domenica 12 febbraio 2017

Tonnarelli cacio e pepe

Ma io lo sapevo che non sarei stato troppo a lungo lontano dal blog!
Sì, è vero, la voglia di fotografare e di scrivere le ricette è un po' calata, come è pure calata la fantasia che mi spingeva a fare piatti nuovi. Ma il blog è una malattia da cui è difficile guarire e pertanto eccomi di nuovo qui con la ricetta della pasta cacio e pepe, che è un altro classico della cucina povera romana.
Questo piatto proviene dall'usanza dei pastori laziali e abruzzesi di portare con sé lo stretto necessario per nutrirsi, e cioè pasta secca, pepe nero e pecorino.

La ricetta tipica romana prevede quindi 3 soli ingredienti:
- il pecorino romano, che deve essere abbastanza fresco e non stagionato, da grattugiare al momento dell'uso; se si preferisce un sapore meno deciso, al pecorino si può aggiungere un poco di parmigiano;
- il pepe nero in grani, che va triturato in un mortaio o col batticarne;
- la pasta, preferibilmente lunga, in genere gli spaghetti, ma spesso vengono usati anche i tonnarelli.
L'aggiunta dell'olio per favorire la mantecatura è poco apprezzata dai romani ed è preferibile farne a meno.

Si tratta di un piatto apparentemente molto semplice, ma che invece è molto difficile da realizzare alla perfezione perché nasconde molte insidie.
La cacio e pepe infatti non è semplicemente una pasta condita col pecorino grattugiato. Si deve invece riuscire a formare una cremina saporitissima, che è poi la caratteristica saliente di questo piatto, miscelando opportunamente il formaggio con un poco di acqua di cottura della pasta, ricca di amido.
Riguardo al pepe, la quantità dipende dai gusti personali, ma in genere si usano dosi generose.

La fase più difficile della ricetta è fare la cremina col formaggio, evitando che questo faccia i grumi o si addensi in fondo al piatto col rischio di formare una specie di palla dalla consistenza gommosa (confesso che per fare la foto, il formaggio si è un po' addensato anche a me).





Procedimento per 2 persone.

Servono:
- 200 g di pasta lunga (io ho usato 250 g di tonnarelli fatti con semola di grano duro, farina di grano tenero e uova);
- un cucchiaio raso di pepe nero in grani;
- 6 cucchiai di pecorino romano grattugiato.


Mettere al fuoco una pentola per cuocere la pasta.
Differentemente dal solito, l'acqua non deve essere troppo abbondante in modo che l'amido che viene rilasciato durante la cottura della pasta risulti giustamente concentrato.
Non salare troppo l'acqua perché c'è il pepe ed il pecorino che sono molto sapidi.

Schiacciare il pepe in un mortaio (o con un batticarne) riducendolo a polvere grossolana.



Mettere il pepe polverizzato in una padella antiaderente e tostarlo al fuoco. Aggiungere poi un mestolino di acqua di cottura della pasta, mescolare bene e continuare a cuocere per 2 o 3 minuti, lasciando che il composto rimanga abbastanza liquido.



Mettere il pecorino grattugiato in una terrina abbastanza capiente.
Quando la pasta è quasi cotta, raccogliere un mestolo di acqua di cottura e versarlo sul formaggio. Con una forchetta girare molto velocemente fin quando il cacio si sarà sciolto formando una cremina non troppo densa.
Raccogliere la pasta con un forchettone e versarla ancora molto umida nella terrina col formaggio sciolto. Raccogliere il pepe dalla padella ed incorporarlo alla pasta mescolando bene. Versare altra acqua di cottura se necessario. Continuare a girare per evitare che il cacio si addensi. 






Servire immediatamente in un piatto possibilmente caldo, spolverando con altro pepe nero. Aggiungere all'occorrenza altro pecorino ed eventualmente altra acqua di cottura, continuando a mescolare bene.








34 commenti:

  1. Quella del pepe in padella mi giunge nuova, ma ti darò ascolto.
    Hai visto mai che sia il segreto per fare, finalmente , una buona "cacio e pepe"?
    Grazie.
    Cri

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il pepe passato in padella ti regala un profumo fantastico, ma fare bene la cacio e pepe è un'impresa davvero molto ardua: ci vuole tanta tanta esperienza! La mia è venuta "abbastanza" bene, ma a Roma ne ho mangiate di migliori (ma anche di molto peggiori, quando mi hanno presentato un piatto di pasta col pepe e il pecorino grattugiato)

      Elimina
  2. Io il pepe lo metto a tostare in padella intero e così si sbriciola meglio e più facilmente ;)
    Ottimo il cacio e pepe hai ragione se la cremina non viene bene il piatto perde. Dal tipo di pasta che vedo assomiglia un pò ai bucatini come grossezza i tonnarelli qui non ci sono a meno che non abbiano un altro nome... Grazie e mi fa piacere che ci si. Buona domenica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La prossima volta proverò a mettere in padella il pepe intero. I tonnarelli sono un tipo di pasta fresca a sezione quadrata anziché rotonda. A Roma sono molto comuni. A me piacciono molto perché sotto i denti rimangono piuttosto carnosi. Buona domenica!

      Elimina
  3. Uno dei miei piatti preferiti in assoluto, e me lo hanno sempre -per fortuna- cucinato coi controcazzi.
    Ho visto farlo pure con la panna, ahimé. Tipo da pena di morte, sentenza immediata.

