidito le zucchine col rischio di spappolarle, ma di fare una semplicissima preparazione in bianco, usando un po' di yogurt greco che avevo nel frigo.

Ingredienti (per 2 persone)
  • 2 cipolle di Tropea
  • 5 zucchine romanesche (o altro tipo, purché sode e non troppo grosse o succulente)
  • 2-3 cucchiai di yogurt greco
  • 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1 mazzetto di foglie di prezzemolo
  • 2-3 cucchiai di parmigiano reggiano
  • sale e pepe
  • 180 g di pasta a piacere, preferibilmente corta

Procedimento

Tritare le cipolle e farle ammorbidire al fuoco in un poco di olio. Io ho usato le cipolle di Tropea, che sono dolci e sono le uniche che mi piacciono, ma si possono usare altri tipi, magari in minore quantità.

Tagliare a rondelle sottili le zucchine ben lavate ed asciugate e metterle a cuocere in padella insieme alle cipolle ammorbidite. Salare e pepare.

 
A metà cottura versare mezzo bicchiere di vino bianco e far sfumare a fuoco vivace.
Verso la fine aggiungere un po' di prezzemolo tritato; lasciare insaporire e, quando le zucchine sono cotte ma ancora al dente, incorporare lo yogurt. Subito dopo spegnere il fuoco.


Nel frattempo lessare la pasta e scolarla molto al dente.
Versarla nella padella con il condimento e farla insaporire bene.

Disporre nei piatti e aggiungere per guarnizione qualche fiocco di yogurt, ed ancora un po' di prezzemolo. Spolverare con del parmigiano reggiano di ottima qualità e servire.