    Ah, bentornato^^

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione! Mangiare una cacio e pepe coi controcazzi è una grande soddisfazione, ma se qualcuno ci mette la panna non merita di sopravvivere! Un abbraccio

      Elimina
  4. Siamo contenti che non sei riuscito a stare alla larga dal blog per molto!! :-DD!! Da romana doc non posso non amare questa pasta..Lo sai che mi è riuscita 1 su 5 come proporzione??? mica facile.. nonostante siano solo 3 ingredienti.. T'è uscita benissimo..baci e buona serata :-*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eccomi qui cara Claudia, il periodo di astinenza è durato poco! La cacio e pepe sembra facile, ma per farla per bene devi essere davvero molto brava. Però a me piace un sacco! Baci

      Elimina
  5. ...è oggettivamente impossibile stare davvero alla larga dal blog, ammettiamolo...
    la tua ricetta è un classicone, che però non ho mai testato personalmente, quindi utilissima

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E già, come si fa a starne alla lontana? Questa è un classico della cucina romana con 3 soli ingredienti. Apparentemente molo facile da fare, ma che richiede grande grande destrezza (si prepara al momento giusto in pochi secondi) e tanta esperienza! Grazie per essere passata qui!

      Elimina
  6. Che bello sono contenta tu sia qui! :-) e ci sei con una pasta fantastica carissimo Andrea!!! quanto ne vorrei un piatto..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Simo, mi fa tanto piacere che sei venuta a trovarmi! A presto

      Elimina
  7. Questo è uno dei piatti romani che amo di più e nonostante l'apprenza facilità credo imvece che vada dosato tutto alla perfezione.L'ho mangiato l'ultima volta che sono stata a Roma ma non li ho mai provati a casa ma adesso seguitò la tua ricetta cosi da non sbagliare!!Un abbraccio,Imma

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Proprio così, tutto va dosato per bene, ma soprattutto tutto si deve fare all'ultimo minuto quando l'acqua in cui cuoci la pasta è più ricca di amido. Ma il rischio che il formaggio si addensi in una grossa palla è sempre dietro l'angolo!

      Elimina
  8. Una delle mie paste preferite, la prepariamo spesso a casa :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io invece la mangio spesso fuori perché in casa ho sempre paura che qualcosa vada storto!

      Elimina
  9. Evviva la semplicità e il gusto di questo piatto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, il piatto è senza fronzoli e davvero molto gustoso!

      Elimina
  10. in effetti è un piatto povero e con pochi ingredienti ma spesso è proprio qui che si scivola più facilmente in errori...il tuo sembra davvero delizioso!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Piatto povero, ma insidiosissimo: sembra semplice e invece richiede un bel po' di esperienza!

      Elimina
  11. Mi rincuora rileggerti..ti avevo trovato molto convinto nell'ultimo post e temevo tu decidessi di eclissarti! Meglio così, sai che il tuo blog mi è tanto caro :-)
    Golosissimo piatto, da provare :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo so che mi sei affezionata, come io lo sono di te. Ancora ricordo i tuoi inizi, quando sfornavi una ricetta dietro l'altra ed avevi ancora pochi followers. Ora invece sei seguitissima da tantissimi amici che molto meritatamente hai saputo conquistare! Un caro abbraccio

      Elimina
  12. Eh si, alla fine stare lontani dal blog è meno semplice di quello che si pensa!! E grazie per questa ricetta, io non amo il formaggio ma mio marito si e questa pasta era un po' che volevo in qualche modo fargliela assaggiare, adesso so come fargliela bene, non dico che verrà alla prima ma ho una buona ricetta con cui esercitarmi!! Buona serata!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti il blog è un richiamo cui è difficile resistere. Per fare bene questa pasta ci vuole un po' di esperienza, per cui non è detto che tu possa dire "buona la prima". Comunque vale la pena provare! Baci

      Elimina
  13. li adoroooo!!!! quando vado a Roma li mangio ogni giorno. Bravissimo!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me piacciono tanto, sono veramente buoni!

      Elimina
  14. E' un piatto che non posso mangiare per via del pepe, mi fa male, ma ogni volta che lo vedo mi fa un po' rabbia... perchè un così buon piatto io non lo posso assagiare? grrr :)
    Comunque prendo come oro colato il tuo consiglio di tostare il pepe, perchè lo preparo spesso per la famiglia.
    Bacio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E allora purtroppo questo non un piatto per te perché di pepe ce ne vuole tanto! Con la tostatura poi sprigiona degli aromi fantastici...! Ma non è che ti fa male anche il profumo?

      Elimina
  15. a volte capitano questi momenti magari è solo stanchezza anche io posto quando posso tempo e voglia e poi si riparte più grintosi di prima la pasta è buonissima e anche le foto tanto belle!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Essendo abbastanza meteoropatico, può darsi che questo freddo inverno non mi abbia aiutato. Sicuramente con la bella stagione il mio umore si rimetterà in sesto! Un abbraccio

      Elimina
  16. Ciao Andrea.
    Un piatto,buonissimo, che preparo spesso.
    Un caro saluto,fulvio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non lo faccio spesso, ma quando capita è una gran festa. Un caro saluto anche a te

      Elimina
  17. Felicissima di ritrovarti e di gustare uno degli straordinari piatti della tradizione. Oltretutto, mi hai fatto ricordare che non preparo da secoli questa delizia e urge rimediare. Quindi, grazie davvero. Sei stato preziosissimo, come sempre.
    Un abbraccio,
    MG

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Maria Grazia, sei sempre molto carina! Grazie per le per le belle parole, un saluto affettuosissimo :-)

      Elimina